Giovedì 22 Ottobre 2026 09:10
Natalità, cifre sempre più in calo


L’Istat: nel 2025 il 3,8% di nascite in meno rispetto al 2024. Discesa più marcata al Sud. Bordignon: servono politiche strutturali. Borzì: preoccupa trend del Lazio, emergenza sociale
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Sempre più evidente il declino demografico italiano. Secondo la rilevazione annuale dell’Istat, nel 2025 sono nati 355.772 bambini, circa 14mila in meno rispetto al 2024 (-3,8%) e il trend sembra destinato a proseguire nel 2026: le rilevazioni relative ai primi mesi dell’anno mostrano una riduzione di 2mila nati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fenomeno è generale, ma colpisce maggiormente il Sud. Oggi in Italia si contano circa 200mila nati in meno rispetto a un ventennio fa.
E non è solo quello il dato che cambia. L’età media del parto è sempre più alta: 32,7 anni, con il primo figlio che arriva in media a 32 anni. Se una donna con licenza media ha un figlio prima dei 30 anni (29,7), nelle donne diplomate si sale a 32,5 anni, mentre nelle laureate a 34,9. Si riduce il tasso di fecondità, cioè il numero di figli per donna: appena 1,14. E il numero medio di figli per donna nel Mezzogiorno è 1,16, valore sovrapponibile a quello delle regioni settentrionali (1,15). Più basso, con 1,07 figli per donna il Centro.
Questo avvicinamento, spiega all’Ansa Sara Miccoli, ricercatrice dell’Istat, «è legato sicuramente alla diffusione uniforme su tutto il territorio nazionale dei nuovi modelli culturali, ma anche delle medesime criticità socio-economiche: le difficoltà nel raggiungere l’indipendenza economica, la ricerca di un lavoro stabile, l’accesso al mercato abitativo e la carenza di servizi a supporto della conciliazione tra famiglia e lavoro rappresentano infatti ostacoli omogenei in tutto il Paese». Nel 2025, nel Mezzogiorno, il numero di primogeniti è sceso del 5,3% rispetto al 2024 (contro il 2,3% nel Nord e il 3,9% e nel Centro).
La riduzione dei nuovi nati, evidenzia il rapporto Istat, riguarda sia i genitori italiani sia quelli stranieri. Nei primi la flessione è del 4,8%, nei secondi del 3,1%. Crescono i nati da coppie miste: nel 2025 sono in aumento del 4,2% rispetto al 2024 e dell’11,8% rispetto al 2012. L’aumento interessa soprattutto il Centro-Nord. Considerando solo i nati da genitori stranieri, la Liguria è la Regione con i tassi più alti: il 21,8%, seguita dall’Emilia-Romagna e dalla Lombardia (19,4%). Al Centro i valori più alti sono in Toscana. Fra le altre cifre del rapporto, il 62,4% dei bambini nati da coppie in cui la mamma ha meno di 24 anni è nato da coppie non sposate (la percentuale sale al 78,7% nelle coppie italiane). Resta stabile la classifica dei nomi più scelti: Leonardo per i maschi, Sofia per le femmine.
«I dati Istat ci consegnano un quadro che non possiamo limitarci a registrare. Servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo», commenta Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari.
Sulla stessa linea Lidia Borzì, presidente del Forum famiglie Lazio, che lancia l’allarme per i dati riguardanti il Lazio. «Sono davvero preoccupanti, con una media di 1,06 figli per donna e un’età media delle madri che in 30 anni si è alzata di quasi 2 anni, arrivando a 33,2. Si tratta di una fotografia che ci lascia amareggiati, ma che purtroppo non ci sorprende. Per invertire questa tendenza la soluzione non può essere quella di far sentire le persone in obbligo di fare figli, ma bisogna lavorare affinché si creino le condizioni per renderlo possibile. Attualmente non è così, anzi tra stipendi bassi e fermi, prezzi alle stelle e costi delle case proibitivi la denatalità diventa sempre più una vera e propria emergenza sociale. Servono con urgenza interventi che non siano meri tappabuchi, ma che contengano una visione di futuro, che permettano di ripensare agli equilibri e ai modi con cui una coppia può crescere dei figli, altrimenti la denatalità porterà a conseguenze molto gravi, anche sul fronte del sostegno al sistema di previdenza e al welfare di tutto il Paese».
22 ottobre 2026
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