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Mercoledì 14 Ottobre 2026 10:10

Al St. Regis Rome arriva Akira Back, il nuovo tempio dell’alta cucina orientale

Diciamoci la verità: Roma non aveva bisogno dell’ennesimo ristorante di sushi. Tra all you can eat, uramaki al Philadelphia e tartare annegate in salsa di soia, ormai abbiamo più salmon avocado che sampietrini. Quello che mancava, però, era un ristorante capace di portare a Roma un’idea molto più ambiziosa di cucina asiatica contemporanea. Pizza con […]

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Diciamoci la verità: Roma non aveva bisogno dell’ennesimo ristorante di sushi. Tra all you can eat, uramaki al Philadelphia e tartare annegate in salsa di soia, ormai abbiamo più salmon avocado che sampietrini. Quello che mancava, però, era un ristorante capace di portare a Roma un’idea molto più ambiziosa di cucina asiatica contemporanea.

Pizza con tonno pinna blu, aioli umami, micro shiso e olio al tartufo bianco. Wagyu servito dentro un taco. Ma anche tempura di anago e foie gras arrotolati insieme con aioli al ponzu. E ancora sushi, sashimi, king crab dell’Alaska, tartufo nero… Non siamo appena tornati da un viaggio tra Tokyo e Seoul. Siamoa Roma, più precisamente all’interno del The St. Regis Rome, dove a ottobre apre finalmente il ristorante di Akira Back.

Lo chef coreano, cresciuto negli Stati Uniti e passato dallo snowboard professionistico alle cucine internazionali, porta nellaCittà Eterna il suo universo gastronomico, che oggi conta ben 29 ristoranti nel mondo, da Parigi a Dubai, Hong Kong, Singapore e Toronto. E, finalmente, pure Roma.

Chiamare la sua cucina semplicemente “sushi”, però,sarebbe come dire a un romanoche la carbonara è pasta con l’uovo. Quella di Back è una cucina che parte dal Giappone, si porta dietro le sue radici coreane e poi fa sostanzialmente quello che gli pare. Tecniche e sapori asiatici incontrano ingredienti internazionali in piatti diventati negli anni la sua firma, dalla AB Tuna Pizza ai Wagyu Tacos, fino al Brother From Another Mother Roll.

Arriveranno anche i suoi signature dish e i percorsi degustazione, tra cui NAZO 9: nove creazioni selezionate personalmente dallo chef e presentate al tavolo, un percorso che mette insieme tartufo nero, granchio reale dell’Alaska e Wagyu, accanto asushi, sashimi e signature roll. Akira Back Rome sarà molto più di un ristorante d’albergo; aperto dal martedì al sabato, dalle 19 all’una di notte, sarà un posto in cui si entra per cena e si continua con dessert, sakè e musica. E per questo ha scelto un posto che già da solo vale mezza serata: il The St. Regis Rome, tra piazza della Repubblica e via XX Settembre.

Anche qui, parlare semplicemente di “hotel di lusso” sarebbe abbastanza riduttivo. Siamo nell’ex Grand Hotel Roma, inaugurato nel 1894 da César Ritz. Vi diciamo solo che per l’occasione furono invitati 100 ospiti a una cena di 16 portate preparata da Auguste Escoffier.Quindi diciamo che l’attitudine a fare le cose in grande è sempre stata di casa.

Il nuovo ristorante ha un ingresso indipendente su via Vittorio Emanuele Orlando ed è allo stesso tempo collegato direttamente all’hotel. Una volta dentro, nulla assomiglia al classico “ristorante orientale”.

Il progetto, firmato dal gruppo londinese Blacksheep e sviluppato da House of Black, parte dal concetto di Hidden Portals within the Eternal City: 72 coperti in sei salette, più un privé Shiro Omakase da 12 posti. Ci sono vetri ispirati alle cattedraliromane, arredi realizzati daartigiani italiani, una cucina a vista al primo piano e opere di Young Hee Back, madre dello chef.

Quindi sì, di sushi a Roma ne abbiamo fin troppo. Di indirizzi capaci di trasformare la cucina giapponese in una vera destinazione gastronomica, molti meno.

E Akira Back è uno di quei ristoranti che fino a ieri avremmo trovato in città come Parigi,Dubai, Hong Kong o Singapore.Poi certo, per Tokyo continuano a servire 12 ore d’aereo. Per laTuna Pizza, fortunatamente,basta arrivare a Repubblica.

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