Lunedì 19 Ottobre 2026 11:10
Rastrellamento degli ebrei di Roma: la “voce” di Settimia Spizzichino


Unica donna romana sopravvissuta alla deportazione, morta nel 2000, a 79 anni, il suo impegno per la memoria vice nel libro "Anni rubati", curato dalla nipote Miriam con Marco Caviglia. «Ora sta a noi portare avanti il ricordo»
L'articolo
Rastrellamento degli ebrei di Roma: la “voce” di Settimia Spizzichino
proviene da RomaSette
.
#apertura #cultura e società #in città #anni rubati #auschwitz #bergen-belsen #miriam spizzichino #settimia spizzichino #shoah
leggi la notizia su RomaSette


Sono trascorsi 81 anni dalla liberazione di Auschwitz e 83 dal rastrellamento del ghetto di Roma, durante il quale oltre mille ebrei furono deportati nel campo di sterminio. Tra loro c’era anche Settimia Spizzichino, unica donna romana sopravvissuta alla razzia del 16 ottobre 1943. Settimia è morta nel 2000, a 79 anni, dopo aver dedicato tutta la vita a raccontare la Shoah nelle scuole, nei documentari, durante i viaggi della memoria che più volte l’hanno riportata nei campi di sterminio. Portava sempre con sé una valigia piena di documenti e onorificenze che mostrava agli studenti.
Oggi che non c’è più, la sua voce non si è spenta: continua a parlare, a far riflettere, a commuovere. Da venerdì 16 ottobre, anniversario del rastrellamento, è in libreria l’edizione ampliata di “Anni rubati. Vita e testimonianza di una donna sopravvissuta ad Auschwitz e Bergen-Belsen”, edito da Giuntina e curato dalla nipote Miriam Spizzichino e da Marco Caviglia, storico della Fondazione Museo della Shoah. Il libro è stato presentato venerdì 16 ottobre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio durante un incontro rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, che hanno letto alcuni brani, e al quale hanno partecipato anche il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun.
Il volume è stato fortemente voluto da Miriam «per dare un “nome” a Settimia, che non era solo la donna deportata, la donna che aveva subito le angherie dei nazisti, che portava un marchio sulla pelle inciso con il solo intento di disumanizzare i deportati. Settimia non era solo il suo passato – rimarca -. Era una donna caparbia, una donna che è riuscita a tornare alla sua quotidianità con fatica. Ma soprattutto era una donna che ha vissuto, non solo sopravvissuto. Una donna che ha riconquistato quella libertà che tanto bramava e ne ha fatto il suo mantra». Sfogliando le 190 pagine del libro si scopre una novità che ha del «surreale». Grazie al direttore del Memoriale e museo di Auschwitz-Birkenau, sono stati ritrovati documenti inediti che attestano come Settimia abbia vinto per tre volte di seguito un premio di cucito all’interno del campo. «Il suo nome compare tra le migliori cucitrici – afferma Miriam -. Questo ci aiuta a comprendere ancora meglio che Auschwitz era un vero e proprio microcosmo».
Quando Settimia è morta, Miriam aveva sei anni e tutt’oggi conserva il ricordo «di una figura giocosa, molto simile a una nonna, sempre presente nella nostra vita. Era una donna circondata di affetti con i quali condivideva la quotidianità». La verità le è stata raccontata in seguito, pian piano quando ormai Settimia era morta. «Quando a scuola hanno iniziato a parlarci della Shoah – ricorda ancora Miriam -, mio nonno si è seduto in poltrona, mi ha preso in braccio e ha iniziato a raccontarmi con calma la storia della mia famiglia, in particolare quella della zia e del suo instancabile impegno nel trasmettere la memoria». Impegno portato ancora avanti da altri testimoni, come le sorelle Andra e Tatiana Bucci e Sami Modiano. «Ma i superstiti dell’Olocausto sono rimasti in pochi – riflette Miriam -. Ora sta a noi portare avanti il ricordo. La memoria continua non è finita; nonostante parliamo di 83 anni fa, ci sono cose che ancora molti non conoscono, come per esempio il programma Aktion T4 con il quale i nazisti sterminarono le persone con disabilità. Oggi sta a noi continuare a portare quella valigia, che peserebbe di meno se ognuno ne portasse un pezzetto».
19 ottobre 2026
L'articolo
Rastrellamento degli ebrei di Roma: la “voce” di Settimia Spizzichino
proviene da RomaSette
.