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Mercoledì 28 Ottobre 2026 22:10

Un’assessora all’Ambiente che tutela i tavolini e non gli alberi

Ancora sulla sciagurata Proposta dell’Assessora Alfonsi per consentire agli esercenti della somministrazione di mettere tavolini

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Ancora sulla sciagurata Proposta dell’Assessora Alfonsi per consentire agli esercenti della somministrazione di mettere tavolini e ombrelloni a ridosso degli alberi.

Riprendiamo il discorso sulla Proposta di Deliberazione dell’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi approvata dalla giunta il 29 settembre 2026 : “Modifica dell’Allegato n. 15 al Regolamento del Verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale di cui alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 17 del12/03/2021” che introduce una deroga a quanto stabilito dal Regolamento – lasciare uno spazio libero di 2,00 m a raggio dal tronco degli alberi – riguardo il posizionamento degli arredi per le attività di somministrazione: ombrelloni, sedie, tavolini, stuoie eccetera, proposta c
he abbiamo già analizzato in un precedente articolo
, con obiezioni tecniche e “politiche”, visto che nella Proposta si deformano la Costituzione e le sentenze della Consulta nella gerarchia degli interessi, mettendo sullo stesso piano quelli tutelati dall’Art. 9, che fa parte dei principi fondamentali, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e quelli di “continuità produttiva, il lavoro e lo sviluppo sociale“, precisando che bisogna evitare che “la tutela dell’ambiente annulli la libertà d’impresa e viceversa“. Se potevamo sperare in uno scivolone di qualche solerte funzionario, seguendo la riunione della Commissione Ambiente che si è svolta il 12 ottobre scorso abbiamo ascoltato dalla viva voce dell’Assessora – in calce la trascrizione del suo intervento – la conferma di questa incredibile interpretazione costituzionale, che preoccupa particolarmente, se si pensa che è pronunciata da un’esponente della Giunta del Sindaco Gualtieri, lo stesso che si è schierato con grande nettezza in difesa della Carta, sia in occasione del referendum sulla riforma della magistratura, sia della riforma delle legge elettorale.

A questo punto riteniamo che il Sindaco debba chiarire se condivide tale interpretazione, che qualsiasi costituzionalista definirebbe priva di qualsiasi fondamento giuridico, o se invece la farà ufficialmente propria quando le norme a tutela dell’ambiente e del Paesaggio (sempre Art. 9 Cost.) dovranno essere “contemperate” con la libertà di impresa. Quella dei grandi fondi immobiliari, dei costruttori, dei grandi spazi commerciali e così via.

E forse il ridimensionamento delle tutele degli alberi per favorire gli esercenti della somministrazione sarebbe stato meglio che fosse avanzato dall’Assessora al Commercio, visto che stride un po’ come proposta di un’Assessora all’Ambiente: è come se l’assessore alla mobilità proponesse di diminuire i mezzi pubblici o quello alla cultura di chiudere biblioteche.

Considerando le argomentate motivazioni tecniche alla base delle regole sulle distanze prescritte dal Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano,
che abbiamo approfondito nel precedente articolo,
si tratta di una gigantesca contraddizione anche con gli sbandierati obiettivi della Strategia di adattamento climatico e del Piano di forestazione urbana di Roma Capitale.

Come Carteinregola abbiamo sempre mosso le nostre circostanziate critiche all’Assessora in relazione alla inadeguata applicazione del Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano, alla cui stesura abbiamo contribuito, in particolare per quanto riguarda l’informazione e la partecipazione dei cittadini, senza mai scadere nell’attacco personale o nelle polemiche gratuite. Tuttavia questo episodio ci spinge a interrogarci sul suo ruolo, che a nostro avviso richiederebbe ben altra postura istituzionale.

Così come ci interroghiamo sulle istituzioni municipali che hanno espresso o esprimeranno parere positivo a tale proposta, nonostante le consistenti e argomentate obiezioni, forse senza rendersi conto di quanto appaia stonata agli occhi dei cittadini la difesa di un provvedimento completamente sbilanciato sull’interesse privato. Apprezziamo gli sforzi di quei consiglieri municipali e capitolini che hanno tentato e tenteranno di “aggiustare” la deroga, contrattando la distanza dagli alberi e aggiungendo qualche limite in più (1). Ma Carteinregola respinge in toto la proposta, che, soprattutto in questa campagna elettorale ormai iniziata – se si è mai interrotta – rivela tutta l’ambiguità delle promesse che sono state e saranno pronunciate dai candidati alla (ri)elezione in nome della difesa dell’ambiente, dell’emergenza climatica, del benessere dei cittadini.

Una delle tante cartine di tornasole che, purtroppo, spingeranno tanti cittadini a disertare le urne.

Carteinregola – ODV

Post scriptum, due pesi due misure: Alfonsi dichiara che [la distanza prescritta dei due metri dal tronco è] “un parametro che in realtà già in altri casi è stato stigmatizzato negativamente dalla giurisprudenza amministrativa,  perché la misura fissa è sempre una misura che non tiene conto della realtà del contesto“. Però la stessa Giunta Gualtieri pochi mesi fa ha approvato il nuovo Regolamento dell’Occupazione di Suolo pubblico per i locali di somministrazione, che anzichè “tenere conto della realtà del contesto”, cioè di quanti tavolini possano contenere gli spazi pubblici – piazze, marciapiedi anche nei quartieri più storici – si limita a fissare degli indici per la superficie occupabile che si applicano in proporzione allo spazio interno di bar e ristoranti (per il centro storico il 30% della superficie, compreso cucine e gabinetti) (2)

28 ottobre 2026

Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com

(evidenziazioni di Carteinregola)

> V
ai alla registrazione della Commissione 2′ 30″ ca da inizio l’intervento dell’Assessora Alfonsi a 16′ ca secondo intervento Alfonsi – non trascritto)

Assessora Alfonsi: (2’30”) Questa Delibera arriva a voi per   una serie di ragionamenti fatti insieme alla Giunta su vari aspetti:  il primo aspetto è quello di un Regolamento nuovo che l’Assemblea Capitolina ha deliberato sulle Occupazioni di Suolo Pubblico;  secondo punto sul fatto che c’è una scadenza di una normativa temporanea che poi è stato un temporaneo  molto a lungo, cioè la normativa COVID; e il  terzo è un ragionamento rispetto ad un regolamento che in realtà quando è stato è stato scritto in questo suo specifico articolo non è mai davvero entrato in vigore,  proprio perché c’era  le regolamentazioni delle OSP COVID e quindi non c’è stata neanche una necessità di verificarne la fattibilità e la giustezza,  perché appunto non c’era questo tipo di esigenze.

 Partendo dalla prima,  il ragionamento che è stato fatto è che, visto anche il caldo che fa in città,  le temperature e le occupazioni di suolo  pubblico che, come dite voi,  nell’altra delibera, sono diventate anche dei momenti di aggregazione eccetera;  noi dobbiamo in realtà tutelare molto i nostri alberi, ma tutelare anche la possibilità  di fruire del loro beneficio, quindi delle loro ombre, del loro spazio eccetera, ma soprattutto tutelare, non in contrapposizione,  i diversi interessi, l’interesse pubblico e l’interesse privato. È chiaro che l’occupazione di suolo pubblico in questi ultimi anni all’interno della città ha visto una normativa semplificata e di possibilità di espansione,  perché doveva garantire il distanziamento delle persone per le regole che c’erano rispetto al COVID e, come è stato è già più volte segnalato da diverse autorità compreso il Tar,  noi abbiamo ancora una presenza di queste occupazioni di suolo pubblico molto forte all’interno della città,  e quello che questa Giunta vuole –  infatti ha imposto il rientro nelle regole normali,  a differenza per esempio del livello nazionale – quello che noi vorremmo è ristabilire un rapporto corretto delle occupazioni di   suolo pubblico all’interno degli spazi, nella tutela,  sicuramente di un interesse privato commerciale, ma nella tutela  invece degli spazi pubblici delle persone, soprattutto dell’ambiente, che è il tema che ci riguarda;  l’ambiente aveva come unico  momento di richiamo, all’interno del regolamento dell’occupazione di suolo pubblico,  questo articolo che riguarda la distanza dall’albero –  distanza dall’albero che già un anno e mezzo fa era stata,  attraverso una circolare, ribadito  il fatto che si trattava di una distanza dal tronco e non  dalla chioma perché evidentemente c’era stata una diversità di applicazione all’interno dei diversi municipi,   un parametro che in realtà già in altri casi è stato stigmatizzato negativamente dalla giurisprudenza amministrativa,  perché la misura fissa è sempre una misura che non tiene conto della realtà del contesto e quindi questa modifica che noi andiamo a fare in realtà è una modifica dove può essere inferiore ai 2 metri,  laddove per di più si specifica vengano messe soltanto delle strutture non solo amovibili ma leggere,  quindi veramente una possibilità di utilizzo dell’ombra, ma in realtà potrebbe essere anche maggiore,  nel senso che noi siamo in una situazione dove chi può determinare qual è la distanza giusta, deve essere una relazione tecnica agronomica verificata dall’Amministrazione per vedere come si può utilizzare il suolo pubblico sotto o nelle vicinanze di una pianta;  non vi dico nulla di nuovo se vi dico che noi diciamo due metri, ma se fosse un albero monumentale in realtà vengono richieste molti di più,  come abbiamo fatto per la prima volta applicare per esempio sulle manifestazioni estive a Caracalla e non solo,  e quindi un’analisi più dettagliata secondo noi è la giusta misura che contempla tutti gli interessi, a partire ovviamente dall’interesse dell’ambiente. 
Voglio specificare che comunque nella nostra Costituzione all’articolo 41 comma 2  è proprio diciamo determinato non è che ce lo inventiamo noi che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute all’ambiente alla sicurezza alla libertà alla dignità umana e così via quindi è chiaro che noi non diamo uno spazio più ampio all’iniziativa privata, ma cerchiamo, questo sì, di contemperare tutti gli interessi che sono in campo;  anche interessi legati proprio al nuovo modo di vivere gli spazi pubblici all’interno della città, in un contesto di un clima che è cambiato. (…) Io mi fermerei qui, so che presidente se c’era una proposta…

Vedi anche: Commissione congiunta Commercio e Politiche della sostenibilità ambientale del I municipio del 27 ottobre 2026 con l’intervento di Carteinregola da 38′ a 43′ dall’inizio

(1) Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’ODG presentato da Roma Futura e approvato nel IV municipio il 26 ottobre 2026

Al presidente del consiglio municipale Del municipio Roma V David di Cosmo

ORDINE DEL GIORNO

ai sensi dell’art. 60 del Regolamento del Municipio Roma V, collegato al parere del Consiglio sulla Proposta di deliberazione n. 150/2026

Oggetto: Tavolini e alberi. Sostenere le attività di quartiere senza indebolire la tutela del verde urbano.

nel corso dell’esame della Proposta di deliberazione n. 150/2026, che introduce una deroga alla. distanza minima di due metri dalle alberature per le occupazioni di suolo pubblico dei pubblici esercizi,

riconosce che il problema esiste. Nelle strade alberate dei nostri quartieri il vincolo dei due metri attorno al tronco impedisce a molti bar e piccoli esercizi di mettere fuori anche solo pochi tavolini. Con la fine del regime straordinario delle OSP legato all’emergenza COVID, prevista per giugno 2027, il problema toccherà un numero rilevante di attività che fanno vivere le strade e i quartieri del Municipio.

ritiene però che una deroga concessa caso per caso, senza criteri oggettivi, non sia la risposta giusta. Rischia di affidare la tutela degli alberi alla discrezionalità e di produrre disparità tra esercenti. Le alberature stradali sono un patrimonio comune, sempre più prezioso per l’adattamento climatico della città. La loro tutela discende dall’art. 9 della Costituzione, che il testo dovrebbe richiamare accanto all’art. 41 sulla libertà d’iniziativa economica.

considera possibile tenere insieme le due esigenze, il lavoro delle attività di quartiere e la salute degli alberi. Servono regole chiare, proporzionate e verificabili, uguali per tutti.

impegna il Presidente del Municipio e la Giunta a farsi portavoce presso il Sindaco, la Giunta Capitolina e l’Assemblea Capitolina affinché il testo della Proposta venga modificato secondo questi indirizzi:

  • Una deroga proporzionata. Deve valere solo per chi ne ha realmente bisogno: per chi il vincolo dei due metri riduce in modo significativo lo spazio ottenibile, oltre il 20%, o per chi resterebbe con meno di 10 metri quadri. Il bisogno va dimostrato con una planimetria quotata.
  • Distanze ragionevoli sui marciapiedi. La distanza si misura dal bordo della tazzadell’albero, con un minimo di un metro dal tronco in ogni caso. Nel verde vero, cioè parchi, ville, giardini e prati, il limite dei due metri resta intatto.
  • Arredi leggeri e divieti chiari. Vicino agli alberi sono ammessi solo sedie, tavolini e ombrelloni zavorrati. Restano esclusi pedane, fioriere, ancoraggi, riscaldatori e luci, e nulla può stare nella tazza o a contatto con il tronco. Nella tazza non si versano acque di lavaggio, detergenti o oli.
  • Tutele rafforzate per gli alberi più fragili e di pregio. Monumentali, filari storici o vincolati, alberi instabili e pini con radici affioranti mantengono sempre i due metri. Edicole, chioschi e posteggi mercatali esistenti restano sul loro sedime, senza ampliamenti né nuovi scavi.
  • Controlli pubblici e trasparenza. Le valutazioni tecniche le firmano agronomi o forestali scelti dal Comune a rotazione, con sopralluogo e senza silenzio-assenso. Le autorizzazioni durano un anno, sono revocabili e confluiscono in un registro pubblico online, con una relazione annuale in Commissione.
  • Sicurezza e manutenzione prima di tutto. Con l’allerta vento i tavolini sotto gli alberi si rimuovono. L’area si libera senza indennizzo quando servono potature e cure. Chi occupa sotto la chioma ha una polizza di responsabilità civile.
  • Un incentivo a fare meglio. Chi allarga la tazza a proprie spese con grigliati calpestabili non perde i suoi tavoli, e la Giunta valuti una riduzione del canone per chi lo fa.
  • Dati e chiarezza prima del voto. Prima dell’approvazione vanno resi disponibili i numeri delle occupazioni, degli alberi e delle strutture coinvolte, Municipio per Municipio. Va chiarito il parere di regolarità contabile, che negli atti risulta modificato rispetto alla formulazione iniziale.
auspica che la Proposta, così modificata, possa diventare un buon punto di equilibrio tra leesigenze del commercio di prossimità e la tutela del verde urbano, nell’interesse dell’interacomunità.

Filippo Riniolo

(2) vedi
Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di Gualtieri 6 marzo 2025


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