Venerdì 30 Ottobre 2026 09:10
Reina: la realtà digitale, casa da “abitare”


Aperto dal vicario il primo appuntamento del cammino su Magnifica Humanitas nell'tempo dell'IA, promosso dall'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria con 4 università cattoliche della Capitale. «Laboratorio e opportunità di arricchimento»
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Un’occasione di crescita e di arricchimento reciproco per abitare il tempo della rivoluzione tecnologica. Il primo appuntamento «di un cammino condiviso che abbiamo il desiderio di continuare». Il cardinale vicario Baldo Reina ha aperto ieri sera, 29 novembre, il “Dialogo in cattedrale” promosso dall’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato su “La Magnifica Humanitas nel tempo dell’IA”. Guardando all’enciclica di Papa Leone XIV, di cui ha portato il saluto ai tanti docenti e studenti presenti nella basilica di San Giovanni in Laterano, il porporato ha osservato come «oggi siamo immersi in questa realtà digitale e la abitiamo», per questo è importante «capire chi abita con noi questa casa, chi la governa e che clima si respira», chiamati quindi, proprio alla luce delle suggestioni offerte da “Magnifica Humanitas” ad «avviare un discernimento», ponendoci «domande decisive» e, primariamente, «chiedendoci dove stiamo andando, in che direzione».
Per Reina è dunque importante «sperimentare la bellezza di prenderci del tempo per riflettere insieme, come in un laboratorio e come opportunità di arricchimento anche per la nostra città», affrontando «magari pure qualche dubbio» ma «insieme, creando una bella sinergia che ha bisogno di tempo, di riflessione e di ascolto reciproco», ha spiegato. Ad illustrare le tappe di questo percorso condiviso che coinvolge 4 università cattoliche di Roma – Lumsa, Campus Bio- Medico, Europea e Cattolica – è stato don Maurizio Mirilli, direttore dell’Ufficio diocesano promotore dell’iniziativa. «Abbiamo scelto di approfondire insieme 4 temi sociali di attualità alla luce dei principi della Dottrina sociale della Chiesa: bene comune, solidarietà, sussidiarietà e giustizia sociale», ha illustrato, anticipando i rispettivi 4 incontri che si svolgeranno ciascuno in uno degli atenei coinvolti, da dicembre ad aprile.
Francesco Bonini, rettore della Lumsa, si è detto «grato per questa possibilità di riflettere insieme per definire quel paradigma ricostruttivo come Papa Leone ci ha chiesto»; pure Rocco Papalia, rettore dell’Università Campus Bio-Medico, ha parlato di «una responsabilità da accogliere per riflettere insieme su una delle sfide più grandi del nostro tempo» mentre padre Pedro Barrajón Muñoz, rettore dell’Università Europea, nel suo saluto ha sottolineato «l’importanza centrale della parola “dialogo” che richiede di saper ascoltare, in primo luogo». Da ultimo, Alessandro Gambato, preside della facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma, ha portato il saluto della rettrice Elena Beccalli, sottolineando «l’attualità del tema proposto per la riflessione» laddove «non bisogna temere le nuove tecnologie ma educare ad usarle con competenza». Quindi, moderato dalla giornalista Benedetta Rinaldi, ha avuto luogo uno scambio tra docenti e studenti, alla luce delle parole della “Magnifica Humanitas”.
Monica Lugato, ordinaria di Diritto internazionale alla Lumsa, ha invitato i più giovani a «non perdere la speranza che possa proseguire il cammino di uno sviluppo più equo verso un bene comune globale». Da parte sua, Sara Ramella, direttrice dell’Unità operativa complessa di Radioterapia oncologica del Campus Bio-Medico, ha sottolineato che «quello che vogliamo insegnare ai giovani è sì l’eccellenza nei risultati ma prima di tutto ci sta a cuore la fioritura della persona» perché è «la passione per l’essere umano che nutre quelle competenze che vogliamo tutti arrivare a scrivere nel curriculum». Ancora, l’intervento di Giovanni Farese, docente di Storia dell’economia all’Università Europea, sul «grande principio sociale della sussidiarietà» inteso come «possibilità di rinnovamento perché offre a ognuno di noi un’animazione dal basso della società nella responsabilità e nella partecipazione per una nuova democratizzazione». Da ultima, Daniela Chieffo, docente di Psicologia generale alla Cattolica, ha considerato come «l’IA è un supporto e un aiuto ma è nell’integrazione dei saperi che possiamo capire e sentire chi siamo e riconoscere la nostra identità».
30 ottobre 2026
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