Lunedì 2 Novembre 2026 12:11
Roma, due bombe carta esplodono nella notte a Casal Bruciato e Tor Bella Monaca: palazzi danneggiati
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Due esplosioni a venti minuti di distanza nella periferia est della Capitale. Distrutte vetrate e danneggiati alcuni appartamenti, ma non si registrano feriti. La polizia indaga su un possibile collegamento tra gli episodi.
Due bombe carta esplose a distanza di appena venti minuti, due palazzine danneggiate e residenti svegliati nel cuore della notte da forti boati. È quanto accaduto a Roma tra domenica 1° e lunedì 2 novembre 2026, nei quartieri di Casal Bruciato e Tor Bella Monaca.
Il primo ordigno è esploso intorno all’1:00 in via di Casal Bruciato, mentre il secondo è deflagrato alle 1:20 in via Giacomo Galopini, a Tor Bella Monaca.
Entrambe le esplosioni si sono verificate all’interno degli androni condominiali, provocando danni agli edifici. Fortunatamente, non risultano persone ferite.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e verificare l’eventuale esistenza di un collegamento tra i due episodi.
Il primo allarme è scattato intorno all’una di notte, all’altezza del civico 53 di via di Casal Bruciato, nel IV Municipio di Roma.
Secondo le prime ricostruzioni, un ordigno artigianale sarebbe stato collocato nell’androne dell’edificio prima di essere fatto esplodere.
La violenza della deflagrazione ha mandato in frantumi il vetro del portone d’ingresso e danneggiato le vetrate della palazzina, con conseguenze visibili fino al secondo piano.
Il forte boato ha spaventato i residenti, sorpresi dall’esplosione durante la notte.
«Abbiamo avuto paura», hanno raccontato alcuni abitanti dello stabile ad Adnkronos.
Nonostante i danni materiali, non si registrano feriti.
Appena venti minuti dopo, intorno all’1:20, una seconda esplosione è stata segnalata in via Giacomo Galopini 21, nel quartiere di Tor Bella Monaca.
Anche in questo caso, una bomba carta è esplosa nell’androne di un edificio residenziale.
La deflagrazione ha investito la porta d’accesso alla palazzina, danneggiando anche alcune parti di due appartamenti situati al piano terra.
L’episodio presenta modalità simili a quelle dell’esplosione avvenuta poco prima a Casal Bruciato.
Anche a Tor Bella Monaca non risultano persone ferite, ma i danni agli immobili e la vicinanza temporale tra i due eventi hanno richiamato l’attenzione degli investigatori.
Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire se i due ordigni siano riconducibili a un’unica azione o a episodi distinti.
A destare particolare attenzione sono la breve distanza temporale tra le esplosioni e le analogie nelle modalità utilizzate.
Al momento, tuttavia, non è stato accertato un collegamento tra i due attentati, né sono stati resi noti elementi che consentano di individuare con certezza gli autori o il movente.
Gli investigatori stanno esaminando quanto accaduto anche alla luce di altri episodi simili registrati negli ultimi mesi nella Capitale.
Le esplosioni di Casal Bruciato e Tor Bella Monaca si inseriscono in un contesto segnato da numerosi attentati dinamitardi che, dal 2025, hanno interessato diversi quartieri romani.
Tra le zone coinvolte figurano Ostia, San Basilio, Castelverde, La Rustica e diversi quartieri del quadrante est.
In alcuni casi gli ordigni sono stati collocati nei pressi di edifici residenziali e garage, mentre in altri hanno preso di mira attività commerciali.
Tra gli obiettivi colpiti negli ultimi mesi figurano autosaloni, autonoleggi, sale scommesse, negozi, locali e altre attività presenti nella periferia della Capitale.
Una serie di episodi sui quali polizia e carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, stanno svolgendo accertamenti per verificare l’esistenza di eventuali legami.
Tra le piste prese in considerazione dagli investigatori per alcuni degli attentati avvenuti a Roma est figura quella di possibili contrasti legati al controllo delle piazze di spaccio.
Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa che non può essere automaticamente estesa a tutti gli episodi.
In particolare, per le due esplosioni della notte del 2 novembre non sono stati ancora chiariti i possibili obiettivi né le ragioni degli attacchi.
Le indagini dovranno stabilire se i due ordigni siano collegati tra loro e se possano essere inseriti nella più ampia sequenza di attentati registrata nella Capitale.
Le due esplosioni hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei quartieri residenziali della periferia romana.
A preoccupare è soprattutto il fatto che gli ordigni siano stati collocati all’interno di edifici abitati, esponendo potenzialmente i residenti a conseguenze gravi.
Sebbene non si siano registrati feriti, i danni alle palazzine e agli appartamenti testimoniano la forza delle deflagrazioni.
Gli accertamenti delle forze dell’ordine proseguono per identificare i responsabili e chiarire se dietro i due episodi possa esserci una strategia intimidatoria comune.
