Lunedì 19 Ottobre 2026 11:10
Dignità e bellezza della procreazione


Alla Cattolica il congresso internazionale "Lo splendore dell'umano, nel 25° dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI (Isi) e nel 50° del Centro per la regolazione naturale della fertilità
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Custodire la fertilità e curare l’infertilità, con competenza scientifica e attenzione alla persona: un lavoro di vicinanza alle coppie che la Chiesa guarda con favore e che permette a ciascuna di esse di conoscere al meglio il proprio ritmo biologico e di ricevere diagnosi accurate che cercano le cause di un’eventuale infertilità invece di aggirarle, permettendo di restare protagonisti del proprio percorso di vita. Un’attività al centro del Congresso internazionale “Lo splendore dell’umano”, nella sede romana Università Cattolica del Sacro Cuore dal 16 al 18 ottobre, per celebrare il 25° anniversario dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI (Isi) di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile e il 50° del Centro per la regolazione naturale della fertilità.
Venerdì pomeriggio, una prolusione del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, ha evidenziato la «dignità e bellezza della procreazione» nel magistero della Chiesa: «L’esperienza umana dell’amore desiderato, ricevuto e donato nasce dall’Amore di Dio», ha detto. Parolin ha descritto l’amore coniugale come «una forma eminente e significativa, di gran lunga superiore alla mera inclinazione erotica», che «nasce dalla volontà e abbraccia il bene di tutta la persona». Il cardinale ha richiamato i quattro tratti già indicati da Paolo VI (un amore umano, totale, fedele ed esclusivo, fecondo), indicando l’atto coniugale come «il più grande degli atti interpersonali». Ha poi citato le scelte di «paternità e maternità responsabile» condivise dai coniugi e ricordato che «anche quando i figli non arrivano, la vita coniugale non perde valore» (accoglienza, adozione e affido, educazione).
Dello scenario attuale ha parlato il vescovo Claudio Giuliodori, presidente di Isi-Paolo VI: una società invecchiata nella quale «il progetto familiare resta per i giovani un desiderio sempre più lontano e rinviato nel tempo», con «una procreazione medicalmente assistita (pma) diventata risposta ordinaria al desiderio di un figlio» (uno su 20 oggi nasce così). E se «la selezione dei gameti è affidata ora anche all’intelligenza artificiale» occorre ribadire il nodo etico: «Ciò che è tecnicamente possibile non è per questo moralmente ammissibile». Fra le voci scientifiche, il professor Tullio Ghi, direttore Isi, ha invitato a sfatare il «falso mito» della fecondazione in vitro come rimedio irrinunciabile e rapido: studi randomizzati mostrano come per larga parte delle pazienti essa non sia più efficace di un atteggiamento di attesa, portandosi dietro peraltro un grande stress emotivo. La dottoressa Annamaria Merola ha ricordato che una causa si identifica nell’85% delle coppie con infertilità, e a volte essa è la spia di una patologia cronica non ancora diagnosticata.
Al Centro la coppia è accolta da ginecologo, andrologo ed esperto di metodi naturali: il metodo proposto (ovulazione Billings) «permette di monitorare con accuratezza la fase fertile, ne fa capire la lunghezza, indica quando programmare i rapporti mirati e orienta i dosaggi ormonali». In un anno 421 coppie accolte, età media di 35,4 anni con 9.867 prestazioni e un tasso di gravidanza del 17,5%. Per la dottoressa Paola Pellicanò, che ha illustrato la storia dei 50 anni del Centro, la conoscenza della propria fertilità è «un elemento di salute globale, non solo riproduttiva» che servirebbe ad ogni donna: «La coppia va accompagnata scientificamente e umanamente, perché si tratta di passaggi delicati che, se mal gestiti, possono aprire a crisi e sofferenza. Agli operatori spetta essere competenti ma anche rispettare e accompagnare».
Il Congresso internazionale si era aperto nella mattinata di venerdì con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ed è poi proseguito sabato ospitando vari interventi scientifici. Nella giornata conclusiva, al centro le criticità della pma e i rapporti fra intelligenza artificiale e cultura dello scarto.
19 ottobre 2026
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