Martedì 20 Ottobre 2026 11:10
Fitness e franchising crescono tra grandi catene e boutique
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I dati europei mostrano un aumento di iscritti e ricavi. In Italia il confronto tra grandi palestre, centri indipendenti e boutique specializzate si intreccia con lo sviluppo delle reti in franchising.
A fine 2025, 75,5 milioni di europei erano iscritti a una palestra. Secondo l’European Health & Fitness Market Report 2026 di EuropeActive e Deloitte, nel 2025 gli iscritti sono cresciuti del 5,8%, il fatturato del 9,1% fino a 39,1 miliardi di euro e le strutture attive hanno superato quota 67.500. Dopo la pandemia il fitness è cresciuto costantemente, spinto da una maggiore attenzione a salute, prevenzione e benessere. Per chi opera nel settore, si tratta di capire quali modelli di business sapranno intercettare questa crescita.
Germania e Regno Unito contano rispettivamente 12,4 e 12,2 milioni di iscritti. L’Italia, con circa 59 milioni di abitanti, si ferma a circa 5 milioni. Anche la struttura dell’offerta è diversa. In Italia operano circa 8.000 palestre, in gran parte indipendenti, di piccole dimensioni e legate alla figura del singolo imprenditore. Le grandi catene rappresentano appena il 3% delle strutture e il 10% del fatturato. È un modello coerente con il tessuto economico italiano, fondato sulla piccola e media impresa, che oggi deve confrontarsi con la crescita delle reti organizzate.
Nei mercati più maturi l’offerta si sta polarizzando su due modelli. Da una parte ci sono le grandi catene, spesso low cost, con strutture ampie, molti iscritti ed economie di scala. Dall’altra ci sono le fitness boutique: centri di dimensioni contenute, molto specializzati e orientati a un allenamento personalizzato. Le boutique possono concentrarsi su una disciplina, come Pilates, boxing o allenamento funzionale, oppure puntare sull’alta tecnologia e su macchinari innovativi. La crescita delle grandi organizzazioni è evidente: nel 2025 i primi 20 operatori europei hanno raggiunto circa 20,9 milioni di iscritti e 7,96 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del fatturato dell’11%, superiore a quella del mercato complessivo.
L’ingresso di capitali sta accelerando questa trasformazione. Nel solo 2025, in Europa, il rapporto ha rilevato 27 operazioni di fusione e acquisizione che hanno coinvolto complessivamente 936 club.
Secondo la lettura proposta da Marco Campagnano, fondatore di Fit&Go, nei prossimi anni le palestre indipendenti senza una forte specializzazione saranno sempre più sotto pressione. Dovranno competere con grandi strutture capaci di offrire prezzi accessibili e numerosi servizi e con boutique che puntano su personalizzazione, innovazione e qualità dell’esperienza.
All’evoluzione del fitness si affianca la crescita del franchising.
Secondo il Rapporto Assofranchising Italia 2026, nel 2025 il franchising italiano ha raggiunto 39 miliardi di euro di fatturato (+8%), con 62.449 punti vendita e oltre 327.000 addetti (+12%). Tra i comparti più dinamici il rapporto indica proprio la cura della persona e la salute, sostenuti dalla crescente attenzione degli italiani al benessere.
Aprire e gestire un’attività significa occuparsi del servizio offerto e di marketing, formazione, tecnologia, software, comunicazione, assistenza e fidelizzazione dei clienti. Il confronto con una rete strutturata riguarda quindi anche il livello di investimenti e il supporto organizzativo a disposizione del singolo imprenditore.
Il franchising affianca all’imprenditore un marchio, un modello operativo e un supporto continuativo.
È nell’incontro tra questi due mercati che Campagnano individua uno spazio di sviluppo per le fitness boutique in franchising in Italia.
Nella sua analisi, rispetto a una palestra tradizionale di grandi dimensioni, una boutique richiede in genere investimenti più contenuti, superfici ridotte, meno personale e una gestione più snella. La specializzazione permette di differenziarsi dalle grandi catene senza competere solo sul prezzo. Il franchising aggiunge strumenti commerciali, formazione, tecnologia e supporto centralizzato.
Un esempio è Fit&Go, rete di centri per l’allenamento con elettrostimolazione fondata da Campagnano. Secondo i dati diffusi dall’azienda, il gruppo conta circa 130 centri ed è presente anche in Francia.
Nel modello descritto da Campagnano, alla competenza del trainer si affiancano attrezzature tecnologiche, formazione specializzata e processi organizzativi condivisi dalla rete.
Il confronto tra grandi catene, palestre indipendenti e boutique riguarda quindi sia il tipo di allenamento offerto sia l’organizzazione dell’attività. Le boutique in franchising combinano la specializzazione dei centri con i servizi di una rete: è su questa formula che si concentra la prospettiva di sviluppo indicata da Campagnano.
