Martedì 13 Ottobre 2026 16:10
Laika a Roma, nuova opera contro il Ddl antisemitismo: “Gli Intoccabili”
Il poster nel ghetto ebraico alla vigilia del voto Un premier israeliano e un soldato con le gambe immerse nel sangue, protetti da una campana di vetro. È l’immagine scelta da Laika per “Gli Intoccabili”, la nuova opera apparsa all’alba del 12 ottobre in via Beatrice Cenci, nel ghetto ebraico di Roma, alla vigilia del [...]
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Un premier israeliano e un soldato con le gambe immerse nel sangue, protetti da una campana di vetro. È l’immagine scelta da Laika per “Gli Intoccabili”, la nuova opera apparsa all’alba del 12 ottobre in via Beatrice Cenci, nel ghetto ebraico di Roma, alla vigilia del voto sul Ddl antisemitismo.
Il poster raffigura il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu insieme a un soldato israeliano. L’opera affronta il tema della responsabilità politica e della possibilità di criticare le scelte del governo di Israele, concentrandosi sul dibattito relativo alla proposta legislativa contro l’antisemitismo.
La campana di vetro diventa l’elemento centrale della rappresentazione, scelta dall’artista per esprimere la propria interpretazione del rapporto tra potere politico, responsabilità e protezione dalle critiche.
Nel commentare l’opera, Laika contesta duramente l’orientamento del governo italiano sul provvedimento e il rapporto tra la definizione di antisemitismo adottata e la libertà di espressione.
«Dopo più di tre anni di genocidio, il Governo italiano continua a difendere quello Israeliano a spada tratta, fino a varare un decreto che identifica anche la critica allo Stato di Israele come antisemitismo», dichiara l’artista.

Laika esprime quindi la propria contrarietà al Ddl, sostenendo che possa limitare la possibilità di manifestare dissenso nei confronti delle politiche israeliane.
«Trovo che questo Ddl sia un insulto a tutte le persone ebree che sono state deportate e uccise nei lager nazisti. È un decreto che censura la libertà di opinione e mette in pericolo la nostra democrazia», afferma.
Si tratta della posizione espressa dall’artista nel comunicato che accompagna l’opera, inserita nel dibattito politico e pubblico sulla definizione di antisemitismo e sui confini della critica allo Stato di Israele.
Nel suo intervento, Laika sottolinea anche la presenza di sostegno trasversale al provvedimento, chiamando in causa esponenti del centrosinistra.
«Il sostegno a questo provvedimento è purtroppo trasversale e non conosce schieramenti: lo condividono anche nomi del centrosinistra, tra cui Graziano Delrio, Walter Verini, Alfredo Bazoli e Sandra Zampa. Spero che dal centro sinistra, dopo tante esitazioni arrivi una posizione netta. Di rottura».
L’artista richiama così l’attenzione sulle divisioni politiche che accompagnano la discussione, chiedendo una presa di posizione più chiara da parte del centrosinistra.
Laika chiarisce di condannare le discriminazioni contro le persone ebree e sostiene che ogni episodio di antisemitismo debba essere punito. La sua critica riguarda invece la definizione di antisemitismo richiamata dal disegno di legge e le possibili conseguenze sulla libertà di contestare le politiche del governo israeliano.
«Da antifascista, sono d’accordo che ogni episodio di antisemitismo, inteso come discriminazione delle persone di religione ebraica, vada punito severamente. Ma la definizione dell’IHRA sulla quale questo Ddl si basa, sfrutta le sofferenze del passato per permettere a Netanyahu e al suo governo criminale di portare a termine il genocidio a Gaza senza neanche poter essere criticati».
Nel suo ragionamento, l’artista distingue quindi la lotta all’antisemitismo dalla critica politica e dall’antisionismo, denunciando il rischio che, a suo giudizio, il provvedimento possa rendere più difficile esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele.
Laika teme inoltre che una legge di questo tipo possa alimentare proprio le tensioni che dichiara di voler contrastare.
«Lasciateci liberi di essere antisionisti, di criticare chi commette un genocidio, chi ha massacrato migliaia di civili, di bambini. Lasciateci liberi di stare dalla parte giusta della storia. State minacciando lo stato di diritto con questo decreto».
Il titolo scelto da Laika richiama il film Gli Intoccabili e, attraverso questa associazione, costruisce una metafora del potere e delle protezioni che possono circondarlo.
L’artista conclude il proprio intervento con un paragone esplicito con il personaggio di Al Capone, protagonista del riferimento cinematografico.
«Come Al Capone, che nel film ‘Gli Intoccabili’ aveva la protezione di giudici, polizia e politici per continuare a fare i suoi sporchi affari, anche Netanyahu e il suo governo cercano di condizionare la politica di altri paesi per i propri comodi».
Con questa dichiarazione si chiude la presa di posizione affidata all’opera. “Gli Intoccabili” porta così nello spazio pubblico romano la protesta di Laika contro il Ddl antisemitismo, ponendo al centro del dibattito il rapporto tra contrasto alle discriminazioni, critica politica e libertà di espressione.
Le affermazioni sull’operato del governo israeliano, sulle finalità del provvedimento e sui suoi possibili effetti sono quelle espresse dall’artista nel suo intervento.
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