Mercoledì 28 Ottobre 2026 10:10
Notai, viaggio dentro alla riforma dell’accesso alla professione
A vent’anni dal decreto che ha disciplinato il concorso, la categoria prepara una nuova disciplina da portare al ministero della […]
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A vent’anni dal decreto che ha disciplinato il concorso, la categoria prepara una nuova disciplina da portare al ministero della Giustizia. Cosa cambia, cosa resta e perché interessa anche i cittadini
Diventare notaio resta una delle strade più selettive tra le professioni giuridiche. Ora il Notariato si prepara a rivederla. Come riportato da
ItaliaOggi
, la riforma dell’accesso arriva a vent’anni dal decreto legislativo 166 del 2006, che regolò il concorso, con l’obiettivo di rendere più veloce l’ingresso in carriera senza ammorbidire la selezione pubblica.L’annuncio dal congresso nazionale
La novità è emersa a Roma, durante il congresso nazionale della categoria. Il presidente Vito Pace ha spiegato che il testo, appena approvato dal Consiglio nazionale, sarà presentato a breve al ministero della Giustizia. L’idea è un percorso più lineare, efficiente e in linea con la professione di oggi, dove l’unico filtro resta quello del merito.
Il congresso è stato anche l’occasione per un debutto: sono state presentate 132 nuove leve della categoria, oggi composta da circa 5.200 notai.
Un ruolo sempre più centrale per lo Stato
La riforma si inserisce in un momento in cui il notaio è chiamato a svolgere funzioni che vanno oltre l’atto in sé. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito i notai alleati dello Stato nel contrasto a frodi e riciclaggio. Dalla categoria proviene oltre il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai professionisti e dagli altri operatori finanziari.
C’è poi il tema della casa. Meloni ha ringraziato il Notariato per il contributo al Piano Casa, che mobilita fino a 10 miliardi di risorse pubbliche per rendere disponibili almeno 100.000 alloggi in dieci anni.
Altri due capitoli riguardano la tutela dei professionisti e dei cittadini. Sulla responsabilità professionale, Pace ha accolto con favore la nuova disciplina sulla prescrizione, che fa partire il termine decennale dalla conoscibilità del danno e fissa un tetto massimo di quindici anni dall’atto. Per il presidente non si tratta di attenuare le responsabilità, ma di darvi confini certi e prevedibili. Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha invece elogiato il modello previdenziale della categoria, fondato sulla solidarietà tra generazioni.
Perché il percorso conta anche per chi si rivolge al notaio
Il rigore della selezione ha una ricaduta diretta sui cittadini, che al notaio affidano acquisti di casa, testamenti, successioni e rapporti di famiglia. Un concorso più snello ma altrettanto severo significa garantire la stessa preparazione con tempi di ingresso più rapidi.
La selezione di chi entra in professione pesa sulla vita quotidiana dei cittadini, perché il ruolo del notaio va ben oltre la firma di un atto. Come presente sul sito del
notaio Tassitani Farfaglia
, esperto in materia di successione, l’attività notarile accompagna famiglie e imprese in ambiti molto diversi: dalla compravendita di immobili alle successioni e agli atti di famiglia, fino alla consulenza societaria, con particolare attenzione agli aspetti tributari. Competenze così ampie richiedono una preparazione solida e aggiornata. Per questo il rigore del concorso resta un tema centrale, anche quando si discute di renderlo più rapido.Cosa aspettarsi ora
Il testo non è ancora al ministero, quindi non sono noti i dettagli: durata delle prove, modalità di svolgimento, eventuali novità sul tirocinio. Il metodo, però, è dichiarato: velocizzare senza abbassare l’asticella. Sarà il confronto con il ministero della Giustizia a dire quanto quel principio si tradurrà in norme concrete.
