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Martedì 20 Ottobre 2026 14:10

Claudia Koll a Palazzo UNAR: il libro e l’arte raccontano le crepe dell’anima

A Roma la presentazione di “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica”, pubblicato da Tau Editrice, e la premiazione del concorso “Le Crepe dell’Anima”, promosso da Art Global. Con Claudia Koll, Angiolina Marchese, Domenico Gareri e gli artisti premiati, una serata dedicata alla fragilità umana, alla testimonianza e alla solidarietà. Le fragilità non sono soltanto ferite [...]

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promosso da Art Global. Con Claudia Koll, Angiolina Marchese, Domenico Gareri e gli artisti premiati, una serata dedicata alla fragilità umana, alla testimonianza e alla solidarietà.


Le fragilità non sono soltanto ferite da nascondere. Possono diventare parole, immagini e opere capaci di raccontare ciò che spesso rimane dentro, lontano dagli sguardi degli altri. È da questa prospettiva che ha preso forma l’incontro con Claudia Koll a Palazzo UNAR, a Roma, dove il 16 ottobre 2026 la presentazione del libro “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica” si è intrecciata con la premiazione del concorso d’arte “Le Crepe dell’Anima”.


L’iniziativa, promossa da Art Global sotto la presidenza di Angiolina Marchese, ha riunito artisti e ospiti in un appuntamento dedicato al dialogo tra letteratura, creatività e sensibilità sociale. Al centro, un tema che attraversa esperienze personali molto diverse: la possibilità di dare un significato alle proprie fragilità e di trasformarle in occasioni di consapevolezza.


Angiolina Marchese, Pippo Franco e Rosanna Vetturini
Angiolina Marchese, Pippo Franco e Rosanna Vetturini

Non soltanto una presentazione editoriale, dunque, ma un confronto tra storie, linguaggi artistici e percorsi umani.



Il libro di Claudia Koll, pubblicato da Tau Editrice, è stato il punto di partenza di un dialogo che ha coinvolto il pubblico attorno ai temi della testimonianza personale e della dimensione interiore.


Ad aprire la serata sono stati i saluti della dott.ssa Noemi Scopelliti, consigliere UNAR e segretario generale dell’Associazione della Tuscia, che ha accolto i presenti introducendo l’incontro.


A guidare la conversazione con Claudia Koll è stato il giornalista Domenico Gareri, che ha accompagnato il confronto sui contenuti del volume e sulle esperienze raccontate dall’autrice.


Da sinistra Domenico Gareri, Rosanna Vetturini, Claudia Koll, Fabiana Sepe della sezione pittura ed Angiolina Marchese
Da sinistra Domenico Gareri, Rosanna Vetturini, Claudia Koll, Fabiana Sepe della sezione pittura ed Angiolina Marchese

La presentazione si è così collegata al progetto artistico che ha dato il nome alla serata: “Le Crepe dell’Anima”. Il concorso ha raccolto opere e interpretazioni differenti, chiamando gli artisti a confrontarsi con le fragilità, i vissuti personali e i cambiamenti che possono nascere dalle esperienze difficili.



Tra i temi centrali dell’incontro, il ruolo dell’arte come strumento per dare voce a emozioni ed esperienze che non sempre trovano una forma immediata nelle parole.


Angiolina Marchese ha richiamato il valore delle fragilità come occasione di espressione e conoscenza di sé, sintetizzando il suo pensiero in una frase che racchiude il significato del progetto:


«Le crepe sono una forma di verità. Sono il linguaggio dell’anima. Un artista è colui che trasforma la fragilità in significato».


Una riflessione che richiama anche il pensiero di Paul Klee, secondo cui «L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile». L’opera artistica può infatti portare alla luce sensazioni e vissuti interiori, trasformandoli in immagini e forme attraverso cui entrare in relazione con gli altri.


Da sinistra Angiolina Marchese, il maestro Secondo Orfei e Claudia koll
Da sinistra Angiolina Marchese, il maestro Secondo Orfei e Claudia koll

È in questo spazio tra esperienza personale ed espressione creativa che si colloca il lavoro di Art Global. Le iniziative promosse dall’associazione affiancano la valorizzazione degli artisti a una particolare attenzione ai temi sociali, con progetti che mettono in relazione cultura, solidarietà e dignità della persona.


“Le Crepe dell’Anima” nasce proprio da questa prospettiva: utilizzare il linguaggio dell’arte per affrontare una dimensione universale dell’esistenza, quella fragilità che appartiene a ogni essere umano, ma che spesso fatica a trovare uno spazio di ascolto.



Uno dei momenti significativi della serata è stata la consegna a Claudia Koll del Premio della Pace, realizzato personalmente dal maestro Secondo Orfei.


La scultura ha rappresentato un riconoscimento dal valore simbolico, inserito in un incontro in cui la cultura è stata occasione per riflettere sulle esperienze umane e sul rapporto con gli altri.


Un altro gesto di stima è arrivato dall’artista Fabiana Sepe, che ha donato a Claudia Koll una propria opera. Un omaggio personale che ha aggiunto un ulteriore momento di condivisione attraverso il linguaggio artistico.



A illustrare il percorso del concorso è stata Rosanna Vetturini, Art Curator, che ha presentato gli artisti partecipanti e ripercorso lo sviluppo dell’iniziativa, soffermandosi sulle diverse sezioni e sui risultati raggiunti.


Tra gli artisti classificati e premiati figurano Fabiana Sepe, Cristiano Sandonà, Giovanna Mangialardi, Silvia Girlanda, Fiorenza D’Orazi e Sonia Manente.


Da sinistra Maria Consiglio Visco Marigliano, Angiolina Marchese e Claudia Koll
Da sinistra Maria Consiglio Visco Marigliano, Angiolina Marchese e Claudia Koll

Nel suo intervento, Vetturini ha raccontato anche la genesi del progetto e la scelta del titolo, ideato in collegamento con il libro di Claudia Koll “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica”.


Il concorso è stato concepito come un dialogo tra la testimonianza letteraria dell’autrice e la sensibilità creativa degli artisti, chiamati a interpretare attraverso le proprie opere le fragilità, le esperienze di vita e i possibili percorsi di trasformazione.


Le diverse interpretazioni hanno dato spazio a linguaggi espressivi differenti, mostrando come l’arte possa offrire una forma di racconto anche a ciò che rimane difficile da comunicare direttamente. Un modo per mettere in relazione esperienze individuali e sensibilità diverse, attraverso un terreno comune: la possibilità di riconoscersi nelle storie degli altri.



La partecipazione di Claudia Koll ha portato al centro dell’incontro anche la sua esperienza nell’ambito della solidarietà. L’attrice è presidente dell’associazione Le Opere del Padre, attraverso la quale si dedica alle persone che vivono situazioni di difficoltà.


Il legame tra testimonianza personale e attenzione verso gli altri ha contribuito a caratterizzare il senso della serata, nella quale letteratura e arte si sono intrecciate con una riflessione sulla dignità umana e sull’importanza della condivisione.


A chiudere l’incontro è stata l’interpretazione dell’Ave Maria di Schubert affidata al soprano Caterina Novak, un momento musicale che ha accompagnato la conclusione dell’appuntamento.


Tra gli ospiti presenti anche l’artista Giovanni Battista Di Dio e la poetessa Cristina Borro Marabitti, che hanno partecipato alla serata dedicata all’incontro tra cultura, creatività e sensibilità umana.



Con “Le Crepe dell’Anima”, Art Global ha messo in relazione un’opera letteraria e un concorso artistico, creando un’occasione di confronto su un tema che riguarda ogni percorso umano: la fragilità e il modo in cui può essere riconosciuta, raccontata e interpretata.


Il progetto si inserisce nell’attività culturale portata avanti da Angiolina Marchese, orientata alla promozione degli artisti e alla creazione di occasioni d’incontro tra pubblico, creatività e realtà sociali.


La serata di Palazzo UNAR ha riunito così parole, immagini, testimonianze e musica, attraverso interventi che hanno affrontato la fragilità da prospettive differenti.


Il filo conduttore è rimasto lo stesso dall’inizio alla conclusione: ciò che ci mette in difficoltà non deve necessariamente essere cancellato o nascosto. Può diventare esperienza da condividere, occasione di comprensione e materia per creare qualcosa che parli anche agli altri.


È questa la prospettiva suggerita da “Le Crepe dell’Anima”: riconoscere nelle imperfezioni e nelle esperienze personali non soltanto un segno di vulnerabilità, ma anche una possibilità di espressione, incontro e consapevolezza.


Foto By Luigi Luongo e per gentile concessione di Art Global

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