Mercoledì 28 Ottobre 2026 10:10
Malagrotta, l’ex discarica diventerà un parco con energia pulita, giardini e spazi per i cittadini
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Verso il completamento della messa in sicurezza entro il 2027. Presentato il masterplan “Casa della Transizione”, che prevede un parco fotovoltaico, una comunità energetica, percorsi verdi e centri di ricerca nell’area dell’ex discarica romana.
L’ex discarica di Malagrotta si prepara a cambiare volto. Dopo decenni segnati dalla gestione dei rifiuti e dalle criticità ambientali, l’area nella Valle Galeria, a Roma, potrebbe trasformarsi in un grande spazio dedicato alla sostenibilità, alla produzione di energia rinnovabile e alla fruizione pubblica.
Il progetto di rigenerazione, denominato “Casa della Transizione”, è stato illustrato durante un sopralluogo dell’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, insieme al generale Giuseppe Vadalà, commissario unico per le bonifiche.
L’obiettivo è andare oltre la semplice messa in sicurezza del sito, restituendo al territorio un’area che per anni ha rappresentato una delle principali emergenze ambientali della Capitale.
La prima fase del progetto riguarda la messa in sicurezza dell’ex discarica, attraverso interventi avviati nella seconda metà del 2024 con un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro.
Secondo il cronoprogramma illustrato, i lavori dovrebbero concludersi entro il 2027.
Tra le operazioni previste figurano il capping, ovvero la copertura protettiva della discarica, la gestione del biogas e del percolato e la realizzazione di un sistema di protezione perimetrale.
Si tratta di interventi fondamentali per contenere i rischi ambientali e creare le condizioni necessarie per la successiva riqualificazione.
Il completamento della messa in sicurezza, tuttavia, non coinciderà automaticamente con l’apertura al pubblico delle nuove aree: per la trasformazione complessiva saranno necessari ulteriori passaggi progettuali e attuativi.
Il futuro di Malagrotta è delineato da un masterplan articolato in sei interventi principali, presentati dal tenente colonnello Aldo Papotto.
Il progetto non punta a nascondere il passato dell’area, ma a trasformare l’ex discarica in un’infrastruttura ambientale capace di integrare sicurezza, biodiversità, ricerca e attività sociali.
Un’infrastruttura perimetrale destinata alla sicurezza e al monitoraggio continuo del sito, con funzioni legate anche alla futura restituzione dell’area al territorio.
Una copertura vegetale progettata per proteggere il sistema di messa in sicurezza e inserirsi nel paesaggio dell’Agro Romano, valorizzandone le caratteristiche naturali.
Un percorso ecologico e idrico pensato per integrarsi con l’ecosistema della Valle Galeria, contribuendo alla riqualificazione ambientale del territorio.
Una delle novità più significative riguarda la realizzazione di una valle fotovoltaica, con impianti destinati alla produzione di energia pulita.
Il progetto prevede anche la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), con l’obiettivo di creare benefici energetici per il territorio.
Spazi dedicati alla formazione, alla ricerca e alla sperimentazione ambientale, con laboratori, centri di studio e un vivaio dell’Agro Romano.
Un’area collettiva che comprenderà giardini, orti condivisi, un vivaio specializzato e una serra, pensata per favorire la partecipazione dei cittadini e il rapporto con l’ambiente.
La riconversione dell’ex discarica punta a coniugare produzione energetica e recupero paesaggistico.
Accanto al parco fotovoltaico e alla valorizzazione energetica del biogas, il masterplan immagina ampie aree verdi, percorsi ecosostenibili, spazi per il tempo libero e strutture dedicate alla cultura e alla ricerca.
Tra le funzioni prospettate figurano anche orti urbani condivisi, serre, vivai e un centro congressi.
L’idea è trasformare un luogo storicamente destinato allo smaltimento dei rifiuti in uno spazio capace di offrire nuove opportunità ambientali, educative e sociali.
L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha sottolineato il valore strategico del progetto per il futuro della Capitale.
Secondo l’assessora, la rigenerazione di Malagrotta rappresenta un passaggio che supera la bonifica tradizionale e introduce un modello di riconversione ambientale basato sui principi della transizione ecologica.
L’obiettivo dell’amministrazione è fare dell’ex discarica un’infrastruttura ambientale, trasformando una delle principali criticità storiche di Roma in un esempio di recupero territoriale.
Per dimensioni e caratteristiche, il progetto potrebbe inoltre diventare un caso di studio per altri interventi di riqualificazione di grandi aree compromesse.
La conclusione degli interventi di messa in sicurezza è prevista entro il 2027, ma non è stata ancora indicata una data definitiva per l’apertura al pubblico delle strutture e degli spazi contemplati dal masterplan.
La realizzazione della “Casa della Transizione” richiederà una pianificazione specifica e il coordinamento tra i soggetti istituzionali coinvolti.
Il progetto rappresenta comunque un cambio di prospettiva per Malagrotta: da area destinata allo smaltimento dei rifiuti a possibile polo ambientale, energetico e culturale.
Una trasformazione che, se realizzata secondo gli obiettivi annunciati, potrebbe restituire alla Valle Galeria nuovi spazi verdi e opportunità per la cittadinanza.
