Venerdì 9 Ottobre 2026 20:10
Federcasa, il diritto alla casa non può essere un privilegio
Le immagini che arrivano dalla Spagna, con decine di migliaia di persone scese in piazza
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Le immagini che arrivano dalla Spagna, con decine di migliaia di persone scese in piazza per difendere il diritto alla casa, non possono lasciarci indifferenti.
A Madrid, così come a Bilbao, Valencia, alle Canarie e in altre decine di città, centinaia di migliaia di cittadini hanno manifestato agitando le proprie chiavi come simbolo di un diritto sempre più difficile da esercitare: quello di avere una casa e di poterla mantenere.
La protesta è esplosa dopo lo sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni, costretta a lasciare la propria abitazione e trasportata in barella. Un episodio che ha fatto da detonatore a un malcontento molto più profondo: affitti diventati insostenibili, sfratti, costo della vita e difficoltà crescenti nell’accesso alla casa.
In Italia, purtroppo, un episodio simile rischierebbe persino di passare quasi inosservato.
Eppure, anche nel nostro Paese il malcontento è presente e, come una brace sotto la cenere, rischia di trasformarsi in un inverno socialmente molto caldo.
Il problema della casa, infatti, non può più essere separato da quello dell’energia e del costo della vita.
L’aumento del prezzo del petrolio e del gas rischia di trasformare il riscaldamento invernale in un lusso per troppe famiglie. L’aumento dei costi energetici si ripercuote inevitabilmente sulla benzina e sul gasolio, sul carrello della spesa, sui canoni di locazione e sui mutui.
A pagare il prezzo più alto sono, ancora una volta, le famiglie più fragili, quelle che già oggi sono costrette a rinunciare alle cure, ai consumi essenziali e a una qualità della vita dignitosa. Famiglie che rischiano di dover scegliere tra mangiare, curarsi e riscaldarsi durante l’inverno.
E in estate la situazione non è migliore: il cambiamento climatico rende sempre più difficile vivere senza ricorrere al condizionamento dell’aria, trasformando anche il diritto a rinfrescarsi in una questione economica.
La
FEDER.CASA
aveva accolto positivamente il Piano Casa del Governo Meloni, riconoscendo il valore politico del fatto che la casa tornava finalmente al centro del dibattito nazionale. Pur trattandosi di un provvedimento estemporaneo e certamente insufficiente rispetto alla dimensione del problema, poteva rappresentare un primo passo dopo anni nei quali la questione abitativa era stata sostanzialmente relegata ai margini dell’agenda politica.Oggi, però, è necessario andare oltre.
La situazione spagnola non è automaticamente sovrapponibile a quella italiana, ma ci offre un segnale che sarebbe irresponsabile ignorare.
Serve un cambiamento strutturale della politica energetica del nostro Paese. Una politica che non sia orientata esclusivamente agli interessi delle grandi compagnie, ma che rimetta al centro le esigenze concrete dei cittadini, delle famiglie, degli inquilini e anche dei piccoli proprietari.
In altri Paesi europei, quando un’organizzazione rappresentativa degli inquilini proclama forme di mobilitazione sulle bollette, può contare su una forza sociale tale da costringere le grandi compagnie energetiche a sedersi a un tavolo e a confrontarsi con le richieste dei cittadini.
In Italia, purtroppo, il sindacato degli inquilini, anche a causa del suo frazionamento, non dispone oggi della stessa forza contrattuale e mobilitativa.
Ma questo non significa che dobbiamo rassegnarci.
Anzi, è arrivato il momento di costruire una nuova alleanza sociale.
Inquilini e proprietari della propria unica abitazione non devono essere considerati categorie contrapposte. Entrambi sono vittime, seppure in forme diverse, di un sistema nel quale il costo della casa, dell’energia e della vita quotidiana è diventato sempre più difficile da sostenere.
Occorre quindi costruire un soggetto sociale forte, ampio e trasversale, capace di unire queste realtà e di rivendicare dal Governo, qualunque sia il colore politico di chi lo guida, interventi strutturali.
Non servono più soltanto misure temporanee, bonus o quelle che troppo spesso appaiono come semplici “mancette” destinate a tamponare emergenze che si ripresentano puntualmente.
Secondo il
segretario Generale Feder. Casa Confsal Gianluigi Pascoletti
“Servono politiche di lungo periodo.Serve una vera politica nazionale per la casa (Ministero delle Politiche Abitative). Serve una politica energetica che tuteli le famiglie. Serve intervenire sugli affitti, sugli sfratti, sui mutui e sul costo dell’energia. Serve restituire alle persone la certezza che avere una casa, poterla riscaldare e poter vivere dignitosamente non siano privilegi riservati a chi può permetterseli. La lezione che arriva dalla Spagna è semplice: quando il disagio individuale diventa consapevolezza collettiva, può trasformarsi in forza politica e sociale. Non aspettiamo che anche in Italia sia necessario vedere un’anziana di 87 anni portata via in barella dalla propria abitazione perché la questione della casa torni a essere una vera emergenza nazionale”L'articolo
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