Venerdì 30 Ottobre 2026 09:10
Tivoli fa sistema a Paestum, l’asse istituzionale per conquistare il turismo globale e superare il “mordi e fuggi”
Non solo una vetrina, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti geopolitica e culturale. La ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum – la prestigiosa kermesse internazionale ospitata negli spazi rigenerati dell’ex Tabacchificio – si trasforma nel trampolino di lancio per il nuovo corso turistico di Tivoli. A tracciare la rotta è […]
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Non solo una vetrina, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti geopolitica e culturale. La ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum – la prestigiosa kermesse internazionale ospitata negli spazi rigenerati dell’ex Tabacchificio – si trasforma nel trampolino di lancio per il nuovo corso turistico di Tivoli. A tracciare la rotta è il primo cittadino, Marco Innocenzi, arrivato nel Cilento con l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico tiburtino in un hub strategico capace di attrarre investimenti e flussi globali de-stagionalizzati.
La sfida, d’altronde, si gioca su un tavolo internazionale. E Tivoli si presenta all’appuntamento forte di una delegazione istituzionale e tecnica di primo piano. Al fianco del sindaco, a sottolineare la sinergia scientifica ed esecutiva, c’era Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este (VILLÆ), affiancato da Alessia Pieretti e Manuela Chioccia, consigliera delegata della Città metropolitana di Roma Capitale. Una presenza corale che testimonia la volontà di superare i vecchi campanilismi storici per inserire l’area tiburtina all’interno dei grandi circuiti della Città Metropolitana.
Ad accendere i riflettori sulla città è stata la proiezione di un video-documentario d’impatto cinematografico, pensato specificamente per la platea di buyer, tour operator e giornalisti presenti a Paestum. Le immagini hanno ridefinito la geografia della bellezza locale: se da un lato spiccano i due pesi massimi già riconosciuti come patrimonio mondiale dall’Unesco – l’architettura imperiale di Villa Adriana e le meraviglie rinascimentali e idrauliche di Villa d’Este -, dall’altro la narrazione ha voluto valorizzare l’archeologia monumentale del Santuario di Ercole Vincitore e il romanticismo naturalistico di Villa Gregoriana.
“Il nostro patrimonio non è un museo statico da cartolina, ma una risorsa viva in grado di produrre economia, identità e valore per tutto il territorio della Valle dell’Aniene”, hanno spiegato a margine della presentazione i membri della delegazione. L’idea di fondo, che si inserisce perfettamente nel dibattito sulla governance dei parchi autonomi affrontato durante i giorni della Borsa, è quella di un “turismo dell’esperienza”. Non più il visitatore “mordi e fuggi” che si limita a una rapida escursione da Roma, ma un viaggiatore consapevole, attratto dalla stratificazione storica di una delle città più antiche d’Italia.
La partecipazione alla rassegna salernitana rappresenta così il primo tassello di una strategia a lungo termine. In un mercato turistico globale sempre più competitivo e frammentato, la scommessa di Tivoli è ambiziosa: dimostrare che dietro la grande ombra della Capitale esiste un ecosistema culturale autonomo, moderno e pronto a dialogare con il mondo.
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