Giovedì 29 Ottobre 2026 09:10
Padre Faltas racconta la realtà «terribile e disperata» di Gaza e Palestina


A Palazzo San Macuto la presentazione del libro "Disarmiamo le parole", scritto con Pierluigi Senatore. «40mila bambini sono rimasti orfani e 20mila hanno bisogno di cure che non ci sono». In Cisgiordania «270mila persone non lavorano da 3 anni»
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Ha chiaramente davanti agli occhi e nel cuore i volti delle persone di cui parla mentre ribadisce come «la situazione a Gaza e in Palestina è terribile e disperata». Forse «la bambina di 5 anni che quando è a scuola vuole chiamare a casa ogni mezz’ora per essere sicura che siano tutti vivi», o quei «ragazzi che rifiutano di mangiare il pasto perché, a casa, i loro fratelli non hanno cibo». Cariche di emozione, ma nello stesso tempo determinate, le parole che padre Ibrahim Faltas, francescano e direttore delle 18 scuole della Custodia di Terra Santa, ha usato ieri sera, 28 ottobre, per raccontare la sua missione. L’occasione: la presentazione del libro “Disarmiamo le parole. La pace possibile nello spirito di San Francesco”, scritto con il giornalista Pierluigi Senatore ed edito da Aliberti, con la prefazione del cardinale Matteo Zuppi. Promossa dalla Commissione Affari esteri nella persona del deputato Fabio Porta, che ha sottolineato come «nelle scelte di politica estera la pace deve essere un impegno concreto e non una semplice aspirazione», ha avuto luogo nella Sala del refettorio di Palazzo San Macuto, a due passi da Montecitorio. A moderare i lavori, Gianni Lattanzio, esperto di politica estera, convinto dell’«importanza di lavorare alla cultura dell’incontro e del dialogo».
Aprendo il suo caloroso intervento, molto applaudito dai tanti presenti, padre Faltas ha ricordato che «ci sono più di 300mila persone tra morti e feriti in questa guerra e migliaia di persone sono in prigione, molti sono anche giovani cristiani e nessuno parla di loro». In particolare, il religioso ha detto che «40mila bambini sono rimasti orfani, non hanno più nessuno, e almeno 20mila hanno bisogno di cure che non ci sono e per questo stiamo cercando di farli uscire da lì». Sono invece «quasi mille quelli che fin dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre di 3 anni fa, sono venuti in Italia – ha fatto sapere il francescano -: abbiamo salvato loro la vita e oggi sono ben inseriti nelle scuole italiane».
Oltre ai più piccoli, ci sono anche «300 studenti universitari che in Italia hanno studiato e stanno studiando, a Perugia e a Modena», sono ancora le parole di padre Faltas, che ha pensato in particolare a uno di loro, Mohamad, la cui madre «è morta di fame a Gaza». Ancora, lo sguardo del religioso, da 37 anni in Terra Santa, si è allargato alla Cisgiordania, «dove pure la situazione è terribile – ha spiegato -: 270mila persone non lavorano da 3 anni, specie chi era impegnato in attività legate al turismo». Le uniche persone che ancora hanno un lavoro, ha specificato, «sono i 170 insegnanti delle nostre scuole». Ancora, Faltas ha raccontato che «hanno chiuso tutto: ci sono quasi mille check point e io stesso l’altro giorno non sono riuscito a raggiungere 2 scuole che abbiamo a Gerico» mentre «4 giorni fa, un gruppo di pellegrini si è ritrovato chiuso a Betlemme e un altro che stava giungendo da Gerusalemme non è potuto entrare».
A dimostrazione di quanto la situazione sia sempre più tesa, il religioso ha riferito che «tantissimi cristiani, oltre 600 famiglie, se ne stanno andando perché non c’è futuro in Terra Santa» e il timore è che «dove è nato e vissuto Cristo non ci saranno più cristiani». Da ultimo, il francescano ha guardato alle elezioni del 27 ottobre in Israele, proprio mentre andava definendosi il quadro risultante dallo spoglio dei seggi, sottolineando come «gli arabi hanno conquistato 19 seggi, che sono tantissimi: adesso, non essendoci una maggioranza, nessuno degli schieramenti può fare il governo senza di loro». Padre Faltas si è detto sicuro che «ora parleranno e spero daranno vita a un governo per la pace sia per i palestinesi che per gli israeliani perché tutti hanno sofferto in questa guerra», ha concluso.
Al tavolo, oltre al co-autore, che vede in questo libro l’occasione «per fare sapere che la comunità europea è interessata a quanto accade in Palestina», anche lo storico Luigi Matteo Napolitano, il giornalista dell’Osservatore Romano Roberto Cetera, per il quale «il valore di questo libro è che parla di una pace incarnata, non solo predicata ma praticata», e padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa. Anche lui ha messo in luce come per padre Faltas, che è stato suo vicario dal 2022 al 2025, «educare alla pace è uno stile di vita fatto dell’incontro con l’altro in carne e ossa, smantellando pregiudizi e stereotipi, riuscendo a cogliere ciò che è universale nella dimensione religiosa».
29 ottobre 2026
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