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Venerdì 23 Ottobre 2026 19:10

La Croce di Cristo, «segno di attrazione per chi è alla ricerca di senso»



Riaperta alla presenza del cardinale Reina la Cappella delle Reliquie della Passione, a Santa Croce in Gerusalemme, dopo 6 mesi di restauri. Il grazie del vicario alla Soprintendenza speciale di Roma. Il parroco Chiavarini: «Luogo tanto caro ai fedeli»

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«Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». È a questa frase pronunciata da Gesù e riportata nel Vangelo di Giovanni che il cardinale vicario Baldo Reina ha pensato nel pomeriggio di oggi, 23 ottobre, in occasione della riapertura della Cappella delle Reliquie della Passione di Cristo nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme interessata, negli ultimi sei mesi, da importanti lavori di ristrutturazione. «Dopo oltre duemila anni le parole del Maestro risuonano estremamente attuali», ha affermato il porporato, facendo riferimento ai tanti gruppi di pellegrini che quotidianamente accedono a quella che secoli fa era un’ala del palazzo in cui risiedeva Elena, la madre dell’imperatore Costantino, colei che portò a Roma da Gerusalemme la reliquia della croce di Gesù.

Alla vigilia del diciassettesimo centenario del ritrovamento del Lignum Crucis, Reina ha rimarcato che «quella Croce, che sembrava il segno della sconfitta umana, diventa ancora oggi, in un tempo estremamente confuso, un segno di attrazione per chi è alla ricerca di senso». Definendo la riapertura della cappella un momento «prezioso», ha riflettuto che «il restauro di dimensione artistica e architettonica protegge di fatto una forte dimensione religiosa». Dal cardinale vicario un ringraziamento, quindi, alla Soprintendenza speciale di Roma, per «l’azione preziosa di tutela delle opere che Roma custodisce».

Alessandra Centroni, funzionario della Soprintendenza speciale di Roma del ministero della Cultura, ha spiegato che i lavori si sono resi necessari in seguito «alla revisione delle coperture esterne della basilica nella parte retrostante. Ci se è resi conto che tutte le strutture lignee del sottotetto della cappella delle reliquie erano rotte. È stata rifatta tutta la struttura di copertura e anche la guaina di impermeabilizzazione». La cappella è stata dotata anche di un nuovo sistema di illuminazione. Nei prossimi mesi la basilica sarà interessata da altri lavori, ha aggiunto, a partire dal «restauro del controsoffitto ligneo del presbiterio, dei due affreschi del catino absidale e delle tele delle navate laterali».

Al termine di un momento di preghiera, il cardinale vicario ha visitato la cappella costruita durante il Giubileo del 1925 nell’antica sacrestia. Definita da san Giovanni Paolo II «vero santuario della croce», si trova al termine di una scalinata che simboleggia il pellegrinaggio al Calvario. Il porporato ha sostato qualche istante davanti alla teca a muro della cappella dove sono esposti complessivamente sei reliquiari in cui sono custoditi i segni della fede cristiana. Quello più grande è quello della Croce e al suo interno ci sono quattro frammenti della Croce su cui morì Cristo. Vi è poi il reliquiario con la falange del dito di san Tommaso, due spine provenienti dalla corona che venne messa sul capo di Gesù durante la sua Passione, uno dei chiodi e il cosiddetto Titulus Crucis, cioè la tavoletta lignea fatta collocare da Ponzio Pilato con l’iscrizione in ebraico, greco e latino «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

Reina si è fermato in preghiera anche nella cappella che custodisce il corpo della venerabile Antonietta Meo, per tutti Nennolina, morta il 3 luglio 1937 a soli sei anni e mezzo a causa di un tumore osseo. Il parroco monsignor Remo Chiavarini si è soffermato sulla duplice vocazione della basilica di Santa Croce in Gerusalemme, «parrocchia del quartiere e santuario da quasi duemila anni. Questo è un luogo tanto caro ai fedeli – ha affermato -. In questi mesi tantissimi gruppi, ignari della chiusura della cappella, hanno chiesto spiegazioni. Sul volto di molti fedeli provenienti dall’altra parte del mondo oltre alla delusione e all’amarezza ho visto le lacrime di dolore per non potersi inginocchiare davanti ai segni della Passione di Cristo».

Alla cerimonia hanno partecipato anche il vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare per il settore Centro, e il vescovo emerito di Civita Castellana Romano Rossi.

23 ottobre 2026

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