Mercoledì 14 Ottobre 2026 19:10
Alice nella città: Thibault Leclerc character designer di Wildwood Evento Speciale Fuori Concorso incontra i giovani e racconta la genesi di alcuni personaggi del film
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Thibault Leclerc, character designer di WILDWOOD in anteprima come Evento Speciale Fuori Concorso di Alice nella
città racconta in una masterclass con i giovani la genesi di alcuni personaggi del film
“Nella creazione dei personaggi niente è casuale e ogni personaggio deve avere un tratto familiare, così il pubblico può
entrare in empatia”
“L’AI? Siamo umani, ci appaga il processo creativo non il prodotto finito”
“Noi umani siamo creativi: ci appaga il processo creativo non il prodotto finito, per quanto bellissimo”. Così Thibault Leclerc, character designer di WILDWOOD – I segreti del bosco proibito risponde ai giovani che gli chiedono cosa pensa dell’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema di animazione. “L’essere umano non ha bisogno solo di efficienza – spiega – ma anche di avere una missione, un obiettivo e di raggiungerlo con le proprie capacità e la propria creatività”.
La masterclass organizzata a Casa Alice (Auditorium Parco della Musica) ha anticipato di poche ore l’anteprima di WILDWOOD – I segreti del bosco proibito, il nuovo atteso film d’animazione in stop-motion firmato LAIKA già in odor di Oscar, che inaugura stasera le proiezioni della 24esima edizione del festival Alice nella Città nella nuova location del Teatro Sistina come Evento Speciale Fuori Concorso.
Davanti a un pubblico di studenti e appassionati, Leclerc racconta la genesi di alcuni personaggi principali che abitano il film (in uscita nelle sale il 22 ottobre distribuito da Notorious Pictures): dalla protagonista Prue, passando per Curtis, Alexandra, Dmtri e il Postino, mostrando loro come è stato possibile renderli credibili nonostante “vivano in mondo di fantasia”. Dal lavoro sulla carta alla scelta dei colori, dai costumi alla ricerca sulle espressioni del volto, dall’attenzione per il dettaglio (quello delle mani, del volto, dei capelli, del piumaggio, della postura) al passaggio verso la scultura in 3D: tutto è rigorosamente studiato, c’è una cura per ogni singolo particolare. “Ogni filo di capello deve essere creato – ribadisce – e per ogni filo di capello il disegnatore deve sapere l’intenzione che c’è dietro, perché niente deve essere casuale. Nello stop motion non c’è un bottone che realizza le cose, ma vanno tutte create, una per una”.
Un lavoro incredibile anche perché i personaggi di WILDWOOD sono centinaia. “Ovviamente non li ho disegnati tutti io – spiega – ci sono tanti artisti che hanno lavorato con me e a cui ho fatto da supervisore. Per questo ho creato per loro una specie di linea guida che desse un dna ben preciso a tutto il cast, perché l’essenza del personaggio venisse rispettata”.
E conclude: “Ci vorrebbero tre giorni per parlare di tutti i personaggi di WILDWOOD ma quello che più conta è riuscire con un solo colpo d’occhio a capire chi sono: chi è il politico, chi è il villano, chi è l’alleato e riuscire a cogliere immediatamente quelle che sono le dinamiche fra di loro. Fin dal primo momento che appaiono sullo schermo, il pubblico deve pensare a qualcuno che conoscono, deve riuscire a rintracciare qualche tratto familiare in modo che qualunque cosa accada a loro, il pubblico possa riuscire a sentirlo”.
