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Mercoledì 28 Ottobre 2026 18:10

“Il futuro della specie”: Luca Quarin, il romanzo su crisi ambientale, ia e destino dell’umanità

Il libro sarà presentato a Roma venerdì 30 ottobre alle ore 18.30 presso la Libreria Panisperna 220 -

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Roma – Quale futuro attende la specie umana? Fino a che punto la tecnologia può modificare questa traiettoria? E come fa a coesistere con la natura una società che sembra aver fatto dell’accelerazione e del progresso i propri principi fondamentali? Sono alcune delle domande al centro di “Il futuro della specie”, il romanzo di Luca Quarin (nella foto), pubblicato da Miraggi Edizioni nella
collana Scafiblù che sarà presentato venerdì 30 ottobre alle ore 18.30 presso la Libreria Panisperna 220, a Roma. A dialogare con l’autore sarà Pier Paolo Di Mino, scrittore e autore del romanzo “Lo splendore”, in un confronto che prenderà spunto dalla vicenda narrata per affrontare alcuni dei grandi
interrogativi del nostro tempo.

L’incontro romano sarà l’occasione per approfondire anche la costruzione narrativa del libro, nel quale la dimensione dell’indagine giornalistica convive con quella familiare e generazionale. Il rapporto tra padri e figli, la memoria e il peso delle scelte individuali diventano elementi attraverso cui osservare le trasformazioni collettive. Il dialogo tra Luca Quarin e Pier Paolo Di Mino offrirà al pubblico la possibilità di confrontarsi con i temi del romanzo e con il ruolo della letteratura nel raccontare le inquietudini del presente.

Ambientato in Friuli Venezia Giulia, tra Trieste e Cormons, “Il futuro della specie” prende avvio nell’aprile del 2019, con l’incendio della cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Il protagonista, un giovane giornalista alle prese con le difficoltà della professione e con una vita personale profondamente incompiuta, si trova coinvolto nell’indagine sulla misteriosa scomparsa di Fulvio Mancini, ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale, e della sua famiglia. Quella che inizialmente appare come una vicenda investigativa si trasforma progressivamente in una riflessione sulle trasformazioni della società contemporanea. La ricerca scientifica, il transumanesimo, la crisi ecologica e il rapporto tra le generazioni si intrecciano in una narrazione che mette in discussione l’idea stessa di progresso.

Al centro del romanzo emerge il contrasto tra l’ambizione umana di superare ogni limite attraverso la tecnologia e la necessità di riscoprire il proprio posto all’interno degli equilibri naturali. Una tensione che attraversa l’intera storia, accompagnando il lettore verso una domanda fondamentale: l’evoluzione tecnologica coincide necessariamente con un miglioramento della condizione umana? “La domanda che ha messo in moto la storia -risponde Luca Quarin -. in effetti è proprio questa: se l’uomo è il centro del mondo come mai lo sta distruggendo? Mi sembra una domanda latente che non ha ancora trovato la forza di emergere con chiarezza e di mettere in discussione i paradigmi
della nostra cultura, ma che ha già cominciato a erodere i nostri riferimenti più profondi. Il sapere, la democrazia, la ragione. È un po’ la pulsione di morte di cui parla Zizek. Ecco, ho sentito il bisogno di indagare narrativamente questo tema, il conflitto tra la specie umana e il luogo in cui vive, a partire da una delle nostre peculiarità più tipiche, la mobilità. Una mobilità desiderante che ha trasformato il pianeta in un enorme centro commerciale, divorando rapidamente risorse che la natura ha accumulato lentamente, decine di anni contro milioni di anni.”

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