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Martedì 20 Ottobre 2026 12:10

Giovani in Rete, un invito alla legalità



Aperto il ciclo di incontri promosso dalla pastorale sanitaria per un approccio al web dei ragazzi in modo sicuro. Reina: «Siamo qui per il vostro bene»

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Disturbi del sonno, ansia, irritabilità, squilibri alimentari, aumento dell’obesità, cefalee e disturbi muscolari, postura scorretta. Sono solo alcuni dei rischi dell’eccessivo utilizzo degli smartphone o di playstation e della continua presenza in Rete dei ragazzi, fin dalla preadolescenza. Abitudini errate che producono dipendenza con seri danni per l’organismo e per il futuro dei giovani.

Se n’è parlato nel primo incontro del ciclo “Approcciamoci alla rete in modo sicuro – Navigare consapevolmente oggi per essere più sicuri domani”, promosso nella mattina di martedì 20 ottobre dall’Ufficio per la pastorale sanitaria della diocesi e organizzato con la Polizia Postale e la Asl Roma 2, con la collaborazione di Roma Capitale e Regione Lazio. Spettatori e anche protagonisti, per la modalità di coinvolgimento utilizzata, circa 150 ragazzi di alcune classi dell’Istituto Comprensivo via del Calice, nella zona Capannelle/Statuario, con gli insegnanti, e i giovanissimi della scuola calcio della Roma. Ragazzi che hanno “confessato” l’utilizzo di videogiochi vietati per la loro età (a cominciare da Gta, “Grand theft auto”, “Furto aggravato di veicoli”, una serie di azione non consentita sotto i 18 anni) o l’apertura di più profili Instagram con un’età dichiarata ben superiore rispetto a quella prevista dalla legge o ancora le scelte nascoste ai genitori riguardo all’uso della Rete.

Ad aprire l’appuntamento, nel Seminario Maggiore, il cardinale vicario Baldo Reina, che rivolgendosi ai ragazzi ha detto: «Il fatto che siete qui questa mattina ci dice quanto siate preziosi per noi. Siete carichi di potenzialità. Siamo qui per il vostro bene. Ciò che in questi giorni sta succedendo a Milano e in altre città ci fa capire l’importanza di questo lavoro. Il nostro è un impegno perché possiate divertirvi nella legalità e stare sereni».

Al valore della legalità hanno fatto riferimento anche i rappresentanti della Polizia Postale. «Legalità, democrazia, rispetto, siano le vostre priorità», ha detto l’ispettore Giovanni Camarda, “motore” dell’incontro e di quelli che seguiranno. «Quanto sta accadendo a Milano ci preoccupa e si ricollega a quanto facciamo oggi, perché l’appuntamento per il ritrovo in città che ha poi portato a una devastazione generalizzata è stato dato sui social».

«Oggi in Rete c’è un pezzo importante delle nostre vite», ha sottolineato il dirigente della III Divisione della Polizia Postale, Cristiano Leggeri, evidenziando che «è solo quando si avverte qualche rischio che si comprende l’importanza del valore della sicurezza. Un impegno, quello per la sicurezza, che non può essere delegato solo a chi ne ha la responsabilità. Abbiamo la missione fondamentale della prevenzione». Don Carlo Abbate, direttore dell’Ufficio diocesano, ha esortato i ragazzi a «pensare con la propria testa. Non perdete la possibilità di incontrarvi faccia a faccia, le amicizie vere non si fanno sui social. Stiamo perdendo la capacità di pensare».

L’invito, allora, è a una “igiene digitale”. A fornire le indicazioni, la psicoterapeuta Emanuela Lupia Palmieri, che collabora con la Uosd Promozione della salute, Piani della prevenzione e Medicina dello sport della Asl Roma 2. «Fare pause nell’utilizzo, chiudere il telefonino durante i pasti, spegnere il dispositivo almeno un’ora prima di andare a letto, coltivare la sociale, praticare sport, fare una cosa sola alla volta». Fino alla proposta di un mini “digital detox”, cioè provare ad astenersi dall’uso dei cellulari per 1-2 settimana e osservare il proprio umore. Una sfida e un’opportunità per la crescita dei più giovani.

20 ottobre 2026

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