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Venerdì 23 Ottobre 2026 12:10

Bartolomeo I: «L’unità richiede incontro»



Conferito al patriarca ecumenico di Costantinopoli il dottorato honoris causa in Teologia all'Angelicum. «Le Chiese non possono rimanere in un isolamento perpetuo l’una dall’altra», la sua tesi

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L’Occidente e l’Oriente cristiano tessono la trama del dialogo ecumenico per giungere alla piena comunione, già concordi su temi quali la salvaguardia del Creato e la sinodalità della Chiesa, argomento, quest’ultimo, capace di superare lo storico scoglio del primato. A suggellare questo cammino, e a riconoscimento dell’«eccezionale contributo al pensiero ecumenico» offerto dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, «specialmente nell’ambito delle relazioni tra cattolici e ortodossi», questa mattina, venerdì 23 ottobre, la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, comunemente nota come Angelicum, gli ha conferito il dottorato honoris causa in Teologia.

La cerimonia, che ha ufficialmente dato inizio al nuovo anno accademico, è stata promossa dall’Oecumenicum – Istituto di studi ecumenici dell’Angelicum nel decimo anniversario del Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa svoltosi a Creta nel 2016, promosso e organizzato proprio dal patriarca. L’evento si è svolto alla presenza, tra gli altri, dei cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e Claudio Gugerotti, prefetto del dicastero per le Chiese orientali, e del gran cancelliere fra Gerard Timoner III.

Ieri, 22 ottobre, il patriarca ha celebrato il 35° anniversario di elezione e in questo lasso di tempo «le relazioni tra le Chiese sorelle di Roma e Costantinopoli sono fiorite ininterrottamente», ha sottolineato il cardinale Kurt Koch, prefetto del dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, che ha pronunciato la “laudatio”. Segnali eloquenti del proficuo dialogo ecumenico sono i numerosi primati di Bartolomeo I, colui che ha «firmato più dichiarazioni congiunte con i Papi», l’ultima nel 2025 con Papa Leone XIV a Istanbul. È stato anche il primo patriarca ortodosso a tenere un discorso a un sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica e a vedere il proprio pensiero inserito nel magistero pontificio, precisamente nell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Il prefetto si è soffermato sull’apporto offerto da Bartolomeo alla riflessione ecclesiologica sulla sinodalità della Chiesa e sul primato, intesi come principi «interdipendenti, complementari e inseparabili». Una visione fondamentale anche per la Chiesa cattolica, la quale crede che «non possa esserci vera sinodalità senza un vero primato, e che non possa esserci un vero primato senza una vera sinodalità». Altri aspetti toccati, quelli dell’impegno del patriarca per l’eco-teologia e per la teologia del dialogo, che vede Bartolomeo incarnare «la natura inseparabile del dialogo dell’amore e del dialogo della verità».

Nel suo intervento, Bartolomeo ha sottolineato che «in un’epoca segnata dalla secolarizzazione e dalla divisione», il Concilio di Creta del 2016 «ha ribadito la partecipazione ortodossa al dialogo teologico, sostenendo che il dialogo autentico non è un’espressione di relativismo ma un atto di fedeltà alla preghiera del Signore». Perché, ha rimarcato, «l’unità richiede l’incontro. Le Chiese non possono rimanere in un isolamento perpetuo l’una dall’altra pretendendo di esprimere la pienezza della cattolicità. La tradizione conciliare chiama i vescovi a incontrarsi, deliberare, ascoltare e discernere insieme. Anche quando e dove il pieno accordo a volte si rivela elusivo, l’atto stesso di riunirsi riflette l’impegno della Chiesa verso la conciliarità e la comunione». Il Concilio deve quindi essere inteso «come l’inizio preliminare» di un rinnovato impegno in tal senso, dove la conciliarità «è costitutiva ed essenziale».

Durante la cerimonia sono stati conferiti i gradi accademici conseguiti dagli studenti durante l’anno. Seguiranno la loro «la loro vocazione ecclesiale al servizio della verità, per amore della carità», ha detto il magnifico rettore fra Thomas Joseph White, auspicando che «il loro sforzo possa servire la vita missionaria della Chiesa e portare molti a contemplare e amare la verità di Cristo».

23 ottobre 2026

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