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Lunedì 12 Ottobre 2026 11:10

Metro D Roma, cambia ancora il tracciato: 26 fermate e una nuova stazione a Monteverde

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Presentato il nuovo percorso della quarta linea metropolitana della Capitale. Entra la fermata Oriani, collegata alla stazione ferroviaria Quattro Venti, mentre viene eliminata Nievo. Restano da risolvere i nodi dei finanziamenti e dei tempi di realizzazione.

La futura metro D di Roma cambia nuovamente percorso. Il progetto della quarta linea metropolitana della Capitale prevede ora 26 stazioni, con l’inserimento della fermata Oriani nel quartiere Monteverde e l’eliminazione della precedente fermata Nievo.

A illustrare il nuovo tracciato è stato il sindaco Roberto Gualtieri, durante un incontro con i volontari di “Per Roma per Gualtieri”, in vista delle elezioni comunali del 2027.

La revisione del percorso arriva mentre l’opera si trova ancora nelle fasi preliminari della progettazione. Non è stato infatti ancora realizzato il progetto di fattibilità tecnico-economica, documento indispensabile per definire nel dettaglio caratteristiche, costi e modalità di realizzazione dell’infrastruttura.

La metro D rimane dunque un’opera programmata, ma non ancora finanziata nella sua interezza.

Metro D, arriva la fermata Oriani a Monteverde

La principale novità del tracciato riguarda Monteverde, dove è stata inserita la futura stazione Oriani.

La fermata dovrebbe sorgere tra le stazioni Mastai e Trastevere e sarà collegata attraverso un tunnel pedonale alla stazione ferroviaria Quattro Venti.

L’obiettivo è migliorare i collegamenti di un’area densamente abitata, creando un nuovo punto di interscambio tra la rete metropolitana e quella ferroviaria.

Per inserire Oriani nel percorso è stata eliminata la fermata Nievo, precedentemente prevista nella zona di Trastevere.

La scelta tiene conto anche della presenza del tram 8, che già serve parte di quel quadrante cittadino. La nuova configurazione punta quindi a estendere il servizio metropolitano verso un’area caratterizzata da una maggiore domanda di trasporto pubblico.

Da 30 a 26 stazioni: come è cambiato il progetto

Il numero complessivo delle fermate previste per la metro D è stato progressivamente ridimensionato nel corso delle revisioni progettuali.

Nel febbraio 2025 erano state annunciate 30 stazioni, diventate 27 nel dicembre dello stesso anno. Con l’ultima modifica, il totale scende a 26.

Le variazioni sono ancora possibili perché il progetto non ha raggiunto la fase di fattibilità tecnico-economica.

Il percorso definitivo dovrà essere confermato attraverso i successivi passaggi progettuali e autorizzativi.

Metro D, il Campidoglio chiede nuovi finanziamenti al Governo

Il principale ostacolo alla realizzazione della linea D rimane la disponibilità delle risorse economiche.

L’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha recentemente scritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sollecitare finanziamenti destinati a tre interventi strategici: il prolungamento della metro A, quello della metro B e la progettazione della nuova linea D.

Per quest’ultima, la richiesta riguarda circa 174 milioni di euro, necessari a proseguire le attività progettuali.

Secondo quanto emerso, il Ministero avrebbe manifestato interesse ad approfondire la documentazione, senza tuttavia assumere impegni definitivi sullo stanziamento dei fondi.

Nel frattempo, per il 15 ottobre è previsto un incontro operativo tra l’assessore Patanè e RTI Condotte, il raggruppamento che nel 2010 si aggiudicò il project financing dell’opera.

Quanto costerà la metro D di Roma?

Le stime economiche evidenziano la complessità dell’intervento.

Quando la linea D venne ipotizzata nel 2010, il costo previsto era di circa 3 miliardi di euro. Oggi la realizzazione dell’intera infrastruttura richiederebbe almeno 9 miliardi.

Attualmente è in fase di approvazione il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), elaborato da Roma Metropolitane grazie a un finanziamento di 5,5 milioni di euro assegnato nel novembre 2024.

È stato inoltre predisposto il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP).

Manca però il finanziamento necessario per sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), passaggio essenziale per far avanzare concretamente l’opera.

Senza queste risorse, la realizzazione della nuova metropolitana non potrà procedere verso le successive fasi progettuali.

La prima tratta da Nomentana GRA a Nemorense

Il Campidoglio punta a partire dal settore nord-orientale della città, attraverso una prima tratta compresa tra Nomentana GRA e Nemorense.

Il percorso individuato comprende le fermate:

  • Nomentana GRA
  • Ojetti
  • Talenti
  • Adriatico
  • Jonio, con interscambio con la metro B1
  • Vaglia
  • Val D’Ala, in corrispondenza della stazione ferroviaria
  • Villa Chigi
  • Nemorense
Si tratta del primo segmento funzionale sul quale l’amministrazione intende concentrare gli sforzi per ottenere i finanziamenti.

L’obiettivo politico dichiarato è riuscire ad avviare i lavori della prima tratta entro cinque anni, nell’eventualità di una conferma dell’attuale amministrazione alla guida della Capitale.

Non si tratta tuttavia di una data di apertura al pubblico né di un cronoprogramma già approvato.

Quando sarà realizzata la metro D?

Al momento non esiste una data certa per l’inizio dei lavori o per l’entrata in servizio della quarta linea metropolitana di Roma.

La realizzazione dovrà necessariamente procedere per tratte, come già avvenuto per la metro C, considerando l’estensione del percorso e l’entità degli investimenti richiesti.

Il futuro dell’opera dipenderà soprattutto dall’assegnazione dei fondi statali e dall’avanzamento delle procedure progettuali.

La nuova fermata Oriani rappresenta quindi un aggiornamento importante per il quadrante di Monteverde, ma la possibilità di vedere concretamente la metro D dipenderà dai prossimi passaggi tra Campidoglio e Governo.

Per Roma, la quarta linea metropolitana continua a essere uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti per il futuro del trasporto pubblico, con l’obiettivo di collegare quartieri oggi meno serviti e migliorare gli spostamenti attraverso la Capitale.

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