Lunedì 26 Ottobre 2026 12:10
Tivoli, la guerra dei bus finisce al Tar del Lazio: il Comune di Castel Madama ricorre contro lo stop ai pendolari
La battaglia per la mobilità nella provincia romana si sposta dalle strade alle aule di giustizia. L’amministrazione comunale di Castel Madama, guidata dal sindaco Michele Nonni, ha rotto gli indugi e ha depositato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento con istanza cautelare d’urgenza dell’ordinanza dirigenziale numero 301/2026 emanata dal Comune di Tivoli. […]
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La battaglia per la mobilità nella provincia romana si sposta dalle strade alle aule di giustizia. L’amministrazione comunale di Castel Madama, guidata dal sindaco Michele Nonni, ha rotto gli indugi e ha depositato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento con istanza cautelare d’urgenza dell’ordinanza dirigenziale numero 301/2026 emanata dal Comune di Tivoli. Il provvedimento tiburtino, firmato per alleggerire il traffico nel centro urbano anche alla luce delle criticità emerse con la nuova e contestata rotatoria cittadina, impone uno stop forzato ai bus Cotral provenienti dalla direttrice Empolitana (SP33A). I mezzi pubblici non possono più raggiungere via Acquaregna e il cuore della città, venendo costretti a fare capolinea a largo Saragat, il piazzale del cimitero.
Una scelta definita “sperimentale” da Palazzo San Bernardino e dal sindaco Marco Innocenzi, ma che secondo i comuni limitrofi sta già provocando danni “immediati, gravi e irreparabili” ai diritti della comunità. L’ordinanza recide di fatto il collegamento diretto con i servizi essenziali del polo tiburtino, isolando i passeggeri a ridosso del centro.
La rivolta dei sindaci e l’appello alla Valle
Il sindaco Nonni, pur riconoscendo la disponibilità al dialogo dimostrata dal collega di Tivoli, Marco Innocenzi, ha scelto la linea della massima fermezza legale. “Comprendiamo i problemi di viabilità di Tivoli – ha spiegato il primo cittadino di Castel Madama sui canali social istituzionali – ma non si possono scaricare i costi del traffico sulle spalle delle categorie più fragili, dei lavoratori pendolari e degli studenti”.
L’iniziativa giudiziaria punta a non restare isolata. Castel Madama ha infatti inviato una formale richiesta di adesione a tutti i sindaci della Valle del Giovenzano (tra cui Ciciliano, Cineto, Pisoniano e Cerreto) per promuovere un’azione legale congiunta. Un ricorso collettivo che assumerebbe anche un forte valore simbolico e politico nei rapporti di forza istituzionali del territorio.
Caos scuole e famiglie in rivolta: “Paghiamo due volte”
Le ripercussioni più pesanti si stanno registrando sulla popolazione scolastica. Per le centinaia di ragazzi della valle iscritti all’istituto professionale Olivieri, al liceo artistico e al tecnico Volta di via Sant’Agnese, l’inizio dell’anno si è trasformato in un percorso a ostacoli. Nella fascia oraria di ingresso, l’unica corsa diretta verso le scuole ed esentata dal blocco è il pullman delle 7:15 in partenza da Castel Madama. Troppo poco: la vettura viaggia costantemente sovraffollata, rendendo impossibile la salita per decine di studenti.
La disorganizzazione sta spingendo molte famiglie a rinunciare ai mezzi pubblici, riorganizzandosi privatamente tra turni in auto e permessi lavorativi. «Ci ritroviamo a pagare abbonamenti annuali inservibili e, in più, la benzina alle stelle per accompagnare i nostri figli fin sotto le scuole», denuncia la madre di uno studente del liceo artistico, che sta valutando il non rinnovo del titolo di viaggio Cotral.
Il nodo della sanità e le proteste social
Il malcontento viaggia veloce anche sulle piattaforme social, dove i comitati dei pendolari denunciano come il taglio delle linee penalizzi chi deve raggiungere l’ospedale di Tivoli o le strutture sanitarie locali. A restare a piedi sono spesso anziani, pazienti in terapia o persone con disabilità, costretti a coprire l’ultimo tratto dal cimitero al centro a piedi o attendendo coincidenze locali.
La protesta dei cittadini punta il dito anche sulle priorità della gestione urbana: “Visto che paghiamo il biglietto, abbiamo il diritto di essere portati a destinazione – lamenta una residente –. Invece di bloccare i pullman pubblici, il Comune di Tivoli farebbe meglio a schierare più vigili in strada per multare gli automobilisti indisciplinati. Non è giusto che a pagare il prezzo dei problemi di viabilità siano sempre le categorie più deboli che scelgono la mobilità sostenibile”.
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