Lunedì 12 Ottobre 2026 12:10
I circoli di lettura di Biblioteche di Roma per “lettori forti”


La direttrice della rete: sono un «prezioso veicolo di promozione della cultura». A Roma sono 76, alcuni anche in carcere. Diversi i generi affrontati. I partecipanti sono soprattutto donne
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Appuntamento alle 11 di mattina, una volta al mese. Si riunisce alla
Biblioteca Laurentina
il circolo di lettura “La compagnia del libero” , che raccoglie lettori tra i 20 e i 40 anni. L’incontro è dedicato al romanzo “Abbiamo sempre vissuto nel castello”, di Shirley Jackson. Nella stanza attigua, in contemporanea, si riunisce anche il gruppo “Classici e dintorni”. Sono solo due dei 76 circoli di lettura organizzati da Biblioteche di Roma in tutto il territorio romano. Eredi dei caffè letterari settecenteschi, questi incontri riuniscono lettori di ogni età che si trovano a dibattere e a scambiarsi opinioni su libri scelti insieme mese per mese. Attorno a cibo e bevande, con l’ausilio di un coordinatore.I circoli, afferma Simona Cives, direttrice di Biblioteche di Roma, sono un «prezioso veicolo di promozione della cultura e della lettura, anche nei confronti dei non lettori». Allo stesso tempo, svolgono anche una funzione sociale, rendendo le biblioteche un luogo di incontro tra adolescenti, giovani, adulti e anziani. Una volta terminati i lavori di riqualificazione, anticipa, gli spazi di lettura della Capitale – tra Biblioteche, aule studio e Poli civici – raggiungeranno le 80 unità, con conseguente aumento anche dei circoli di lettura. Realtà che, comunque, già oggi, permettono ai lettori (in alcuni casi, anche più volte al mese) di prendere parte agli appuntamenti dedicati a una moltitudine di generi: dalla poesia ai classici, passando per i romanzi polizieschi, i testi in lingua, la letteratura delle comunità straniere presenti a Roma e quella post-coloniale.
I circoli, nelle varie biblioteche di Roma, sono infatti organizzati «non solo secondo tematiche differenti, ma anche secondo diverse modalità di lettura», allo scopo di avvicinare gli appassionati di vari generi; sono stati così ideati circoli che prevedono la lettura di un libro unitamente alla visione della sua trasposizione cinematografica, l’ascolto partecipato di un audiolibro o la lettura a bassa voce di un testo per madri e neonati fino a 30 mesi. Il partecipante medio di un circolo – riferisce, dati alla mano, Cives – è donna (86,5% dei lettori), tendenzialmente lettrice di un testo di fiction al mese (“lettore forte”, per l’Istat, è chi legge un libro ogni 30 giorni). Gli uomini, invece, partecipano per il 13,5% e sono per lo più appassionati di saggi.
Un libro può diventare facilmente veicolo di inclusione, ed è per questo che Biblioteche di Roma supera anche le barriere del carcere. Spazi dedicati ai libri si trovano, infatti, nei penitenziari di Rebibbia (femminile e maschile) e Regina Coeli; una collaborazione è inoltre attiva con l’Istituto Penale per i minorenni di Casal del Marmo. In tutte e quattro le strutture sono attivi 16 punti di lettura gestiti dai detenuti. Un modo concreto per dire che la lettura e lo scambio di idee sono patrimonio di tutta la società. E che, davvero, un libro può cambiare una vita.
13 ottobre 2026
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