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Mercoledì 28 Ottobre 2026 15:10

Ai Musei Vaticani “Un secolo di papamobile”



In un padiglione temporaneo 8 automobili storiche Mercedes-Benz, protagoniste della mobilità pontificia. Langenbrinck, presidente per l'Italia: «Mezzo che mette il Papa tra le persone»

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Quasi cent’anni di profondo legame tra la casa della Stella e il Vaticano. Ne ha parlato Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia, presentando in anteprima la mostra “Un secolo di papamobile” che da domani, 29 ottobre, sarà visitabile in un padiglione temporaneo appositamente allestito nel Giardino Quadrato dei Musei Vaticani. La mostra riunisce otto automobili storiche Mercedes-Benz, autentiche protagoniste della mobilità pontificia, offrendo al visitatore un percorso che attraversa la storia dell’automobile, del costume, della comunicazione e delle istituzioni ecclesiastiche.

«Quando ci è stata presentata l’idea, abbiamo pensato di realizzare un percorso che dialogasse con il più nuovo dei Musei vaticani, quello dedicato alle berline e alle carrozze papali», ha spiegato la direttrice Barbara Jatta. «Il mondo delle automobili attrae moltissimo e questa esposizione racconta l’evoluzione di cent’anni di mobilità», ha aggiunto. Ha poi raccontato un piccolo aneddoto giocando sul nome della casa automobilistica: «Ieri con la presidente del Governatorato vaticano suor Raffaella Petrini eravamo a Barcellona per inaugurare una mostra presso la cattedrale. L’arcivescovo, il cardinale Omella, ci spiegava che la patrona della città è la Madonna della Mercè. Mi sembra un bel legame spirituale tra l’immagine mariana di quella regione così bella e viva e questa iniziativa».

Langenbrinck, visibilmente emozionato, ha fatto riferimento anche all’udienza che i dirigenti della Mercedes avevano avuto in precedenza con Leone XIV. «Questa mostra ha un significato che va ben oltre il semplice concetto di automobile. Quando ho incontrato suor Petrini e la direttrice Jatta c’era curiosità ed entusiasmo per l’idea ma pensavo che fosse impossibile, invece, ci siamo. La papamobile non è solo una modalità di trasporto ma uno strumento che mette il Papa a contatto con le persone, lo pone fisicamente nella comunità». Prima di lui, il ceo della casa tedesca Marcus Breitschwerdt aveva fatto riferimento ad alcuni bottoni installati su una delle papamobili. Tra questi, il tasto “home”, per riportarlo a casa. «Mi ha toccato: portare il Papa a casa, non solo sua ma della cristianità, è un privilegio enorme. Si coniugano comfort, sicurezza e protezione. Da un secolo abbiamo l’onore di accompagnare il Papa, un lungo viaggio fatto insieme in passato e speriamo ancora per un lungo futuro», ha concluso Langenbrinck.

Il curatore delle collezioni storiche Sandro Barbagallo ha spiegato come la sala delle berline racconti uno spaccato di storia del papato, dalla splendida carrozza di gran gala di Leone XII fino all’ultima papamobile di Francesco. «Ci si può sbizzarrire nel raccontare la storia papale e aneddoti su ogni singolo pontefice», ha affermato. Tutto comincia con il viaggio di Pietro dalla Terrasanta a Roma fino all’incontro dei primi del ‘900 «tra tradizione e tecnologia sotto Pio XI. La Mercedes Nürburg 460 rappresenta questa unione: non è un semplice mezzo di trasporto. Si passa dall’esaltazione della maestà papale ad altro: serve a far vedere il Papa ma serve anche al Papa per vedere, salutare e benedire i fedeli. Un legame non banale della moderna tecnologia al servizio del ministero pontificio». Alla presentazione è intervenuto anche Luigi Contu, direttore generale dell’Ansa, che ha redatto il catalogo della mostra, grazie al ricchissimo materiale d’archivio anche fotografico dell’agenzia.

28 ottobre 2026

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