Mercoledì 21 Ottobre 2026 11:10
Roma sempre più cardioprotetta: defibrillatori obbligatori nei grandi locali, arriva il progetto “Roma defiBRILLA”
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La proposta di Roma Capitale punta a raddoppiare i defibrillatori presenti sul territorio, passando da circa 2.000 a 4.000 dispositivi. Previsti anche corsi gratuiti sulle manovre salvavita per cittadini e operatori della ristorazione.
Roma punta a diventare una città sempre più cardioprotetta, attraverso una maggiore diffusione dei defibrillatori e la formazione dei cittadini sulle procedure di primo soccorso.
È questo l’obiettivo di “Roma defiBRILLA”, il progetto promosso dall’amministrazione capitolina che prevede l’introduzione di nuovi dispositivi salvavita nelle attività commerciali e l’organizzazione di corsi gratuiti dedicati alla rianimazione cardiopolmonare.
L’iniziativa si sviluppa su due fronti: una proposta di modifica del regolamento comunale per la somministrazione di alimenti e bevande e un programma formativo aperto alla cittadinanza.
L’obiettivo è rendere i defibrillatori più accessibili e aumentare il numero di persone capaci di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.
La principale novità riguarda una proposta di modifica del Regolamento per la somministrazione di alimenti e bevande.
Il provvedimento prevede l’obbligo di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) nelle attività di somministrazione con una superficie superiore ai 250 metri quadrati.
Secondo le stime dell’amministrazione, la misura interesserebbe oltre 1.800 esercizi commerciali presenti nella Capitale, contribuendo a rafforzare la rete di strumenti salvavita.
Attualmente a Roma si contano circa 2.000 defibrillatori. Con l’attuazione del progetto, il numero potrebbe arrivare a circa 4.000, raddoppiando la disponibilità dei dispositivi sul territorio.
Si tratta, al momento, di una proposta regolamentare: l’obbligo per le attività interessate dipenderà dall’approvazione e dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
Accanto all’installazione dei defibrillatori, il progetto prevede un programma di formazione gratuita sulle manovre salvavita.
I corsi saranno aperti a tutti i cittadini, con una quota di posti riservata agli operatori della ristorazione che dispongono di un defibrillatore.
Per partecipare sarà messa a disposizione una piattaforma gestita attraverso Farmacap, che consentirà di prenotare le attività formative scegliendo tra le date e le sedi disponibili.
L’obiettivo è diffondere le competenze necessarie per riconoscere un’emergenza cardiaca, attivare tempestivamente i soccorsi e utilizzare correttamente un DAE.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per la sicurezza e la salute pubblica.
«Diffondere i defibrillatori e formare i cittadini alle manovre salvavita significa offrire strumenti concreti per intervenire tempestivamente nelle emergenze», ha dichiarato il primo cittadino.
Gualtieri ha inoltre definito il progetto un passo importante verso una città più sicura, solidale e preparata ad affrontare situazioni di emergenza.
Sulla stessa linea l’assessora alle Attività produttive, Valeria Baglio, che ha evidenziato il ruolo delle attività commerciali nella tutela della comunità.
Secondo Baglio, il coinvolgimento degli esercenti permette di valorizzare i locali non soltanto come realtà economiche, ma anche come punti di riferimento per la sicurezza di cittadini, lavoratori e visitatori.
Tra i promotori della proposta figura il consigliere capitolino Sandro Petrolati, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della rapidità degli interventi.
«I primi minuti dopo un arresto cardiaco sono quelli determinanti per la vita del paziente», ha spiegato.
Petrolati ha ricordato le iniziative già realizzate a Roma per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare, attraverso attività nelle scuole e collaborazioni con associazioni e commercianti.
Il nuovo progetto punta ad affiancare alla formazione una maggiore disponibilità di dispositivi salvavita, sfruttando la presenza capillare delle attività di ristorazione sul territorio.
Anche Lorenzo Marinone, presidente della Commissione Bilancio, ha espresso soddisfazione per il percorso che ha portato la proposta in Assemblea capitolina.
Marinone ha raccontato che l’iniziativa nasce anche dall’esperienza di un amico, la cui vita è stata salvata grazie all’intervento tempestivo di personale qualificato e alla disponibilità di un defibrillatore.
Il presidente della Commissione Commercio, Andrea Alemanni, ha invece sottolineato il valore delle attività commerciali come presidi diffusi sul territorio, capaci di contribuire alla sicurezza collettiva.
La diffusione dei defibrillatori rappresenta uno strumento importante per affrontare le emergenze cardiovascolari.
Secondo i dati richiamati dall’amministrazione capitolina, ogni anno in Italia si verificano circa 60mila arresti cardiaci extraospedalieri.
In queste situazioni, riconoscere rapidamente l’emergenza, chiamare il 112, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore appena disponibile può aumentare le possibilità di sopravvivenza.
La presenza di un DAE nelle vicinanze può quindi contribuire a ridurre i tempi necessari per intervenire, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
“Roma defiBRILLA” coinvolge diverse realtà impegnate nella sanità, nella ricerca e nel volontariato.
Hanno aderito all’iniziativa ARES 118, IRCCS Lazzaro Spallanzani, Fondazione Giorgio Castelli, Rete Emergenze ODV ed E il tuo cuore batte ancora APS.
Un ruolo centrale sarà svolto anche dal Dipartimento di Scienze Mediche e Cardiovascolari della Sapienza Università di Roma, incaricato del coordinamento scientifico delle attività formative e informative.
Il Dipartimento contribuirà inoltre al monitoraggio dell’efficacia del progetto.
L’iniziativa punta così a costruire una rete di prevenzione sempre più estesa, nella quale istituzioni, attività commerciali, professionisti sanitari e cittadini possano collaborare per rendere Roma una città maggiormente preparata ad affrontare le emergenze cardiache.
