Domenica 1 Novembre 2026 22:11
Roma corre, il cuore batte: la Corsa dei Santi regala emozioni e grandi vittorie
Oltre 5.000 runner invadono le strade della Capitale nella mattinata di Ognissanti. Federica Del Buono
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Oltre 5.000 runner invadono le strade della Capitale nella mattinata di Ognissanti. Federica Del Buono e Jean Marie Vianney Niyomukiza conquistano il successo nella 18ª edizione di una manifestazione dove ogni passo racconta una storia di passione, sacrificio e solidarietà.
ROMA – C’è un momento, prima dello sparo di partenza, in cui tutto sembra fermarsi. Migliaia di cuori battono all’unisono, gli occhi sono puntati verso il percorso e il silenzio lascia spazio all’attesa. Poi il via. E Roma, ancora una volta, si mette a correre, Nella mattinata di Ognissanti, la Capitale ha ospitato la diciottesima edizione della Corsa dei Santi, trasformando le proprie strade in un fiume di colori, sorrisi e fatica. Oltre 5.000 partecipanti, provenienti da 45 Paesi, hanno dato vita a una manifestazione che va ben oltre la semplice competizione sportiva. Tra la maestosità di San Pietro e la storia millenaria dei Fori Imperiali, ogni atleta ha portato con sé una sfida personale, un sogno da inseguire, un traguardo da raggiungere. E al termine dei 9,5 chilometri, due nomi hanno illuminato la giornata: Federica Del Buono e Jean Marie Vianney Niyomukiza.
Del Buono, una vittoria che vale il doppio
Ci sono vittorie che si misurano con il cronometro e altre che raccontano qualcosa di più profondo. Quella di Federica Del Buono appartiene a entrambe le categorie. L’azzurra dei Carabinieri ha tagliato il traguardo in 33’33’’, conquistando il successo nella prova femminile al termine di una gara affrontata con determinazione e carattere. Per l’atleta veneta, reduce da uno stop per infortunio, il ritorno alla vittoria rappresenta un momento di grande valore. Dietro ogni passo c’è il lavoro silenzioso degli allenamenti, la pazienza di chi aspetta il momento giusto per tornare e la forza di chi non smette di credere nei propri obiettivi. Alle sue spalle Odette Sawekoua, seconda in 34’27’’, e Sara Carnicelli, terza in 34’57’’. Tre atlete, tre storie, un’unica passione: quella per la corsa.
Niyomukiza, il ritmo del campione
In campo maschile, Jean Marie Vianney Niyomukiza ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione con una prova di grande spessore. Il burundese ha fermato il cronometro a 28’58’’, imponendosi con autorità e dimostrando di avere nelle gambe e nella testa la forza dei grandi interpreti della corsa. Alle sue spalle Freedom Amaniel, vincitore della passata edizione, con il tempo di 29’51’’. Terzo Martino De Nardi, che ha chiuso in 30’11’’. La gara ha regalato ritmo, tensione e spettacolo. Chilometro dopo chilometro, gli atleti hanno affrontato la fatica, cercando di conservare le energie per l’ultimo assalto al traguardo. E quando il traguardo è finalmente arrivato, ogni sforzo si è trasformato in un’emozione.
Una città che diventa un palcoscenico
La Corsa dei Santi ha il privilegio di attraversare una delle città più belle del mondo. La partenza da piazza Pio XII, davanti alla Basilica di San Pietro, ha dato il via a un viaggio di 9,5 chilometri tra monumenti, storia e bellezza. Largo Argentina, il Circo Massimo, i Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Corso e piazza del Popolo: ogni angolo di Roma ha fatto da cornice a una mattinata indimenticabile. Sulle strade, accanto agli atleti più competitivi, hanno corso famiglie, appassionati e semplici cittadini. Per alcuni l’obiettivo era migliorare il proprio tempo; per altri, arrivare fino in fondo. Per tanti, semplicemente, esserci. Perché la corsa ha una magia tutta sua: non importa quanto si sia veloci, ma quanto si abbia voglia di continuare.
Correre per chi non può
Eppure, il traguardo più importante della Corsa dei Santi non è soltanto quello segnato dall’arco d’arrivo. La manifestazione, promossa da Missioni Don Bosco in collaborazione con Opera Romana Pellegrinaggi, ha scelto di dedicare l’edizione 2026 a un progetto solidale nella Repubblica del Congo, con l’obiettivo di realizzare quattro pozzi e reti di distribuzione per garantire acqua potabile a circa 15.000 persone. Un gesto concreto che dà un significato speciale a ogni chilometro percorso. Mentre a Roma migliaia di runner hanno affrontato la fatica della gara, in altre parti del mondo c’è chi ogni giorno deve percorrere chilometri per raggiungere una fonte d’acqua. È questo il legame profondo che unisce lo sport alla solidarietà: la possibilità di trasformare un gesto individuale in un aiuto collettivo.
Quando il traguardo è un’emozione
La Corsa dei Santi si chiude così, tra applausi, sorrisi e la soddisfazione di chi ha raggiunto il proprio obiettivo. Per Federica Del Buono e Jean Marie Vianney Niyomukiza è il giorno della vittoria. Per migliaia di altri partecipanti è il giorno in cui hanno scoperto che la fatica può diventare gioia, che un passo dopo l’altro si può arrivare lontano e che correre insieme significa condividere qualcosa di speciale.Roma, nella giornata di Ognissanti, ha regalato ancora una volta una lezione semplice e potente: non sempre conta arrivare primi. A volte, la vittoria più grande è avere il coraggio di partire.
E quando migliaia di persone corrono con lo stesso cuore, il traguardo diventa molto più di una linea sull’asfalto. Diventa un’emozione che resta.
Fonti: –
fidal.it
– donboscoitalia.it
– corsadeisanti.it
–Foto: –
acidigital.com
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