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Venerdì 23 Ottobre 2026 23:10

La Ciociaria in vetrina a Rimini: il turismo si fa squadra e diventa un modello

C’è un modo di fare turismo che comincia da una cartolina. E un altro che prova a costruire una storia. La differenza è tutta qui: nel primo caso si vende un panorama, nel secondo si mette in movimento un territorio. A Rimini, al TTG Travel Experience, la Ciociaria ha dimostrato di avere imboccato la seconda strada. Non si è limitata a farsi vedere nelle vetrine della Regione Lazio: ha portato sul palcoscenico nazionale un progetto che punta a trasformare tanti luoghi, ciascuno con la propria identità, in una destinazione riconoscibile. Si chiama Destinazione Ciociaria e, nella tre giorni dedicata al turismo e all’accoglienza, è stata presentata come una delle esperienze più interessanti del modello laziale. Il punto non è soltanto attirare visitatori. È convincerli che valga la pena fermarsi, esplorare, conoscere. E magari tornare. Per farlo, però, non basta avere borghi, cammini, paesaggi e sapori: bisogna riuscire a raccontarli insieme, senza che ognuno resti chiuso nel proprio recinto. La ricetta è fare squadra Alfonso Testa con l’assessore Carlo MarinoLa Ciociaria prova a uscire dalla somma delle sue bellezze per diventare un sistema. È questa la scommessa portata a Rimini dalla DMO Terra dei Cammini, con il presidente Alfonso Testa, promotore del progetto insieme a StayCiociaria e AltaCiociaria. Un lavoro che ha trovato una vetrina significativa anche nel panel promosso da Destination Italia, il principale tour operator italiano specializzato nell’incoming. Qui il progetto è stato indicato come un esempio di costruzione di una destinazione unitaria, capace di superare le frammentazioni attraverso la collaborazione tra DMO, Pro Loco, Camere di Commercio, imprese e cittadini. Dina Ravera, presidente di Destination Italia, ha riconosciuto il valore di questo percorso. Il merito, in sostanza, è aver compreso che il turista non viaggia dentro i confini amministrativi e non ha voglia di decifrare le rivalità locali: cerca esperienze, identità, occasioni per entrare in contatto con un luogo.La destinazione, dunque, non nasce da un’insegna. Nasce quando chi abita un territorio comincia a considerarlo un progetto comune. Roma è la porta, il Lazio è molto più della capitale È anche la direzione indicata dalla Regione Lazio. Al TTG, il direttore della Direzione regionale Turismo, Paolo Giuntarelli, ha sottolineato l’importanza di superare una promozione che si limiti a raccontare i territori, per costruire invece un’offerta integrata e competitiva sul mercato internazionale. > https://www.alessioporcu.it/rubriche/culture/la-ciociaria-in-vetrina-a-rimini-il-turismo-si-fa-squadra-e-diventa-un-modello/ Fonte: Alessio...

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C’è un modo di fare turismo che comincia da una cartolina. E un altro che prova a costruire una storia. La differenza è tutta qui: nel primo caso si vende un panorama, nel secondo si mette in movimento un territorio. A Rimini, al TTG Travel Experience, la Ciociaria ha dimostrato di avere imboccato la seconda strada. Non si è limitata a farsi vedere nelle vetrine della Regione Lazio: ha portato sul palcoscenico nazionale un progetto che punta a trasformare tanti luoghi, ciascuno con la propria identità, in una destinazione riconoscibile. Si chiama Destinazione Ciociaria e, nella tre giorni dedicata al turismo e all’accoglienza, è stata presentata come una delle esperienze più interessanti del modello laziale.

Il punto non è soltanto attirare visitatori. È convincerli che valga la pena fermarsi, esplorare, conoscere. E magari tornare. Per farlo, però, non basta avere borghi, cammini, paesaggi e sapori: bisogna riuscire a raccontarli insieme, senza che ognuno resti chiuso nel proprio recinto.

La ricetta è fare squadra Alfonso Testa con l’assessore Carlo Marino
La Ciociaria prova a uscire dalla somma delle sue bellezze per diventare un sistema. È questa la scommessa portata a Rimini dalla DMO Terra dei Cammini, con il presidente Alfonso Testa, promotore del progetto insieme a StayCiociaria e AltaCiociaria.

Un lavoro che ha trovato una vetrina significativa anche nel panel promosso da Destination Italia, il principale tour operator italiano specializzato nell’incoming. Qui il progetto è stato indicato come un esempio di costruzione di una destinazione unitaria, capace di superare le frammentazioni attraverso la collaborazione tra DMO, Pro Loco, Camere di Commercio, imprese e cittadini.

Dina Ravera, presidente di Destination Italia, ha riconosciuto il valore di questo percorso. Il merito, in sostanza, è aver compreso che il turista non viaggia dentro i confini amministrativi e non ha voglia di decifrare le rivalità locali: cerca esperienze, identità, occasioni per entrare in contatto con un luogo.La destinazione, dunque, non nasce da un’insegna. Nasce quando chi abita un territorio comincia a considerarlo un progetto comune.

Roma è la porta, il Lazio è molto più della capitale
È anche la direzione indicata dalla Regione Lazio. Al TTG, il direttore della Direzione regionale Turismo, Paolo Giuntarelli, ha sottolineato l’importanza di superare una promozione che si limiti a raccontare i territori, per costruire invece un’offerta integrata e competitiva sul mercato internazionale.

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Fonte:
Alessio Porcu

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