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Domenica 18 Ottobre 2026 22:10

Le pillole di Polly: recensione di “Figli” di Maurizio De Giovanni

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È tempo di preoccupazioni, per i Bastardi di Pizzofalcone.
Non ce n’è uno di loro che non sia teso, scuro in volto, con la testa altrove, perennemente dietro a mille pensieri.
E le inquietudini dei Bastardi hanno un unico comun denominatore: i figli.
L’ispettore Lojacono assiste impotente alla depressione di sua figlia Marinella, che si chiude in camera sua giorno dopo giorno mentre i suoi coetanei vanno in spiaggia a divertirsi.
E si strugge.
Il vicequestore Palma soffre a causa di un figlio non suo, che gli impedisce di realizzare un sogno.
La vicecommissaria Martini si tormenta perché sua figlia Vicky è talmente intelligente da riuscire a fare sempre quello che vuole.
L’assistente capo Romano si macera pensando al futuro incerto della piccola Giorgia, la neonata che ha salvato dopo averla trovata abbandonata in un secchio della spazzatura.
L’agente Di Nardo rimane di stucco venendo a conoscenza del desiderio di maternità della compagna, Rosaria.
Infine, il sostituto commissario in quiescenza Pisanelli si arrabbia con il destino ingrato perché gli è toccato in sorte il figlio putativo più sgangherato e disordinato dell’universo: l’agente scelto Marco Aragona.
Mentre i Bastardi sono immersi in questi pensieri, in una strada di Pizzofalcone viene ritrovato il corpo senza vita di un uomo, morto sul colpo in seguito ad un investimento; la dinamica dei fatti fa pensare ad un omicidio.
Starà ai Bastardi decidere se indagare con la solerzia di sempre, o farsi vincere dalle loro inquietudini.
“Figli” è il quattordicesimo romanzo del ciclo dedicato da Maurizio De Giovanni ai Bastardi di Pizzofalcone.
Come sempre, è un piacere ritrovare i personaggi di Lojacono, Palma e gli altri, che sono diventati familiari a tantissimi italiani grazie ai libri dello scrittore napoletano e alla famosa serie televisiva che hanno ispirato.
In “Figli”, De Giovanni ritorna con una verve ancora più scoppiettante del solito.
È quasi inutile soffermarsi sulla trama avvincente, convincente e curata in ogni particolare, così come sui personaggi, costruiti in modo talmente vivido che si fa fatica a pensare che non siano persone in carne ed ossa. Lo scrittore lo conosciamo tutti, e fargli i complimenti per cose a cui ci ha abituato da tanto tempo è quasi superfluo.
Ma stavolta, De Giovanni regala al lettore delle chicche in più, come la scena piena di umorismo in cui Pisanelli si sfoga con un calzolaio per le stravaganze del suo pupillo, Marco Aragona.
In effetti, è come se lo scrittore fosse ancora più ispirato del solito, forse per l’argomento: i figli, come dice lui, stanno a cuore sia a chi li ha che a chi non ne ha.
Ma quello che conta, è che anche stavolta De Giovanni ha realizzato un romanzo imperdibile.
Non ci resta che ringraziarlo nell’attesa del suo prossimo libro, che dovrebbe uscire a giorni.
Federica Focà
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