Domenica 11 Ottobre 2026 21:10
Le pillole di Polly: recensione di “Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata” di Alessia Gazzola
leggi la notizia su RomaDailyNews
Tempi duri per gli spiriti liberi nella Londra degli Anni Venti del secolo scorso.
La situazione peggiora se si è una ragazza di poco più di vent’anni con una gran voglia di vivere e una passione smodata per i paralumi.
E se la giovane in questione presenta anche una spiccata propensione ad impicciarsi ogni volta che viene commesso un delitto, cercando di rubare il lavoro alla polizia, è chiaro che il guaio è grosso.
Il risultato della miscela di tutti questi ingredienti esplosivi ha un nome e un cognome: Beatrice Bernabò, per gli amici Miss Bee.
Beatrice, croce e delizia del padre Leonida, docente universitario di Italianistica, ha pure un altro difetto, probabilmente il peggiore di tutti.
Possiede un fiuto speciale per innamorarsi dell’Uomo Sbagliato, come è successo quando ha perso la testa per il visconte Julian Lennox, che le aveva giurato di amarla salvo poi a rimandarla al mittente per fidanzarsi con una Lady.
Dopo questa burrascosa vicenda Leonida, per una volta nella vita, ha deciso di imporsi e ha spedito la sua irrequieta figlia a lavorare presso l’Ambasciata italiana. Lì, sotto l’occhio vigile del severo ambasciatore Gianandrea Verduno Conti, sicuramente quella scapestrata della sua secondogenita avrebbe messo la testa a posto, o almeno questo sperava il povero Leonida.
E invece, appena mette piede in ambasciata Miss Bee si trova alle prese addirittura con un fantasma, o sedicente tale, che spaventa a morte sia lei che la moglie dell’ambasciatore.
Quando le cose si aggravano, interviene una vecchia conoscenza di Bee, Archer Blackburn, ispettore capo di polizia irreprensibile nonché giovanotto gagliardo.
E allora, le probabilità che Beatrice si faccia gli affari suoi e non cerchi di aiutarlo nelle indagini sono assai scarse.
“Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata” è il terzo dei romanzi di Alessia Gazzola con protagonista Beatrice Bernabò, Miss Bee per gli amici.
L’opera è scorrevole e divertente, complessivamente una lettura veramente gradevole.
Il merito di questo risultato è la capacità di Gazzola di saper dosare sapientemente le vicende legate al mistero da chiarire con la vita e le emozioni dei personaggi. Tra tutti, spicca la figura della protagonista, Beatrice, una ragazza pronta a tutto pur di difendere la sua libertà.
Il suo personaggio, in effetti, serve a introdurre il tema della condizione femminile nei primi decenni del secolo scorso in Inghilterra, quando bastava avere un flirt con qualche giovanotto per correre il rischio di venire additata come ragazza “facile”; la situazione sul lavoro, poi, non era meno complicata, visto che una donna non poteva minimamente aspirare ad alcun posto di prestigio.
Beatrice, che se ne infischia delle convenzioni e quando si decide a seguirle lo fa solo per non dare un dolore a suo padre, è decisamente in anticipo rispetto ai tempi in cui vive, ed è proprio questo che la rende un personaggio così simpatico.
Un altro grande pregio del romanzo è l’accuratissima ricostruzione della Londra dell’epoca; è chiaro che Gazzola ha fatto degli studi approfonditi in proposito.
Quindi, “Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata” è un romanzo consigliatissimo, da leggere se si cerca un po’ di sano divertimento senza rinunciare alla giusta dose di riflessione.
Federica Focà
