Venerdì 30 Ottobre 2026 19:10
L’artista romana Maria Cristina Crespo alla 61^ Biennale d’Arte di Venezia con la mostra “Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo” fino al 22 novembre
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C’È ANCHE ROMA ALLA BIENNALE DI VENEZIA
“INFINITO CABINET. MARIA CRISTINA CRESPO”
a cura di Giusy Caroppo
Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Organizzato da Eclettica Cultura dell’Arte
Cosa significa costruire un linguaggio artistico fondato sulla memoria in un’epoca dominata dalla velocità e dall’immediatezza? Quale altra idea di cultura può ancora affermare l’artista contemporaneo, percorrendo un viaggio tra Letteratura, Arte, Mito, Religione, Filosofia e Luoghi di appartenenza? E ancora, in che modo opporsi alle mode del sistema dell’arte nell’era dell’algoritmo, ripristinare la posizione di centralità dell’essere umano e fornendo un antidoto alla disumanizzazione e alla cancel culture, basato sulla rilettura del passato e la contaminazione con il presente?
Proprio a partire da questi interrogativi, la mostra “Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo” intende presentare un teatro iconografico, in cui generi e tempi dialogano: culto di Mitra, arti popolari, Oriente, Occidente, Africa, Asia, Americhe, Mitteleuropa e Mediterraneo; Ovidio, Dante, Novalis, Pasolini, Artaud, Le Mille e una Notte rivivono insieme a miti, santi, eroi, Roma medievale, Europa ortodossa, India tessile, Messico barocco, deserti asiatici, luoghi reali o simbolici.
Composta da opere polimateriche, l’installazione incardina la complessa ricerca dell’artista Maria Cristina Crespo nell’alveo del tema della Biennale Arte 2026 “In Minor Keys” di Koyo Kouoh. Una micronarrazione della Storia che prende forma in vasi antropomorfi e palcoscenici, tra fondali pittorici, figure bizzarre e abiti di stoffa riciclata, dallo stile grottesco.
La mostra-installazione dal titolo “Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo”, a cura di Giusy Caroppo e organizzato da Eclettica Cultura dell’Arte, è Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026 al
Castello 2145
(Riva San Biasio
). Si configura come una Wunderkammer contemporanea, tra il museo immaginario di André Malraux e l’insondabile biblioteca cosmica di Jorge Luis Borges.
Tre i partner culturali del progetto, la Società Dante Alighieri, la Fondazione Orestiadi che rinnova il legame tra l’artista e Gibellina (TP), oggi “Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026” – dove tra il 2004 e il 2005 l’artista ha lavorato negli atelier della città su invito di Achille Bonito Oliva, elaborando, tra le altre, anche opere ispirate a Le Mille e una notte, di cui due presenti nell’installazione veneziana – e l’Associazione Poggio dei Massi Erratici (Roma).
Si segnala infine il rapporto con la Scuola di Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” di Suzzara, in continuità con la dimensione formativa e sociale dei manufatti di Crespo e con la loro funzione culturale e divulgativa. Comitato scientifico: Mauro Carrera, Critico d’Arte; Carlo Marcello Conti, Poeta visivo; Paolo Gori, collezionista; Macrina Marilena Maffei, Antropologa della magia femminile; Maria Paola Orlandini, regista; Francesco Schiavulli, artista e performer; Maria Strova, Teatro del Respiro; Bianca Tosatti, storica de l’Art Brüt. Supporto all’organizzazione e comunicazione: “CS Art Management” di Carlotta Scarpa. Layout architettonico è a cura degli architetti Monica Petrungaro e Aldo Testolin. Immagine coordinata a cura di Ivan Losapio. Catalogo LuoghInteriori. Main Sponsor: Onyx & Cie SA (Ginevra – CH).

L’ARTISTA. MARIA CRISTINA CRESPO
Nata a Roma nel 1958, vive tra Roma, Parigi e Ginevra. Studia pittura da giovanissima; pubblicista dal 1983, segue il corso di Sociologia e si laurea nel 1984 in “Storia della Critica d’Arte” alla Sapienza di Roma, perfezionandosi nel 1990 in Storia dell’arte Medievale e Moderna con M. Calvesi; frequenta la “Scuola Libera del Nudo” all’Accademia di Belle Arti di Roma. La formazione da medievalista si riflette ben presto nella produzione artistica; una pratica di “fanta-arte” di carattere scientifico e psicoanalitico. È il momento de “Il Ramo d’Oro” (Frazer), della lettura del mito, delle tradizioni popolari e dei viaggi, l’America Latina, l’Asia, una ricerca -da allora a oggi- caratterizzata da un approccio aperto all’arte, alla cultura, alla vita e ad ambiti poco esplorati, come quello dei grandi naif italiani, arricchita da collaborazioni con artisti e intellettuali. Maria Cristina Crespo ha esposto in numerose mostre personali e collettive dal 1986, in Europa e in America.
Tra i numerosi progetti speciali: a cura di Achille Bonito Oliva, ATELIER 2005 (Fondazione Orestiadi Arti Visive, XXIV Gibellina-Trapani), “Via Lattea” opera per la Metropolitana di Napoli (LE STAZIONI DELL’ARTE, Stazione Augusto, linea 6,), l’installazione in ceramica “Giardino della Memoria” (“INTRAMOENIA EXTRART 2010” a cura di Giusy Caroppo e ABO, Castello di Grottaglie-TA). Inoltre, il “Giardino delle Muse Danzanti.
Le Dannunziane” (2015, Museo Casina delle Civette di Villa Torlonia): nell’occasione sono stati pubblicati il catalogo, edito da Allemandi e curato da ABO, “Teatrini dell’Ibrida Immagine” e il libro “Giardino delle Muse Danzanti, Le Dannunziane”, edito da Campanotto (Udine), che vanno ad arricchire la ricca bibliografia, di cui si citano alcune pubblicazioni precedenti: Mario Verdone, “Da Furore d’Amor Mosso” (catalogo della personale, Galleria Il Punto, Roma 1988), Carmine Benincasa “Il Teatro della Memoria” (Catalogo della Mostra “Cameos”, Fondazione Orensanz di New York, ed. Canal Stamperia, Cahiers d’Art, Venezia 1997), Achille Bonito Oliva “CRESPO”, Milano, Electa 1999, Nicola Micieli, in “Ex Voto per il Millennio” (Catalogo della Mostra – evento per il Giubileo, Pisa, Certosa di Calci, ed. Jaka Book, 2000), Renzo Margonari, “Le Bambole della Regina” (catalogo della mostra personale a Mantova, MAM, Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti, agosto 2003), Mauro Carrera in “Sacralità del Profano, Laicità del Sacro” (Catalogo a cura di Marzio dall’Acqua, Gualtieri-RE, 2006).
Nel 2011, la galleria Peccolo di Livorno aveva realizzato il Libro d’Artista “Grand Tour nel Giardino della Memoria” e nel 2020 è stata protagonista del documentario, curato da Maria Paola Orlandini, “Clandestine”. Ha contribuito con scritti o illustrazioni a progetti editoriali per numerose riviste; dal 2004 al 2015 ha collaborato con RAI EDUCATIONAL (Magazzini Einstein, Chi ha Paura di Monna Lisa e Art News).
INFORMAZIONI SULLA MOSTRA
Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Titolo: Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo
Sede espositiva:
Castello 2145 (Riva San Biasio) – Venezia
Espositore: Maria Cristina Crespo
Curatrice: Giusy Caroppo
Organizzatore: Eclettica Cultura dell’Arte (Barletta-BT). Presidente Stefano Faccini
Ingresso libero dal 9 maggio al 22 novembre 2026, dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00
