Lunedì 2 Novembre 2026 16:11
In auto con la droga lungo la Casilina: arrestata a Palestrina
Prosegue senza sosta l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Polizia di Stato del Commissariato di […]
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Prosegue senza sosta l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Polizia di Stato del Commissariato di Colleferro.
Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e delle attività info-investigative finalizzate al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Colleferro hanno denunciato in stato di libertà una donna, sorpresa in possesso di tre involucri contenenti sostanza presumibilmente stupefacente del tipo cocaina.
L’operazione è scaturita da una pregressa attività investigativa che aveva consentito ai poliziotti di concentrare l’attenzione su un’autovettura sospettata di essere utilizzata per effettuare consegne di droga a domicilio nei comuni del territorio.
Nel corso di un servizio di pattugliamento in abiti civili, gli investigatori hanno individuato il veicolo mentre percorreva la via Casilina, nel comune di Labico, in direzione San Cesareo.
Gli agenti, a bordo di un’autovettura con colori di serie, hanno quindi deciso di monitorarne discretamente gli spostamenti, riconoscendo alla guida una donna già nota alle Forze dell’Ordine e recentemente tratta in arresto.
Il pedinamento è proseguito fino al territorio comunale di Palestrina, dove la conducente ha imboccato una strada secondaria caratterizzata da una carreggiata particolarmente stretta e da uno scarso traffico veicolare.
Per evitare di compromettere l’attività investigativa, gli operatori hanno deciso di interrompere il pedinamento e procedere al controllo.
È stato proprio in quel momento che la donna, visibilmente sorpresa dall’improvvisa presenza dei poliziotti, ha tentato di disfarsi della sostanza stupefacente.
Infatti, mentre scendeva dall’autovettura, dalla tasca dei pantaloni le è accidentalmente caduto un involucro termosaldato contenente presumibilmente cocaina.
Uno degli investigatori, accortosi immediatamente dell’accaduto, ha recuperato l’involucro, notando contemporaneamente che la donna, con un gesto fulmineo, estraeva dalla stessa tasca altri involucri, lanciandoli nella vegetazione presente ai margini della strada.
Il tentativo di disfarsi della sostanza non è tuttavia sfuggito all’attenzione degli agenti che, grazie alla prontezza di intervento e al coordinamento tra gli operatori, hanno immediatamente avviato le ricerche nella boscaglia, riuscendo a recuperare altri due involucri contenenti presumibilmente cocaina.
La donna è stata quindi accompagnata presso gli uffici del Commissariato di Colleferro per gli accertamenti di rito.
Le successive perquisizioni personali, veicolari e domiciliari non hanno consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente. Nel corso delle operazioni è stata inoltre rinvenuta la somma complessiva di 120 euro in contanti.
Al termine degli accertamenti, la donna è stata denunciata in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.
L’intervento si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti condotte dalla Polizia di Stato, con particolare attenzione al fenomeno delle consegne a domicilio, una modalità di distribuzione della droga che richiede un costante lavoro di osservazione, monitoraggio e presenza sul territorio.
L’operazione evidenzia ancora una volta l’importanza dell’attività info-investigativa e dello spirito di iniziativa degli agenti del Commissariato di Colleferro, la cui capacità di osservazione e tempestività d’intervento hanno consentito di recuperare anche la sostanza che la donna aveva tentato di occultare nella vegetazione.
Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.
Foto di repertorio
