Servizi > Feed-O-Matic > 754937 🔗

Martedì 27 Ottobre 2026 09:10

Teatro Petrolini Pasolini Petrolio

Tra Caravaggio, Giordano Bruno e Petrolini Scritto, diretto e interpretato da Stefano de Majo Coreografie Marika Brachettoni Pasolini e l’opera incompiuta Sono ormai cinquant’anni che Pier Paolo Pasolini è scomparso per una morte violenta, probabilmente commissionata da qualcuno a cui dava fastidio con le sue ricerche e dichiarazioni. Qualcuno che è ancora oggi nell’ombra. Per [...]

L'articolo
Teatro Petrolini Pasolini Petrolio
proviene da
VIVIROMA®
.

#teatrovid-19 #slider
leggi la notizia su VIVIROMA®





Scritto, diretto e interpretato da Stefano de Majo


Coreografie Marika Brachettoni




Sono ormai cinquant’anni che Pier Paolo Pasolini è scomparso per una morte violenta, probabilmente commissionata da qualcuno a cui dava fastidio con le sue ricerche e dichiarazioni. Qualcuno che è ancora oggi nell’ombra.


Per commemorare il controverso e scomodo personaggio, de Majo prende in esame la sua opera incompiuta, pubblicata postuma nel 1992 e considerata il testamento intellettuale dello scrittore. Si tratta di “Petrolio”.


L’opera è di difficile lettura; essendo incompleta, riporta ancora appunti, note, aggiunte e correzioni. È poi un sunto, perché l’opera completa era composta di circa duemila pagine che racchiudevano il pensiero pasoliniano.


pasolini petrolio

Sembra che proprio a causa dei segreti contenuti, qualcuno abbia pensato bene di farlo “giustiziare” prima che svelasse nomi influenti e fatti scomodi.



Lessi il libro tempo fa, proprio in occasione di questo spettacolo e lo trovai disarticolato, confuso e per nulla compromettente. Si parla solo in una manciata di pagine di società e personaggi che facevano capo alle industrie petrolifere, attraverso una spiegazione intricata, complessa, come il guazzabuglio delle società citate, scatole cinesi ideate per conquistare potere e guadagni in collusione con la politica. Tutto il resto è un racconto in cui la pornografia omosessuale più spinta esprime il sesso come forma di possesso e scambio. Narrazione e descrizioni vogliono turbare, scandalizzare e provocare.


Pasolini pagò prima con l’ostracismo, poi con la vita stessa l’audacia e il linguaggio diretto e senza compromessi.



Per descrivere il quartiere di Tor Pignattara, per esempio, lo scrittore scomoda anche Dante e il suo Inferno e inserisce citazioni filosofiche della classicità greca. Ogni via è identificata come un girone dantesco e i suoi abitanti descritti in maniera ossessiva e provocatoria lasciando spazio ad un lessico popolare…


Non manca, certo tra le righe, la denuncia sociale e la volontà di sbatterne in faccia la realtà scomoda, sciatta e perversa, quella che finisce per coinvolgere i disgraziati di periferia, non disdegnando di coinvolgere i rampolli borghesi della Roma “per bene” degli anni Settanta.


Questa singolare opera è presa come punto di riferimento di uno spettacolo che coinvolge gli spettatori in profonde riflessioni.



de Majo è un attore che conobbi poco tempo fa; una vera sorpresa, di quelle che lasciano il segno. Gestualità, espressività, carisma e tanta, tanta personalità. È un attore che spicca, che si nota sempre, anche quando è sulla scena con altri colleghi o impegnato in una parte secondaria. È in grado di far vivere e pulsare il personaggio che interpreta, illuminarlo di una luce propria intensa.


pasolini petrolio
pasolini petrolio
pasolini petrolio
pasolini petrolio
Quale migliore occasione per rivederlo sul palco dove avrà modo di esprimersi liberamente e senza vincoli in una sua scrittura?



La sua unica compagna di viaggio è una preparatissima ballerina e coreografa, che come lui sa trovare i suoi spazi senza ingerenze, esaltando ed enfatizzando la pièce. Si trasforma in una piacevole e vibrante colonna sonora attraverso il corpo, che accompagna e sottolinea ogni passaggio della narrazione con balletti pregni di classicismo.


Ecco, allora, quello che sembrava un monologo trasformarsi in un dialogo. Il corpo della ballerina, con la sua leggiadria ed eleganza, nonostante l’esiguo spazio a disposizione sul palco, si adatta continuamente al tema affrontato prendendo le forme dei quadri di Caravaggio proiettati alle sue spalle. de Majo vede nel pittore delle forti similitudini con Pasolini. Artisti rivoluzionari e contestati, poveri, provenienti dal settentrione, con un punto di riferimento comune come Roma; amano il popolo dandogli voce attraverso l’arte, vivono dissolutamente, muoiono sulla riva del mare…



La Brachettoni cambia pelle e muta forma con l’ausilio di vestiti, pose ed espressioni abbandonando con un gesto sacrilego il tutù da danza e a sciogliendo la chioma raccolta come per liberarsi non solo dal corpo, ma anche dagli stereotipi imposti alla sua figura di ballerina professionista. Con questo gesto emula Pasolini mentre il racconto di de Majo cambia voce ed atteggiamenti vestendo momentaneamente altri panni per portare avanti la storia. Passa così, senza indugio, da Pasolini a Caravaggio e poi a Petrolini, accarezzando anche altri personaggi tra cui Moravia, Magnani, Fellini, Bruno Giordano e altri… artisti che forse hanno in comune lo spirito ribelle, la voglia di essere se stessi ed infrangere gli archetipi dicendo sempre ciò che pensano a dispetto delle conseguenze.



Con i capelli all’indietro e gli occhiali da sole uguali a quelli di Pasolini, de Majo indossa un vestito ed è privo della camicia, proprio come quello dello scrittore quando fu trovato morto; all’epoca la camicia sembrava essere stata addirittura sfilata e ripiegata ordinatamente. Chissà, si potrebbe immaginare un gesto simbolico volto a liberare il corpo dal simbolo della costrizione di una società borghese omologante? Quello di de Majo è un tributo ad un uomo che ha portato avanti il suo pensiero consapevole che sarebbe stato isolato e che ha di fatto messo a repentaglio la propria vita.


Apparve in tribunale in trentatré processi diversi per rispondere dei suoi comportamenti, documentando trecentosettantadue tra azioni e provvedimenti giudiziari. Venne estromesso dal Partito comunista e dall’insegnamento nelle scuole pubbliche a causa della sua omosessualità.



Pasolini, ci dice de Majo, non dà risposte, ma fa tante domande e tenta di risvegliare la nostra coscienza assopita e corrotta dal sistema. Quelle pagine bianche che rimangono sul libro le lascia volutamente così, perché ciascun lettore possa avere lo spazio per le risposte.



Accompagnato da musiche piacevoli, video e fotografie che ritraggono Pasolini e alcune sue pellicole, ma anche quelle di Petrolini e i quadri di Caravaggio, Stefano de Majo porta avanti con sentimento questo spettacolo da lui scritto.


Così come l’ho conosciuto, i suoi occhi cominciano a brillare e ad ardere. Guardano lontano, oltre la sala, rapiti come in un’estasi. Il suo corpo e la sua anima sono quelle di Pasolini di cui ospita l’essenza.


pasolini petrolio

Lo racconta con fervore e passione, ne narra la vita, le vicende, le idee e le contraddizioni. Sempre supportato da Marika Brachettoni, che con le sue movenze ricorda il satiro danzante di Mazara del Vallo. Provocatoria, sembra volerlo corrompere con la sua sensualità per trasformarsi poi nella sua musa ispiratrice, in una madre protettrice o liberando la sua parte femminile ed infine diventare la sua amante.



Entrambi usano il corpo per accompagnare la storia creando un felice connubio che dà vita ad uno spettacolo di un’ora e trenta ricco di informazioni e aneddoti raccontati con appassionante e sentita interpretazione.



de Majo questa sera svela altri aspetti della sua grande personalità di artista e conferma il suo talento.


L'articolo
Teatro Petrolini Pasolini Petrolio
proviene da
VIVIROMA®
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI