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Domenica 25 Ottobre 2026 14:10

Imprese: Cna Lazio, in 2026 numero Pmi innovative a +8,9 per cento, -1,9 per cento startup

Crescono le Pmi innovative nel Lazio, ma le startup mostrano una lieve flessione. Investimenti nell'IA evidenziano un divario con gli USA.

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A ottobre 2026, il Registro delle Imprese di Unioncamere ha rilevato un totale di 11.526 startup innovative e 3.304 Pmi innovative in Italia. Nella regione Lazio, si contano 1.387 startup innovative e 466 Pmi innovative. È interessante notare che, nel Lazio, il numero delle startup innovative è rimasto stabile rispetto all’ultima rilevazione disponibile del 2025, mentre il numero delle Pmi innovative continua a crescere. In particolare, per quanto riguarda le startup, il dato attuale è inferiore di 27 unità rispetto alle 1.414 registrate nel terzo trimestre del 2025, rappresentando una flessione di circa 1,9 percento. Al contrario, per le Pmi innovative, il confronto con le 428 rilevate a ottobre 2025 mostra un incremento di 38 imprese, pari a circa 8,9 percento. Questi dati sono stati forniti dalla Cna Lazio e sono stati diffusi in occasione dell’evento “Il second brain aziendale”, che si è svolto nell’ambito della fiera Maker Faire di Roma.

Nella regione Lazio, la distribuzione delle startup innovative è così suddivisa: Roma conta 433 startup, Latina 13, Frosinone 9, Viterbo 7 e Rieti 5. Per quanto riguarda le Pmi innovative, la distribuzione è la seguente: Roma 1.689, Frosinone 59, Latina 51, Viterbo 39 e Rieti 16.

Altri dati significativi per comprendere il trend dell’innovazione riguardano gli investimenti privati nell’intelligenza artificiale nel 2024: negli Stati Uniti sono stati investiti 109,1 miliardi di dollari, in Europa 19,4 miliardi di dollari, mentre in Italia 0,86 miliardi di dollari. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno visto una crescita del 160,2 percento, mentre in Europa l’aumento è stato solo del 7,2 percento.

Nel 2025, gli Stati Uniti hanno investito nell’intelligenza artificiale quasi 14 volte più dell’Europa. Questa situazione, con investimenti americani in crescita del 160 percento e quelli europei aumentati solo del 7 percento, pone il rischio di un divario tecnologico sempre più profondo, che potrebbe penalizzare in particolare le micro e piccole imprese. “Questi numeri indicano una direzione su cui le istituzioni devono impegnarsi con ancora maggiore determinazione – ha dichiarato il presidente di Cna Lazio, Michelangelo Melchionno – . La crescita delle Pmi innovative è un segnale positivo, ma la lieve flessione delle startup ci ricorda che le buone idee hanno bisogno di investimenti per trasformarsi in imprese solide. È fondamentale disporre di strumenti stabili, accessibili e capaci di accompagnare le aziende nelle diverse fasi: avvio, sviluppo, ingresso sul mercato e consolidamento”.

Per Cna Lazio, la partecipazione alla Maker Faire deve rappresentare anche un’opportunità per rafforzare il dialogo tra imprese, ricerca e istituzioni. L’associazione propone di aumentare gli investimenti per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, sostenere la crescita delle startup e promuovere progetti di innovazione accessibili anche alle micro e piccole imprese, in tutte le province.

“L’innovazione deve arrivare nei laboratori, nelle botteghe, nei servizi e nelle filiere produttive – ha proseguito Melchionno – . Digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità ed efficienza energetica possono migliorare il lavoro quotidiano delle imprese e aprire nuove opportunità, se accompagnate da formazione, consulenza e risorse adeguate. È necessario investire non solo nella nascita di nuove realtà, ma anche nella loro capacità di crescere e generare valore nei territori. Il Lazio possiede competenze, imprese e centri di ricerca di grande valore. Ora è fondamentale mettere queste energie in rete e dare continuità agli investimenti. Perché innovare significa creare lavoro, rafforzare le imprese e costruire nuove prospettive per le comunità”, ha concluso Melchionno.

“Nelle piccole imprese, il sapere è spesso affidato alla memoria del titolare o di pochi collaboratori esperti – ha aggiunto il presidente Cna Roma Comunicazione e Terziario Avanzato, Stefano Capezzone – . Questa esperienza rischia di andare persa. L’intelligenza artificiale può avere un grande valore per queste imprese, poiché permette di raccogliere procedure e soluzioni e di ritrovarle in pochi secondi, senza necessità di un reparto informatico o di grandi investimenti”, ha concluso Capezzone.

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