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Martedì 27 Ottobre 2026 17:10

PER CHI È ROMA? Sabato 31 ottobre, il programma

Pubblichiamo il programma dell’iniziativa “Per chi è Roma“, alla cui organizzazione insieme agli altri promotori

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Pubblichiamo il programma dell’iniziativa “Per chi è Roma“, alla cui organizzazione insieme agli altri promotori dell’appello hanno contribuito la presidente e il vicepresidente di Carteinregola- ODV . Sono invitate cittadine e cittadini e realtà del territorio.


PER CHI È ROMA?

Il futuro della città si decide insieme.

Sabato 31 ottobre 2026

9.30 – 18.00

Spazio Pubblico, Via di Porta Maggiore 52, Roma

“Per chi è Roma?” nasce per creare uno spazio di incontro, confronto e iniziativa sulla città pubblica e sul diritto all’abitare. Una giornata per mettere in comune le visioni, le esperienze e i saperi delle tante realtà di cittadinanza attiva che in questi anni hanno proposto alternative alle scelte di governo della città. La giornata si articolerà in quattro tavoli tematici – trasformazioni urbanistiche, politiche per l’abitare, questione ecologica e modello di sviluppo urbano – per avviare un percorso di elaborazione comune e costruire insieme un’idea diversa di Roma.

Per chi è Roma? È la domanda da cui vogliamo partire e che attraverserà questa prima giornata di confronto. È la domanda che abbiamo posto pubblicamente all’inizio dell’estate, in
un appello
ampiamente sottoscritto da cittadine e cittadini romani.

Chi riesce oggi a vivere davvero questa città? Chi può permettersi di abitarla, di muoversi, di accedere ai suoi servizi e alle sue opportunità? E soprattutto: come possiamo costruire una città più giusta, capace di contrastare le disuguaglianze invece di riprodurle?

Oggi a Roma il diritto a vivere la città e a trarre vantaggio dalle opportunità che offre è diventato un privilegio. La pressione del turismo e della rendita hanno trasformato intere parti della città, rendendo sempre più difficile immaginare che chi vive del proprio lavoro possa abitarci. La distanza tra chi beneficia delle trasformazioni in atto e chi ne paga le conseguenze in termini di disagi e disfunzioni è sempre più ampia e evidente. Gentrificazione ed espulsioni non si fermano al centro ma hanno raggiunto le periferie storiche, dove destinare più della metà del proprio salario alla casa è diventato, per molte persone, una condizione ordinaria. Crescono i tempi e i costi degli spostamenti, i servizi fondamentali sono insufficienti, le condizioni di lavoro peggiorano, e prendersi cura della propria salute, studiare e far studiare i propri cari, coltivare relazioni, progetti e aspirazioni è precluso a una porzione crescente di chi vive a Roma.

Le scelte di chi governa la città su questi temi sono sembrate spesso ambivalenti, contraddittorie, senza un reale confronto con la città e non adeguate all’entità delle sfide. La città è animata allo stesso tempo da una straordinaria ricchezza di iniziative di cittadinanza attiva che si oppongono ad alcune delle trasformazioni in atto e propongono visioni e progettualità alternative. Un mosaico di realtà, situazioni e storie diverse, così come diverse sono le forme di interlocuzione con chi governa la città, che crediamo debba e possa essere ricomposto per dare forza alle singole battaglie e costruire insieme un’idea diversa di Roma.

“Per chi è Roma?” si rivolge a queste realtà per offrire uno spazio non solo di analisi e discussione, ma di produzione di idee, alleanze e iniziativa. Vuole immaginare una città a misura di chi la abita, accessibile, pubblica, inclusiva e sana, nella quale la prossimità sia un diritto e la diversità una ricchezza da difendere. L’obiettivo è avviare un percorso di elaborazione comune articolato in quattro tavoli tematici: le trasformazioni urbanistiche, per interrogarsi sulle scelte che stanno ridisegnando Roma e sugli interessi che le orientano; le politiche per l’abitare, per affrontare la crisi abitativa e ricostruire il diritto alla casa come componente essenziale del diritto alla città; la questione ecologica, per mettere al centro salute, ambiente, mobilità, suolo, energia e giustizia climatica; e la questione economica e del lavoro, per problematizzare il ‘modello di sviluppo’ urbano, chi beneficia della ricchezza prodotta e chi invece ne paga i costi.

I quattro tavoli vogliono così contribuire a leggere insieme dimensioni che troppo spesso vengono affrontate separatamente. Casa, territorio, ambiente ed economia sono parti dello stesso conflitto sulla trasformazione della città e sulla distribuzione delle sue risorse e opportunità. Metterle in relazione significa provare a costruire una visione comune e avanzare proposte capaci di rispondere alla domanda da cui partiamo: che città vogliamo e, soprattutto, per chi?

Compila il form di registrazione:
https://forms.gle/akoPGyTPpDN1Czzx7

9.30 | Benvenuto e registrazioni dei partecipanti

10.00 – 11.00 | Plenaria


INTRODUZIONE | Per chi è Roma? Il percorso e la giornata di oggi 

SPUNTI | La mappatura dei fondi immobiliari a Roma  Filippo Poltronieri (RomaToday)

11.00 – 13.00 | Tavoli di lavoro – prima parte

Dopo una breve relazione introduttiva a cura del gruppo promotore di “Per chi è Roma”, ciascuno dei tavoli tematici lavorerà in maniera aperta e orizzontale per raccoglierà contributi, idee e proposte.

Tavolo 1 | Modello di sviluppo, economie e lavoro
Oltre turismo, immobiliare e rendita, di cosa vive e vivrà Roma? 

Tavolo 2 | Trasformazioni urbanistiche

Cosa significa tutelare l’interesse pubblico nei processi di trasformazione urbana?

13.00 – 14.30 | Pranzo

14.30 – 16.30 | Tavoli di lavoro – seconda parte

Tavolo 3 | Questione ambientale e ecologica

Come affrontare la crisi climatica e ambientale per una città vivibile per tutte e tutti?

Tavolo 4 |  Politiche per l’abitare

Qual è il ruolo delle politiche abitative a Roma? 

Pausa caffé 

17.00 – 18.30 | Plenaria conclusiva

PLENARIA | Restituzione dei tavoli di lavoro

SPUNTI | Da Madrid a Roma: organizzarsi per il diritto alla città
collegamento con il Sindacato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid


Chiusura dei lavori

LEGGEREZZE | Aperitivo e chiacchiere

1. Modello di sviluppo, economie e lavoro

Oltre turismo, immobiliare e rendita, di cosa vive e vivrà Roma? 

La struttura produttiva di Roma è storicamente fragile e diseguale, con ampi segmenti di lavoro povero e precario e con un peso crescente di attività che estraggono valore dalla città senza restituirlo ai territori e a chi li abita. Rendita immobiliare e finanziaria, valorizzazione speculativa del suolo e turistificazione rischiano così di trasformare Roma in una città che produce ricchezza ma non la redistribuisce, che attrae capitali ma espelle persone.

Tuttavia, Roma dispone di risorse economiche, sociali e produttive importanti: i servizi avanzati, il commercio, la cultura, l’audiovisivo, l’università e la ricerca, la pubblica amministrazione, oltre a un vasto patrimonio di competenze diffuse e radicate in economie territoriali di prossimità. 

In un contesto come questo la domanda “di cosa può vivere Roma?” è centrale. Quale economia sosteniamo? Quali investimenti privati debbono essere favoriti, attratti, sostenuti, e quali devono invece essere regolati o respinti? Come tradurre la mera accumulazione e creazione di ricchezza nella generazione di valore diffuso e non esclusivamente economico? Come promuovere la qualificazione della struttura produttiva verso settori a più alta produttività garantendo al contempo sostenibilità sociale e ambientale? E soprattutto, chi si appropria del valore prodotto a Roma e quali scelte politiche possono orientare questo valore verso il benessere collettivo?

2. Trasformazioni urbanistiche

Cosa significa l’interesse pubblico nei processi di trasformazione urbana?

A Roma come altrove, le trasformazioni e il governo urbanistico della città sono spesso il risultato di negoziazioni tra pubblico e privato, dove è crescente il peso, l’interesse e il guadagno di privati e fondi immobiliari e sempre più difficile identificare e garantire un’adeguata tutela dell’interesse pubblico. Negli ultimi anni il governo dell’urbanistica si è orientato sempre più verso la semplificazione delle norme e delle procedure. Questo orientamento ha spesso indebolito la tutela del patrimonio e dell’interesse pubblico nei processi di trasformazione della città.

Come è possibile invertire l’equazione per produrre benefici pubblici diffusi? In che modo il valore prodotto dalle trasformazioni può essere trattenuto e redistribuito a favore della città? Cosa significa “rigenerazione urbana” e come evitare che si riduca alla mera valorizzazione immobiliare o peggio inasprisca le disuguaglianze socio-spaziali? E prima ancora: come deve essere reinterpretata la nozione di interesse pubblico? Come promuovere una effettiva partecipazione alle scelte? Con quali strumenti, logiche e processi?

3. Politiche Abitative

Qual è il ruolo delle politiche abitative a Roma? 

La questione abitativa a Roma non è un’emergenza ma una crisi strutturale destinata ad aggravarsi. Il rinnovato interesse degli ultimi anni per le politiche dell’abitare si scontra tuttavia con gli effetti di oltre trent’anni di abbandono e di scelte sbagliate, che in molti casi continuano a essere riproposte. L’azione del Comune, condizionata anche da vincoli normativi e finanziari posti a diversi livelli di governo, finisce così per assumere un carattere prevalentemente emergenziale, limitandosi a “rattoppare” le manifestazioni più acute della crisi.

Come è possibile fare la differenza e rispondere in maniera strutturale alle enormi sfide che affronta la città in materia abitativa? Quali nuovi investimenti, innovazioni e strategie sono possibili per ampliare e migliorare sostanzialmente l’offerta di casa pubblica, e impedire definitivamente ulteriori dismissioni? Come imporre ai privati vincoli di destinazione ad edilizia sociale che rispondano adeguatamente alle esigenze dei nuclei a medio-basso reddito? Come rendere lo strumento del canone concordato più efficace in tal senso? Come limitare e disincentivare la conversione di immobili ad usi turistici così come ad altri utilizzi non residenziali? Come intervenire sul fenomeno degli immobili vuoti, sia privati che pubblici? Come contrastare in termini sia regolativi che politici la rendita, la speculazione, lo strapotere fondi immobiliari, e impedire ulteriore gentrificazione ed espulsioni? Quali pressioni può esercitare su questi temi un Comune come Roma nei confronti dei livelli di governo superiori?

4. Questione ambientale ed ecologica

Come affrontare la crisi climatica e ambientale per una città vivibile per tutte e tutti?

La crisi climatica ed ecologica incide sempre più direttamente sulla qualità dell’abitare e della vita quotidiana. Le ondate di calore rendono evidente come la distribuzione diseguale di verde, ombra, spazi pubblici vivibili e abitazioni efficienti esponga gli abitanti a rischi diversi, aggravando le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali. 

In che modo le politiche di mitigazione e adattamento possono superare un approccio emergenziale e settoriale, diventando criteri strutturali per il governo della città? Come rendere la città più vivibile e proteggere dai rischi ambientali le persone e i quartieri più vulnerabili? Come ampliare e distribuire in modo più equo il verde, l’ombra, i rifugi climatici e gli spazi d’acqua pubblici? Come migliorare il comfort e l’efficienza energetica delle abitazioni, a partire da quelle pubbliche e da quelle dei nuclei a basso reddito? Come ripensare lo spazio pubblico, la mobilità e la prossimità dei servizi alla luce delle esigenze di mitigazione e adattamento? Come evitare che gli interventi di riqualificazione ambientale producano dinamiche di espulsione delle fasce più fragili? E infine, come promuovere queste iniziative senza ulteriore consumo di suolo? 

Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com

27 ottobre 2026



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