Giovedì 15 Ottobre 2026 13:10
Le pillole di Polly recensione di “Il tempo del girasole” di Claudio Aorta
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A poco più di trent’anni, Elena Giachetti è già una brillante donna in carriera. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Farmacia, è oggi capo progetto di un’équipe di professionisti nella prestigiosa azienda farmaceutica dove lavora.
Oltre che intelligente, è anche una donna bellissima, con dei grandi occhi verdi che fanno girare la testa agli uomini.
E tuttavia, Elena è rimasta una donna semplice e non si è montata la testa per i suoi successi. Che poi, anche volendo non ha molte persone con cui condividerli: i suoi genitori sono morti e il suo fidanzato, Francesco, si ricorda a malapena di chiamarla la sera. Ma è una donna piena di risorse e non ha problemi a coltivare i suoi interessi da sola, se non trova la compagnia giusta. Tra le sue tante passioni c’è quella per l’arte: la giovane ama dipingere all’aria aperta, godendosi il contatto con i magnifici paesaggi che ritrae in solitaria.
Una sera, decide di immortalare in un quadro una vista mozzafiato che si può godere da una discesa privata di via Posillipo, concentrandosi sulle mille sfumature di colore che il tramonto regala alle acque del mare. La giovane sistema il cavalletto e si accinge a dipingere, ancora incantata da tutta la bellezza che la circonda, quando guardandosi intorno nota una magnifica pianta di girasole che affonda le sue radici in un punto dove, teoricamente, non avrebbero mai potuto attecchire. Nel frattempo, anche se è tardo pomeriggio la luce diventa sempre più intensa, al punto da costringerla a chiudere gli occhi.
E quando li riapre, intorno a lei c’è sempre Napoli, la sua amata città, compreso il misterioso girasole.
Qualcosa, tuttavia, è cambiato. Perché Elena ancora non lo sa, ma è stata catapultata nel 1799, nel periodo della Repubblica Napoletana.
Ed è allora che ha inizio la sua avventura.
“Il tempo del girasole” è un romanzo di Claudio Aorta, scrittore napoletano laureato in Economia. L’opera è una scoperta incredibile, un vero gioiellino, e per tanti motivi.
Innanzitutto, la ricostruzione storica perfetta: è chiaro che l’autore ha studiato a fondo la Rivoluzione napoletana del 1799, il periodo storico che ha scelto per l’ambientazione del romanzo. E Aorta ha messo al centro della narrazione personaggi realmente esistiti e attivi nel contesto della Repubblica Napoletana come la coraggiosa giornalista Eleonora de Fonseca Pimentel, direttrice del “Monitore Napoletano”; così, l’autore ha contribuito a rendere omaggio alla memoria di questa donna eroica e ai tanti patrioti che come lei hanno sacrificato la vita in nome degli ideali di giustizia e libertà.
Altro grande pregio del romanzo è la protagonista, Elena, che fondamentalmente è una donna buona e profonda, al punto che i suoi dubbi esistenziali sono occasione di interessantissimi scambi di vedute sui grandi temi della vita con gli altri personaggi del romanzo.
Nel corso della narrazione, Elena cresce, e la personalità sua e degli altri personaggi è resa dall’autore in maniera talmente vivida da farli rimanere impressi nel cuore dei lettori.
Complimenti a Claudio Aorta; vi consigliamo vivamente il suo romanzo, certi che vi piacerà.
Federica Focà
