Giovedì 29 Ottobre 2026 13:10
Ceprano, truffa del finto nipote: raggirata una nonnina di 84 anni
Recentemente, i militari del NORM – Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo (FR) hanno dato esecuzione alla misura cautelare della […]
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Recentemente, i militari del NORM – Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo (FR) hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un giovane di nazionalità tunisina, domiciliato a Napoli.
Il provvedimento restrittivo, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone per i reati di truffa aggravata e sostituzione di persona, scaturisce da una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone, avviata a seguito di un raggiro perpetrato il 3 febbraio 2026 a Ceprano (FR) ai danni di una donna di 84 anni.
La dinamica dei fatti ha rivelato l’impiego di uno schema fraudolento crudele e ben collaudato. Il pomeriggio del 3 febbraio, l’ottantaquattrenne ha ricevuto una telefonata sulla rete fissa da un individuo che, fingendosi suo nipote, le ha prospettato una grave e inesistente situazione giudiziaria a carico del padre. Per evitare conseguenze legali, il truffatore ha convinto l’anziana della necessità di consegnare con urgenza la somma di 6.800 euro in contanti, facendola persino conferire al telefono con un sedicente Direttore delle Poste Italiane per avvalorare la finta emergenza.
Su indicazione dei malviventi, la vittima si è recata nei pressi di un’attività commerciale locale dove ha consegnato l’intera somma di 6.800 euro a un complice presentatosi come “commesso”, il quale è poi fuggito a bordo di un’autovettura che lo attendeva poco distante. Il raggiro è stato interrotto in un secondo momento solo grazie all’intervento di un altro figlio della vittima: l’uomo, intuita la frode in corso durante un’ulteriore e pressante richiesta di denaro al telefono, ha prontamente allertato il 112.
L’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di Ceprano ha consentito l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza della zona, dai quali sono stati estrapolati i fotogrammi del giovane incaricato del ritiro materiale dei contanti. Grazie alla diramazione in ambito nazionale di queste immagini e al fondamentale scambio informativo con i Carabinieri di Carbognano (VT) e Viterbo, che avevano sottoposto a controllo il medesimo soggetto nei mesi precedenti, è stato possibile giungere alla sua rapida identificazione. A suggellare il quadro probatorio, in data 13 marzo 2026, la vittima ha riconosciuto fotograficamente e senza alcuna ombra di dubbio il ventenne tunisino quale esecutore materiale della truffa.
Il Giudice ha ritenuto la custodia cautelare in carcere l’unica misura idonea e proporzionata, ravvisando un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, data la spiccata professionalità dimostrata dall’indagato e il suo stabile inserimento in circuiti criminali dediti a truffe seriali su tutto il territorio nazionale contro soggetti fragili e anziani. Tale restrizione massima si è resa altresì obbligatoria poiché il ventenne si era reso di fatto irreperibile già dal giugno del 2025, allontanandosi da una comunità e disattivando le proprie utenze, circostanza che ha precluso l’applicazione di misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.
Il Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone coglie l’occasione per sottolineare la fondamentale importanza della collaborazione da parte dei cittadini. L’esito positivo di questa operazione è stato reso possibile grazie alla prontezza di spirito dei familiari della vittima, che non si sono lasciati prendere dal panico e hanno immediatamente allertato il 112. Si rinnova l’invito a diffidare sempre di richieste telefoniche di denaro o gioielli da parte di presunti appartenenti alle Forze dell’Ordine, avvocati, sedicenti direttori di uffici postali o funzionari pubblici, e a contattare senza esitazione i numeri di emergenza al primo minimo sospetto, permettendo così interventi tempestivi a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante le quali, come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, l’ indagato potrà far valere le sue difese ai sensi del c.p.p. e si presume non colpevole sino a condanna definitiva.
