Mercoledì 28 Ottobre 2026 09:10
Il Consultorio familiare diocesano, «motore della rivoluzione educativa»


Presentati nella sede del Quadraro i nuovi progetti della struttura, da 30 anni accanto a coppie, famiglie, adolescenti e persone con disabilità. Reina: «Mettere in rete i consultori della diocesi»
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Il Consultorio familiare diocesano “Al Quadraro” mette le proprie competenze maturate in oltre trent’anni di attività al servizio della pastorale familiare di Roma. Lo fa attraverso la presentazione dell’anteprima del nuovo sito, presto in rete, e il lancio di una serie di progetti che abbracciano tutte le tappe della vita di una coppia, dalla preparazione al matrimonio all’accompagnamento nei primi mille giorni di vita del figlio, fino al supporto alla “paternità fragile” e alla tutela dei minori contro i fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Le iniziative sono state illustrate ieri sera, martedì 27 ottobre, durante l’incontro “Scienza al servizio della fede per legami più umani”, svoltosi nella sede dell’ente in via Tuscolana 619. «Un fiore all’occhiello della diocesi», lo ha definito il cardinale vicario Baldo Reina, lodandone «la storia, il servizio reso e l’attenzione che ha manifestato, fin dal suo sorgere, verso le famiglie e le sfide educative». Facendo riferimento a queste ultime, ha riflettuto quanto sia «giusto attrezzarsi in maniera qualificata e scientifica, facendo tesoro del supporto di tutte le scienze», per offrire all’utenza un servizio radicato nella vita concreta e in grado di rispondere alle esigenze reali. Secondo il vicario ora bisogna «fare lo sforzo di mettere in rete i consultori della diocesi» affinché questi si «sostengano attorno al tema della famiglia». In un’epoca complessa come quella che stiamo vivendo, «non ci si può permettere il lusso della dispersione, della divisione, della frammentazione, che è sempre perdente».
L’invito del porporato è stato anche quello di incentivare la collaborazione con le parrocchie per promuovere i progetti avviati dalla struttura. Durante l’incontro è infatti emerso che la maggior parte degli accessi deriva dal passaparola, mentre le persone indirizzate al Consultorio familiare diocesano dalle parrocchie rappresentano appena il 2% del totale. Un dato, questo, sul quale si è soffermato il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare don Giacomo Pavanello ribadendo la necessità di «cercare nuove modalità per creare integrazione tra il consultorio e le realtà diocesane». Per andare in questa direzione, accoglie «molto favorevolmente la possibilità che ci possa essere anche un decentramento della struttura», obiettivo fissato per il 2028 nel business plan illustrato durante l’incontro al quale ha partecipato anche il vescovo ausiliare Alessandro Zenobbi.
Avviato nel 1993, il Consultorio “Al Quadraro” offre supporto psicologico, medico, sociale, legale a famiglie, coppie, adolescenti, persone con disabilità. Fino allo scorso anno era promosso e realizzato dall’arciconfraternita del Santissimo Sacramento Nome di Dio e dei santi martiri Celso e Giuliano. In seguito a una riorganizzazione giuridica, è stato trasformato nella Fondazione Nina Moscati, intitolata alla sorella di san Giuseppe Moscati. Presidente della Fondazione e direttore del Consultorio è il gesuita padre Francesco Citarda, secondo il quale «in un tempo segnato da piazze e case attraversate da crescenti conflitti urge dare una risposta all’emergenza educativa».
Facendo riferimento a una maggiore collaborazione con le parrocchie, padre Citarda ha rimarcato che «il Consultorio si pone come motore della rivoluzione educativa che si cerca di innestare e lancia delle proposte di rete che vede tra i primi artefici le comunità parrocchiali e il territorio. Il Consultorio vuole essere uno stimolo virtuoso per far crescere la cultura della relazione». Durante la serata è stato ricordato che secondo dati Istat, nel 2024 in Italia si sono registrati 173.272 matrimoni, 75.014 separazioni e 77.364 divorzi. Per don Claudio Falcioni, parroco di San Policarpo e prefetto della XX prefettura, «i soli corsi prematrimoniali non sono più sufficienti. Serve intervenire negli anni tra liceo e università con una preparazione all’affettività».
28 ottobre 2026
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