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Sabato 24 Ottobre 2026 10:10

IKepler-452 con gli interpreti del Teatro di Tbilisi portano in scena “Gone” dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 al Teatro India

#eventi #cultura spettacolo
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Teatro India

28 ottobre – 1° novembre 2026

Gone

uno spettacolo di Kepler-452

ideazione e drammaturgia Enrico Baraldi, Nicola Borghesi, Riccardo Tabilio

regia Enrico Baraldi, Nicola Borghesi

con Nino Burduli, Temo Natroshvili, Nika Tserediani, Luka Chibukhaia, Kato Kalatozishvili, Gagi Shengelia, Keta Shatirishvili, Liza

Nikvashvili, Giorgi Chachanidze

traduzione e adattamento in Georgia Tatia Mtvareldize

scene e costumi Simon Machabeli

musiche Gogi Dzodzuashvili

assistente alla regia Mariam Jamerashvili – direttore tecnico Anuki Khoshtaria – coordinamento Roberta Gabriele

produzione Lepl Mikheil Tumanishvili Film Actors Professional State Theatre (Tbilisi- Georgia)

coproduzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

con il contributo del Ministero della Cultura della Georgia

in collaborazione con GIFT Festival, ATER Fondazione e Kepler-452

spettacolo in georgiano sovratitolato in italiano

orari spettacolo: tutte le sere ore 21 I domenica ore 20

durata: 2 ore

 

Approda al Teatro India, dal 28 ottobre al 1° novembre, Gone, lo spettacolo nato dall’incontro tra la compagnia Kepler-452 (Enrico Baraldi e Nicola Borghesi) e un gruppo di attrici e attori del Teatro Tumanishvili di Tbilisi, per un’indagine teatrale profonda sulle radici e le assenze, costruita a partire dalle biografie degli interpreti e dalle testimonianze dirette di chi è emigrato, di chi è rimasto e di chi ha scelto di tornare.

Dopo il successo di A place of safety — il progetto sul soccorso in mare insignito del Premio Ubu 2025 come miglior spettacolo —, la compagnia torna a misurarsi con il tema della migrazione, documentando attraverso la scena vite reali, confini e ferite collettive. In Gone, dati reali e narrazioni possibili si intrecciano in un racconto corale che perlustra le motivazioni della partenza e della permanenza, il vuoto lasciato dall’assenza e ciò che continua a resistere nei legami familiari e comunitari. In georgiano, del resto, l’espressione “lasciare il Paese” possiede una tragica ambivalenza: significa tanto andarsene quanto morire. Una metafora che attraversa la storia recente della Georgia, da cui dagli anni Ottanta quasi un quarto della popolazione è emigrato, trovando spesso nell’Italia una delle mete principali.

Attraverso un susseguirsi di frammenti di vita, lo spettacolo porta a galla vicende intime e universali: una madre cerca di spiegare a sua figlia bambina perché non rivedrà mai più la sua migliore amica; su un gruppo Facebook una badante georgiana scrive una guida per le donne emigranti del suo paese su come non dare nell’occhio all’estero; dopo trent’anni passati a guidare un taxi a New York, un uomo torna al teatro in cui lavorava e fa un provino per la parte di Amleto. E ancora: gli attori di una compagnia in un Paese al collasso approfittano della tournée all’estero per fare prima di tutto una lunghissima doccia calda; una giovane donna emigra per riabbracciare la madre lontana da anni; un attore non si presenta in scena perché arrestato per la terza volta durante una manifestazione.

Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, insieme a Riccardo Tabilio — che completa il team autoriale —, compongono così un album di istantanee tra assenze e resistenze, sospeso tra reportage e indagine poetica: “perché andarsene? Come accettare di essere per tutta la vita degli stranieri? Con che cuore invece restare quando tutto intorno a sé dice che andrà sempre peggio?”. In un momento storico in cui un’ampia porzione della popolazione georgiana continua a lasciare la propria terra, Gone mette a nudo le contraddizioni, le aspettative, i rancori e i desideri impigliati nelle correnti delle migrazioni internazionali. Evocando uno spettrale aeroporto d’invenzione, gli interpreti portano in scena le proprie storie e le proprie ferite, interrogando fino in fondo la fatica del partire e il senso del restare.

 

Kepler-452

Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Paola Aiello fondano nel 2015 la compagnia teatrale Kepler-452 come registi, autori e attori, condividendo un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nel reale.

I formati teatrali creati da Kepler-452 si muovono nell’ambito del teatro documentario e spaziano dal coinvolgimento in scena di non-professionisti (o attori-mondo, come preferiscono chiamarli), al “reportage” teatrale, alla creazione di percorsi audioguidati e altri dispositivi di interazione con lo spazio urbano.

A partire dal 2018 la compagnia Kepler-452 è prodotta da ERT con cui realizza nello stesso anno Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso: il testo di Anton Čechov incontra la storia di uno sgombero abitativo realmente accaduto; nel 2019 F – Perdere le cose, che debutta a VIE Festival, in cui viene affrontata la vicenda di un migrante senza documenti che, secondo la legge italiana, non può entrare sul palcoscenico; nel 2022 Il Capitale – Un libro che ancora non abbiamo letto, in cui il fondamentale testo di Marx è raccontato attraverso la voce e i corpi di un gruppo di operai della GKN di Firenze, un’azienda i cui lavoratori sono stati licenziati in blocco con un’e-mail nel luglio del 2019. Il Capitale – Un libro che ancora non abbiamo letto è andato in scena in importanti festival internazionali come il Kunstenfestival di Bruxelles (2023) e il FIND Festival presso il teatro Schaubühne di Berlino (2024).

Oltre agli spettacoli di teatro documentario, Kepler-452 realizza alcuni esperimenti di teatro partecipato: dal 2017 mette in scena diverse edizioni di Comizi d’amore, un format che racconta alcune comunità a partire dalle domande poste da Pier Paolo Pasolini nel suo documentario omonimo. Nel 2021 Comizi d’amore è lo spettacolo di apertura del FIBA, Festival Internacional de Buenos Aires
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Un altro genere esplorato dalla compagnia è quello dei monologhi in forma di reportage teatrali: nel 2021 viene realizzato Gli Altri. Indagine sui nuovissimi Mostri
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dedicato all’odio sociale e social, drammaturgia di Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi, che ne è anche interprete. Del 2022 è Album (progetto vincitore del bando Stronger Peripheries), un’indagine sul rapporto tra memoria, malattia di Alzheimer e catastrofi ambientali, creato a partire dall’esperienza vissuta dalla compagnia durante l’alluvione in Emilia-Romagna.

Nel 2022 debutta Non Tre Sorelle (una produzione Teatro Metastasio di Prato), con la regia di Enrico Baraldi che firma la drammaturgia insieme a Francesco Alberici: uno spettacolo in cui tre attrici ucraine e due attrici italiane mettono in scena la storia del loro incontro dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Lo spettacolo è vincitore del premio ANCT-Associazione Nazionale Critici di Teatro. Le attrici ucraine Yuliia Mykhalchuk e Nataliia Mykhalchuk sono anche le protagoniste del documentario Dear Audience di Enrico Baraldi presentato al Biografilm 2025 e in varie città italiane, fra cui Cesena (al Cinema Eliseo): una riflessione sull’arte in tempo di guerra e sugli effetti dei conflitti sulla vita delle persone comuni. Sempre sulla guerra in Ucraina, nel 2025 Graziano Graziani ed Enrico Baraldi firmano il podcast Teatri di guerra, ascoltabile sulla piattaforma RaiPlay Sound. Realizzato tra Leopoli, Kyiv, Odessa, Chernobyl, Charkiv e Cherson racconta gli spazi teatrali ucraini e le vite degli artisti che continuano ad andare in scena.

A novembre 2024 ha debuttato al Teatro delle Passioni di Modena Uno spettacolo italiano con la regia e drammaturgia di Nicola Borghesi e Niccolò Fettarappa, entrambi anche in scena (prodotto da ERT / Teatro Nazionale). Del 2025 è La zona blu, una lettura di appunti in forma di diario di bordo accompagnata da immagini documentarie originali sull’esperienza di Baraldi e Borghesi a bordo della Sea Watch 5, da cui è nato A Place of Safety.

Tra i vari premi, Kepler-452 vince il Premio Rete Critica nel 2018 per Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso; nel 2020 il premio “Gli Asini”, dell’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi, attribuito per il percorso della compagnia; nel 2023 il Premio Speciale Ubu per l’attività di ricerca sul campo nell’ambito della realizzazione de Il Capitale – Un libro che ancora non abbiamo letto; nel 2025 Le Maschere del Teatro Italiano come Migliore autore di novità italiana per A place of safety e, per lo stesso spettacolo e per l’impegno sociale e civile della compagnia, il Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo. Nel 2025, per A place of safety, Enrico Baraldi e Nicola Borghesi riceve il Premio Franco Enriquez per la drammaturgia, il Premio Le Maschere del Teatro come migliori autori di novità italiana e il Premio Ubu 2025 per il miglior spettacolo di teatro. Nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore sono stati pubblicato nel 2018 Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, nel 2019 F. – Perdere le cose, nel 2023 Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto e nel 2025 A place of safety, a cura di Lorenzo Donati.

 

Fondazione Teatro di Roma _
www.teatrodiroma.net

Teatro India _
Lungotevere Vittorio Gassman, 1
(già Lungotevere dei Papareschi) – Roma

Biglietteria: tel. +39 06 877 522 10 –
biglietteriaindia@teatrodiroma.net
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Biglietti: intero €22 – €18 _ Orari spettacolo: tutte le sere ore 21 I domenica ore 20 _ Durata spettacolo: 2 ore

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