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Giovedì 22 Ottobre 2026 09:10

Guidonia, dalla corte di Fiorello alla Torre Civica: i fratelli Acciarino premiati con il massimo riconoscimento cittadino

C’è un momento preciso in cui la geografia si fa destino, e la genealogia si trasforma in un marchio di fabbrica dello spettacolo. Per i fratelli Pacifico, Gino ed Eduardo Acciarino, quel momento risale al 2013, dentro un bar della Capitale davanti a un tavolino imbandito di giornali e sotto l’occhio lungo di Rosario Fiorello. […]

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C’è un momento preciso in cui la geografia si fa destino, e la genealogia si trasforma in un marchio di fabbrica dello spettacolo. Per i fratelli Pacifico, Gino ed Eduardo Acciarino, quel momento risale al 2013, dentro un bar della Capitale davanti a un tavolino imbandito di giornali e sotto l’occhio lungo di Rosario Fiorello. Fu lo showman siciliano, nelle albe creative di «Edicola Fiore», a decidere che quei tre ragazzi campani trapiantati fin dal 1990 nella provincia romana non potevano più presentarsi al pubblico con il pur grazioso nome di “Effervescenti Naturali”. “Voi sarete i Gemelli di Guidonia”, decretò l’anchorman. Poco importava che non fossero affatto gemelli, ma fratelli nati a pochi anni di distanza l’uno dall’altro. Importava l’intuizione, la suggestione comica di un luogo d’origine diventato improvvisamente un passaporto artistico per i palcoscenici nazionali, da Sanremo fino al trionfo di “Tale e Quale Show”.

Mercoledì 21 ottobre, quel cerchio aperto per gioco in un’edicola romana si è chiuso ufficialmente nell’aula più solenne di Palazzo Guidoni. Il consiglio comunale ha infatti assegnato al trio il “Premio Città di Guidonia Montecelio 2026”. Un tempismo perfetto per le cronache cittadine, dato che la benemerenza cade nel giorno dell’anniversario della nascita del Comune, istituito il 21 ottobre del 1937.

Il premio – introdotto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Lombardo solo lo scorso anno con il debutto affidato alla ricercatrice storica Maria Sperandio – è nato proprio con l’obiettivo di offrire un pubblico riconoscimento a chi, con il proprio lavoro e il proprio ingegno, ha proiettato il nome della città oltre i confini locali. E se la professoressa Sperandio aveva scavato nelle radici culturali gestendo il Museo Archeologico di Montecelio, gli Acciarino hanno compiuto un’operazione speculare e pop: hanno preso il nome della città e lo hanno fatto risuonare nelle radio e nelle televisioni di tutta Italia, legandolo a una comicità colta, fatta di parodie musicali e virtuosismi vocali eccezionali.

La macchina burocratica farà ora il suo corso. Dopo la delibera di giunta che disporrà la proclamazione ufficiale, si terrà la cerimonia di consegna. Agli artisti non andranno soltanto i formali elogi della politica, ma simboli concreti dell’identità locale. Un attestato su carta pergamena e l’iscrizione del loro nome sul monumento-simbolo della comunità, una riproduzione in miniatura della Torre Civica. Un legame di pietra e carta che sancisce l’adozione definitiva. Da oggi in poi, per l’anagrafe della notorietà, Pacifico, Gino ed Eduardo non dovranno più spiegare perché si chiamano così: sono, a tutti gli effetti di legge e di applausi, i figli prediletti di Guidonia.

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