Lunedì 26 Ottobre 2026 10:10
San Carlo Acutis e l’invito a “Non sprecare la vita in cose inutili”


L'incontro con la mamma Antonia Salzano al Sacro Cuore di Gesù in Prati, che dal 23 ottobre custodisce una reliquia di primo grado del santo millennial. L'esortazione a «vivere intensamente ogni giorno, massimizzando e ottimizzando questo tempo»
L'articolo
San Carlo Acutis e l’invito a “Non sprecare la vita in cose inutili”
proviene da RomaSette
.
#in diocesi #antonia salzano #focus #non sprecare la vita in cose inutili #sacro cuore di gesù in prati #san carlo cautis #walter insero
leggi la notizia su RomaSette


Le note di “Dolce sentire”, il celebre brano ispirato al “Cantico delle creature” di san Francesco, hanno rimandato alla “sua” Assisi, dove riposa dal 2019 nel santuario della Spogliazione. Eppure san Carlo Acutis era più presente che mai venerdì sera, 23 ottobre, nella chiesa della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Prati, dove il collaboratore don Walter Insero ha prima celebrato la Messa delle 19 con un ricordo speciale del giovane canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre del 2025, e poi ha guidato un dialogo con la mamma del santo Antonia Salzano, riflettendo sull’importanza di “Non sprecare la vita in cose inutili”. Da venerdì sera, in particolare, la parrocchia custodirà una reliquia di primo grado del giovane santo donata dalla mamma, che ha anche portato con sé la reliquia del cuore del figlio con la quale è stata impartita la benedizione a quanti, in un silenzio raccolto, gremivano la chiesa in stile neogotico, in piedi fino alle porte e riempiendo gli altari laterali delle ampie navate.
A 20 anni dalla sua morte a soli 15 anni per una leucemia fulminante, san Carlo Acutis sembra dunque sapere e poter «parlare a tutti, soprattutto alle nuove generazioni, e a quanti cercano una fede capace di entrare concretamente nella vita quotidiana», sono state le parole di don Insero. Proprio della normalità della sua vita di ragazzo ha riferito Antonia Salzano, sottolineando che «essere santi non significa avere le stigmate ma è la chiamata che Dio fa a ognuno: tutti siamo chiamati alla santità perché siamo la luce del mondo e il sale della terra – ha detto con forza -. Questa è la buona notizia, quella che anche il buon ladrone ha ricevuto sulla croce». Allora, per Salzano si tratta di «vivere eroicamente le virtù» ossia «non commettere più quei peccati veniali volontari, compiendo un cammino quotidiano di santità». Carlo, ad esempio, ha ricordato la mamma, «si interrogava tutte le sere chiedendosi come si fosse comportato, ragionando sul fatto che il tempo non va rubato e sprecato in cose che non piacciono a Dio, perché il tempo che ci è dato è prezioso».
A questo proposito, Salzano ha guardato ai «dati che ci dicono che in tutte le parti del mondo i giovani passano anche 4 ore al giorno sui social», considerando come «è necessario mettere in atto la volontà di limitarsi perché è vero che siamo tutti potenzialmente santi ma è la volontà che fa la differenza». Suo figlio Carlo, ha continuato, «usava internet per realizzare le mostre sui miracoli eucaristici ma chiudeva tutte le altre distrazioni, come la messaggistica, perché il tempo va ottimizzato per l’eternità». Ancora, Salzano ha fatto sapere che san Carlo «era vivacissimo e si è impegnato da solo a cambiare questo suo difetto», a dire che «i santi sono quelli che si mettono in discussione e che trovano nell’Eucaristia il sostegno principale, praticando inoltre le virtù teologali ossia fede, speranza e carità».
Alla domanda di don Insero su che cosa del carattere di Carlo lo abbia reso santo, Salzano ha ricordato che «già da quando aveva 3 anni era molto generoso e i suoi regali finivano spesso agli altri bambini, da lui donati», e poi «era sempre allegro e viveva la presenza di Gesù nella sua vita con la preghiera, perché più preghiamo, più Gesù si fa sentire». San Carlo, in particolare, «considerava molto importanti la preghiera del Rosario e l’Eucaristia che, come diceva, è l’autostrada per il Paradiso»; per questo, «andava a Messa tutti i giorni e faceva almeno mezz’ora di adorazione eucaristica, pregando per sé stesso e per altri», ha detto ancora Salzano. Da ultimo, il monito della mamma di Acutis a «vivere intensamente ogni giorno come se fosse l’ultimo, come diceva Carlo, massimizzando e ottimizzando questo tempo come faceva lui, che trovava spazio e tempo per tutto ma considerava centrale la preghiera», ha concluso.
26 ottobre 2026
L'articolo
San Carlo Acutis e l’invito a “Non sprecare la vita in cose inutili”
proviene da RomaSette
.