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Domenica 1 Novembre 2026 10:11

Le pillole di Polly: recensione di “La stanza delle verità” di Clara Sánchez

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Un tempo, Nuria era una donna piena di vita.

Merito del suo successo come scrittrice, certo; il pubblico adorava i suoi romanzi e le testate giornalistiche più prestigiose facevano a gara per accaparrarsi i suoi articoli.
Nella vita privata, poi, non disdegnava l’avventura. Quando era ancora single amava andare incontro all’ignoto viaggiando in terre lontane e sconosciute; in seguito, aveva incontrato un uomo affascinante e aveva messo su famiglia.
Apparentemente, quindi, aveva tutto per essere felice.
Eppure, con il passare degli anni qualcosa, in lei, era cambiato, e aveva cominciato a essere sempre meno interessata ad interagire con i suoi simili.
La situazione era degenerata al punto che la donna si era convinta di essere felice solo quando era protetta dalle mura di Tirana, la sua villa di lusso alle porte di Madrid.
Ma il destino, si sa, si diverte a scombinare le carte, specie quando le persone ritengono di aver raggiunto delle certezze.
Così, nella vita di Nuria entra la giovane Nina, che le viene presentata come la fidanzata del figlio.
E a quel punto, per lei, nulla sarà come prima.
“La stanza delle verità” è il nuovo libro di Clara Sánchez, scrittrice spagnola famosissima in Italia soprattutto per il romanzo “Il profumo delle foglie di limone”.
Rispetto alle sue opere precedenti, l’ultima fatica dell’autrice presenta delle diversità. I suoi romanzi, infatti, di solito contengono elementi di mistero, legami invisibili, perfino intuizioni al limite del sovrannaturale. “La stanza delle verità”, invece, affronta un tema assai concreto: quello della depressione, che colpisce la protagonista in modo talmente subdolo che non ne è nemmeno consapevole. Pur senza rinunciare del tutto a una certa atmosfera di mistero e magia, dunque, Sánchez si cala nella realtà quotidiana, mettendo in scena il disagio psicologico.
Il risultato, tuttavia, non è del tutto convincente. Il personaggio della protagonista, che la depressione ha reso egoista e priva di scrupoli, non suscita alcuna simpatia, ma in questo non c’è nulla di strano; un libro che tratta di depressione deve essere disturbante per forza di cose.
Eppure, la sensazione è che Sánchez sviluppi il tema in modo piuttosto freddo, senza trasmettere alcuna emozione, quasi che gli eventi che racconta siano lontani da lei anni luce. Così, la trama non decolla mai, e risulta poco credibile e contraddittoria in alcuni punti.
“La stanza delle verità” si può quindi considerare l’opera minore di una scrittrice che ci ha abituato a ben altri livelli; probabilmente, Sánchez dà il meglio di sé quando affronta il mistero.
L’augurio è che nei suoi prossimi romanzi torni a farlo.
Federica Focà
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