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Venerdì 23 Ottobre 2026 17:10

Alice nella città, “Se domani non torno”. Gino Cecchettin: “Un film difficile ma raccontare il dolore può aiutarci a cambiare”

#eventi #cultura spettacolo
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Presentato oggi in anteprima ad Alice nella città e alla Festa del cinema di Roma

Se domani non torno di Paola Randi dedicato alla figura di Giulia Cecchettin

Applausi per il papà Gino durante l’incontro con i ragazzi al Teatro Sistina e alla conferenza stampa con i giornalisti: 

“Accettare di far realizzare il film è stato difficile, ma se non raccontiamo il dolore, quel dolore lo riviviamo, come è

successo dopo Giulia. Spero che chi veda il film diventi agente di cambiamento” 

Paola Randi: “Ho scelto di raccontare l’assenza di Giulia e le reali conseguenze emotive di questo grande vuoto

all’interno di una famiglia in cui tutti ci possiamo riconoscere per re-innestare l’empatia.  Così può nascere un senso di

responsabilità condivisa” 

Filippo Timi  “Interpretare Gino Cecchettin è stato un privilegio”

La sceneggiatrice Lisa Nur Sultan: “Siamo un paese che ha problemi di patriarcato. Bisogna investire nell’educazione

sessuo affettiva”

È stato Gino Cecchettin, papà di Giulia e presidente della Fondazione a lei intitolata ad aprire oggi la conferenza stampa di Se domani non torno, il film di Paola Randi presentato in anteprima ad Alice nella città e alla Festa del Cinema di Roma, in cui si racconta una delle vicende che ha maggiormente segnato la storia recente del nostro Paese, il femminicidio di Giulia Cecchettin.

“È stata una scelta molto difficile per me accettare di realizzare questo film – ha esordito Gino, che poco prima si era commosso durante l’incontro con i ragazzi delle scuole al Teatro Sistina – però già con il libro avevo visto che a raccontare una storia ti ritorna tanto”. Sul palco della Sala Petrassi, all’Auditorium parco della musica, Gino Cecchettin, che rimanda gli applausi della stampa “a chi sta lassù” spiega: “Forse a convincermi sono state le parole di una ragazza che mi ha detto ‘grazie per quello che fai perché grazie alla storia di Giulia sono riuscita a rimanere viva’, perché ciò significa che raccontare le storie e un dolore può far mostrare che in quel dolore esiste un percorso di salvezza“. E conclude: “In linea con quello che vogliamo fare con la Fondazione Giulia Cecchettin penso che portare quel messaggio in modo più capillare all’interno della nostra comunità sia importante perché se non raccontiamo il dolore purtroppo quel dolore lo riviviamo, cosa che poi è successo dopo Giulia“. Cecchettin si augura poi che chi veda chi veda questo film non solo conosca questa storia, ma “conosca anche un po’ di se stesso e magari inizi a diventare un agente di un cambiamento, cosa di cui c’è tanto bisogno“.

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Nel corso della conferenza poi la regista Paola Randi ha ricordato come anche lei sia stata all’inizio “intimidita dal progetto” e che ad aiutarla sia stato trovare una chiave di interpretazione per il film che è l’assenza. “L’assenza di una persona all’interno di un gruppo familiare è qualcosa di dirompente, di gigantesco – ha spiegato Randi – tuttavia, siamo sottoposti a una tale quantità di informazioni che viene quasi naturale difendersi. Questa difesa però rischia di anestetizzarci, di chiudere i rubinetti dell ‘empatia”. E invece “raccontare un’assenza e le reali conseguenze emotive di questo grande vuoto all’interno di una famiglia in cui tutti ci possiamo riconoscere penso porti a invertire questo processo e a reinnestare l’empatia”. E conclude, sottolineando come questo possa portare “a un senso di responsabilità condivisa” secondo lei fondamentale “per gettare un piccolo seme di dialogo, che è un po’ l’esempio che ci dà Gino Cecchettin quotidianamente“.

In seguito è intervenuto anche l’attore Filippo Timi che alla domanda su cosa ha provato ad interpretare il ruolo di Gino Cecchettin nel film ha risposto: “E’ stata una gioia incredibile, un privilegio: poter affrontare un personaggio così che, di fronte a qualcosa che gli accade di tanto ingiustificabile e imperdonabile, reagisce con valore e con dolcezza”. Timi ha poi  sottolineato come per questo progetto “la prima cosa che han messo da parte è l’ego” per la delicatezza di ciò che andavano a raccontare . “Ma non l’ho fatto solo io, anche tutte le maestranze che erano sul set”.

filippo timi
Nel corso della conferenza stampa è  intervenuta anche la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan che invece ha portato l’attenzione della stampa sui femminicidi. “Bisogna smettere di chiamarli femminicidi o casi di cronaca, perché non sono casi ma conseguenze di un sistema che Gino, Elena (la sorella di Giulia, ndr) e la Fondazione Gino Cecchettin ci stanno aiutando a mettere a fuoco. Il sistema non funziona perché è lo stesso sistema che trent’anni fa non riconosceva lo stupro come reato contro la persona ma contro la morale”. E ha aggiunto: “Come possiamo pensare che quella generazione adesso cresciuta possa educare con gli strumenti giusti gli adolescenti?” Per  Lisa Nur Sultan “siamo un paese che ha dei problemi di patriarcato” ma che sta facendo di tutto per mantenere lo status quo. “Credo che l’unica forma che abbiamo per attivarci sia curare le causa, con la prevenzione e quindi con l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Non credo sia possibile di potersi dire contrare ai femminicidi e voler constrastare la vioenza di genere senza pensare di dover investire di più nell’educazione sesso affettiva. E invece – chiosa – mi sembra la stiano ostacolando, per dire un eufemismo”.

Se domani non torno è un film diretto da Paola Randi, che ne firma la sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan. Il film nasce dal libro Cara Giulia scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso, edito da Rizzoli. Nel cast, Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo.

Se domani non torno, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset, Sky Cinema e Fondazione Giulia Cecchettin, uscirà nelle sale giovedì 5 novembre distribuito da Notorious Pictures.

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