Mercoledì 28 Ottobre 2026 12:10
Terra Santa senza pellegrini e senza lavoro: il sostegno di Acs


La visita della presidente Lynch e l'incontro con le famiglie cristiane di Betlemme e della Città Vecchia di Gerusalemme e con alcune comunità della Cisgiordania. I progetti della fondazione
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Si è conclusa da poco la visita di Regina Lynch, presidente esecutiva della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) internazionale, in Terra Santa. A scandirla, l’incontro con le comunità cristiane locali e con le loro difficoltà. «A farmi comprendere fino in fondo la situazione – riferisce – è stato l’incontro con le famiglie cristiane di Betlemme e della Città Vecchia di Gerusalemme, alcune delle quali beneficiano di piccoli progetti per la creazione di posti di lavoro finanziati dai benefattori di Acs. Sono persone che vogliono lavorare e provvedere alle proprie famiglie – spiega -. Abbiamo incontrato donne i cui mariti avevano già venduto tutto ciò che potevano, senza riuscire comunque a ricavare quanto bastava per mantenere la famiglia. Questo mi ha fatto capire quanto la situazione sia diventata disperata».
All’origine della visita, l’appello lanciato dall’abate Nicodemus Schnabel, dell’abbazia della Dormizione, proprio a motivo della mancanza di pellegrini. «Abbiamo visto nel viaggio un’opportunità per esprimere solidarietà alla Chiesa locale – sono ancora le parole di Lynch -, comprendere meglio questa situazione molto complessa e vedere ciò che Acs riesce a realizzare grazie ai suoi benefattori». Con l’obiettivo di garantire opportunità di lavoro e sostegno economico.
Un’attività, quella della fondazione pontificia, per la quale anche il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha espresso «profonda gratitudine» alla presidente, incontrandola nelle sue giornate in Terra Santa. «Il cardinale ha sottolineato che non si tratta soltanto di un aiuto economico: le preghiere e la vicinanza dei nostri benefattori sono altrettanto importanti – dichiara Lynch -. Ha inoltre richiamato l’importanza di rafforzare i cristiani nella fede. Spesso li definiamo le “pietre vive” della Terra Santa. Aiutarli a trovare un lavoro e a rimanere nelle proprie comunità è essenziale, ma lo è anche aiutarli a comprendere la loro responsabilità nel custodire e trasmettere la fede cristiana nella terra in cui Cristo è morto ed è risorto».
La presidente di Acs ha visitato anche alcune comunità della Cisgiordania, al centro delle cronache per le tensioni e le notizie di violenze da parte dei coloni. «Abbiamo visitato alcuni villaggi cristiani, tra cui Taybeh, dove si respirava un’atmosfera tranquilla e piacevole. Ma abbiamo potuto vedere gli insediamenti espandersi sempre più vicino ai villaggi e gli abitanti ci hanno spiegato quanto sia diventata difficile la vita quotidiana». Specie per quanto riguarda gli spostamenti. «I posti di blocco in Cisgiordania rendono tutto imprevedibile. Un insegnante ci ha raccontato che alcuni studenti escono di casa alle sei del mattino e rientrano soltanto alle sei di sera, semplicemente perché, per proseguire gli studi, devono recarsi in altre località e attraversare diversi posti di blocco. Anche gli agricoltori erano preoccupati per la possibilità di raggiungere i propri terreni e raccoglierne i prodotti. Avevamo ricevuto notizie di ulivi dati alle fiamme, un fatto particolarmente grave perché l’olivicoltura garantisce un reddito a molte famiglie e gli alberi piantati in sostituzione di quelli distrutti impiegano dieci anni prima di produrre olive».
In questo contesto, la fondazione pontificia è accanto alla Chiesa locale con diversi progetti. «Uno è la tipografia cattolica di Betlemme, che produce materiale religioso e didattico per il Patriarcato latino, le scuole e le congregazioni religiose. Acs – rende noto la presidente – ha contribuito ad ammodernarne le attrezzature. La Chiesa incontra sempre maggiori difficoltà nel trovare tipografie disposte a stampare pubblicazioni cristiane, quindi disporre di una propria struttura è particolarmente importante. È un progetto molto concreto, perché offre un servizio alla Chiesa e, al tempo stesso, crea posti di lavoro per la popolazione locale. È un esempio di come il sostegno possa rafforzare sia la Chiesa sia l’economia locale».
L’altro progetto «che mi ha dato grande incoraggiamento», prosegue Lynch, è il seminario di Beit Jala, che «accoglie sia i seminaristi minori sia quelli maggiori. Questi ultimi ci hanno raccontato la loro chiamata al sacerdozio in questo angolo del Medio Oriente lacerato dalla guerra. Acs sostiene il seminario da tempo, contribuendo anche al miglioramento dei suoi edifici». E la visita al seminario è stata anche l’occasione per verificare gli effetti di un’iniziativa di formazione rivolta ai laici. «Lì ne abbiamo incontrati tre che partecipavano a un programma di formazione spirituale organizzato dal Patriarcato latino. Molti dei partecipanti avevano perso il lavoro e non potevano più esercitare la professione di guida turistica a causa della scarsissima presenza di pellegrini. Il programma li aiuta ad approfondire la conoscenza della fede cristiana affinché, quando potranno riprendere a lavorare, siano in grado di illustrare ai pellegrini i luoghi santi da una prospettiva cristiana. Vengono proposti anche altri corsi rivolti ai professionisti».
28 ottobre 2026
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