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Martedì 13 Ottobre 2026 15:10

“Nessun dolore”: Amelio e i migranti



Un racconto piccolo, “imperfetto”, ma con un cuore civile, nel caos della Roma contemporanea, confusa e multietnica. Una storia di ultimi, per aprire gli occhi davanti ai tanti invisibili

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A Roma oggi: Daniele, venditore di libri usati, ha un chiosco nel centro cittadino. Un giorno un giovane nord-africano gli affida un bambino e gli chiede di prendersi cura di lui… Prende il via da qui Nessun dolore, più recente film di Gianni Amelio, visto fuori concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia. «Nessun dolore – dice il regista – nasce da un bisogno lontano: andare oltre il racconto dell’esodo in Lamerica, il mio film di trenta anni fa col finale sospeso su una nave in mezzo all’Adriatico. Cosa è cambiato da allora, chi è l’immigrato? Qualcuno da accogliere o da respingere? Un nuovo amico o un estraneo pericoloso? Negli ultimi decenni il nodo non si è sciolto, anzi il problema si è esasperato, non si vede in prospettiva una ragionevole soluzione. Ma forse la soluzione non c’è o non la si vuole cercare, forse va trovata nella ragione e nel cuore di ciascuno di noi. Se non abbiamo già perduto, tra le tante quella di riconoscerci come esseri umani: cosa difficile e rischiosa».

Del resto Gianni Amelio, uno dei decani del cinema italiano, Leone d’ oro a Venezia 98 con Così ridevano, Gran Premio speciale della Giuria a Cannes ‘92 per Il ladro di bambini (opera che gli consegna anche il David di Donatello come miglior regista e film dell’anno) si è distinto nella sua lunga filmografia per un cinema di impegno civile, raccontando soprattutto storie di ultimi, di emigrati e del loro difficile percorso di integrazione.

Nel film di oggi Davide, uomo sulla quarantina, trova nei libri usati che vende un lavoro che ama e in cui trova riparo dalla solitudine della vita. Quando un giovane africano gli affida un bambino senza troppe spiegazioni, Davide, un po’ spiazzato, un po’ infastidito, lo respinge. Ma poco dopo, per una triste fatalità, il bambino viene investito e muore. Davide cade nello sconforto e decide di provare a rimediare alla propria indifferenza cercando di sapere chi fosse quel bambino, scoprire i suoi legami familiari e dargli una degna sepoltura.

Amelio dirige un film che guarda agli ultimi. Un’opera che appare veloce, quasi “tirata via”, certo non nella superficialità bensì nella fretta di scuotere ancora una volta lo spettatore, dall’aprire gli occhi davanti ai tanti invisibili che ci circondano e chiedono aiuto. Nessun dolore è un racconto piccolo, “imperfetto”, ma con un cuore civile. Un film in puro stile Amelio, da accogliere e apprezzare per la qualità del suo cinema. Alla riuscita complessiva di questa nuova opera del cineasta calabrese forniscono un apporto non secondario gli interpreti, da Alessandro Borghi, che è Davide, a Valeria Golino, a Valerio Mastandrea: tutti perfettamente a fuoco nel caos della Roma contemporanea, confusa e multietnica.

13 ottobre 2026

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