Lunedì 2 Novembre 2026 14:11
Eventi di Novembre a Roma
Gli Eventi di Novembre a Roma e Dintorni Amici della Pro Loco di Roma!???? Novembre è alle porte e noi vogliamo condividere con voi gli eventi del mese che vi aspettano nella capitale. In questa rubrica mensile abbiamo voluto dare uno spazio speciale alle tradizioni romane di novembre, per riscoprire e ricordare insieme i pezzi […]
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Eventi di Novembre a Roma
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Amici della Pro Loco di Roma!
Novembre è alle porte e noi vogliamo condividere con voi gli eventi del mese che vi aspettano nella capitale. In questa rubrica mensile abbiamo voluto dare uno spazio speciale alle tradizioni romane di novembre, per riscoprire e ricordare insieme i pezzi di storia più autentici della nostra città.

Novembre è alle porte e noi vogliamo condividere con voi gli eventi del mese che vi aspettano nella capitale. In questa rubrica mensile abbiamo voluto dare uno spazio speciale alle tradizioni romane di novembre, per riscoprire e ricordare insieme i pezzi di storia più autentici della nostra città.

Corsa dei Santi 2026 (1 novembre)
La diciottesima edizione della Corsa dei Santi si svolgerà il 1° novembre 2026 con partenza ed arrivo da Piazza San Pietro. Il suo percorso si snoda all’interno del centro storico di Roma, tra piazze, chiese e palazzi gentilizi con una lunghezza di 10 km. Ogni edizione della Corsa si propone di dare maggiore visibilità ad importanti progetti benefici. Tali iniziative di solidarietà vengono sostenute tramite testimonial famosi e una raccolta fondi telefonica nel corso dello “Speciale TG5” dedicato alla Corsa, e più recentemente durante le dirette della trasmissione “Mattino Cinque”.
La diciottesima edizione della Corsa dei Santi si svolgerà il 1° novembre 2026 con partenza ed arrivo da Piazza San Pietro. Il suo percorso si snoda all’interno del centro storico di Roma, tra piazze, chiese e palazzi gentilizi con una lunghezza di 10 km. Ogni edizione della Corsa si propone di dare maggiore visibilità ad importanti progetti benefici. Tali iniziative di solidarietà vengono sostenute tramite testimonial famosi e una raccolta fondi telefonica nel corso dello “Speciale TG5” dedicato alla Corsa, e più recentemente durante le dirette della trasmissione “Mattino Cinque”.
Roma jazz festival: Cinquantesima edizione dedica a Miles Davis (1-24 Novembre)
Il Roma Jazz Festival celebra la sua prestigiosa cinquantesima edizione dal 1 al 24 novembre, offrendo un ricco cartellone di eventi interamente dedicato alla leggendaria figura di Miles Davis. La kermesse si svolgerà in diverse ed iconiche location della Capitale, trasformando i teatri e i club romani nel cuore pulsante della grande musica d’autore e del jazz internazionale. Un appuntamento imperdibile per appassionati e cultori, che per quasi un mese potranno immergersi nelle sonorità e nell’eredità artistica di uno dei più grandi innovatori della storia della musica moderna.
Il Roma Jazz Festival celebra la sua prestigiosa cinquantesima edizione dal 1 al 24 novembre, offrendo un ricco cartellone di eventi interamente dedicato alla leggendaria figura di Miles Davis. La kermesse si svolgerà in diverse ed iconiche location della Capitale, trasformando i teatri e i club romani nel cuore pulsante della grande musica d’autore e del jazz internazionale. Un appuntamento imperdibile per appassionati e cultori, che per quasi un mese potranno immergersi nelle sonorità e nell’eredità artistica di uno dei più grandi innovatori della storia della musica moderna.
LE MIGLIORI COLONNE SONORE HANS ZIMMER, ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA, Teatro Brancaccio
Le migliori colonne sonore di Hans Zimmer; consiste in un concerto-tributo sinfonico eseguito dall’Ensemble Symphony Orchestra, un organico di 50 elementi diretto dal Maestro Giacomo Loprieno. Lo spettacolo offre un percorso musicale attraverso i brani più rappresentativi e premiati del compositore statunitense, tratti da celebri pellicole cinematografiche come Interstellar, Inception, Il Re Leone, Pirati dei Caraibi e Il Cavaliere Oscuro.
L’appuntamento è fissato per lunedì 16 novembre 2026 alle ore 21:00 presso il Teatro Brancaccio di Roma, in Via Merulana 244. I biglietti d’ingresso interi prevedono tariffe differenziate in base al settore scelto: si varia da un prezzo che parte da 30,00 euro per la seconda balconata, fino a 58,00 euro per la Poltronissima A, con disponibilità aggiuntiva per i settori Gold e VIP.
Le migliori colonne sonore di Hans Zimmer; consiste in un concerto-tributo sinfonico eseguito dall’Ensemble Symphony Orchestra, un organico di 50 elementi diretto dal Maestro Giacomo Loprieno. Lo spettacolo offre un percorso musicale attraverso i brani più rappresentativi e premiati del compositore statunitense, tratti da celebri pellicole cinematografiche come Interstellar, Inception, Il Re Leone, Pirati dei Caraibi e Il Cavaliere Oscuro.
L’appuntamento è fissato per lunedì 16 novembre 2026 alle ore 21:00 presso il Teatro Brancaccio di Roma, in Via Merulana 244. I biglietti d’ingresso interi prevedono tariffe differenziate in base al settore scelto: si varia da un prezzo che parte da 30,00 euro per la seconda balconata, fino a 58,00 euro per la Poltronissima A, con disponibilità aggiuntiva per i settori Gold e VIP.
Mostra personale del fotografo Nicola Bertellotti- Cronache dell’Intervallo. (Dal 15 Ottobre al 21 Novembre 2026)
L’evento inserito nella programmazione di Rome Art Week è Cronache dell’intervallo; la prima mostra personale romana del fotografo Nicola Bertellotti, ospitata presso la galleria Basile Contemporary di Roma (in Via di Parione, 10) e curata da Rosa Basile. L’esposizione, a ingresso libero, si svolge dal 15 ottobre al 21 novembre 2026, con orari di apertura al pubblico dalle 11:00 alle 20:00. Il progetto raccoglie tredici opere fotografiche incentrate sul tema dei luoghi abbandonati, delle dimore disabitate e delle architetture in disuso, esplorando il concetto di tempo sospeso tra la memoria di ciò che è stato e la dissoluzione.
Attraverso un rigoroso uso della luce naturale e un’attenta osservazione delle tracce lasciate dall’uomo, le immagini non documentano semplici rovine, ma indagano il rapporto tra presenza e assenza, trasformando l’usura dei materiali e il silenzio degli spazi in una narrazione poetica e di profonda intensità visiva.
L’evento inserito nella programmazione di Rome Art Week è Cronache dell’intervallo; la prima mostra personale romana del fotografo Nicola Bertellotti, ospitata presso la galleria Basile Contemporary di Roma (in Via di Parione, 10) e curata da Rosa Basile. L’esposizione, a ingresso libero, si svolge dal 15 ottobre al 21 novembre 2026, con orari di apertura al pubblico dalle 11:00 alle 20:00. Il progetto raccoglie tredici opere fotografiche incentrate sul tema dei luoghi abbandonati, delle dimore disabitate e delle architetture in disuso, esplorando il concetto di tempo sospeso tra la memoria di ciò che è stato e la dissoluzione.
Attraverso un rigoroso uso della luce naturale e un’attenta osservazione delle tracce lasciate dall’uomo, le immagini non documentano semplici rovine, ma indagano il rapporto tra presenza e assenza, trasformando l’usura dei materiali e il silenzio degli spazi in una narrazione poetica e di profonda intensità visiva.
Musei gratis (1 Novembre)
Domenica 1° novembre torna l’appuntamento con la cultura. Grazie all’iniziativa nazionale del Ministero della Cultura, i musei, i parchi archeologici e i monumenti statali aprono le porte gratuitamente a tutti i visitatori. È l’occasione perfetta per riscoprire la bellezza senza tempo di grandi icone come il Colosseo, il Pantheon o la Galleria Borghese. Che tu voglia passeggiare tra le rovine della storia o ammirare capolavori d’arte unici, questa domenica la città si trasforma in un grande museo a cielo aperto accessibile a tutti.
Domenica 1° novembre torna l’appuntamento con la cultura. Grazie all’iniziativa nazionale del Ministero della Cultura, i musei, i parchi archeologici e i monumenti statali aprono le porte gratuitamente a tutti i visitatori. È l’occasione perfetta per riscoprire la bellezza senza tempo di grandi icone come il Colosseo, il Pantheon o la Galleria Borghese. Che tu voglia passeggiare tra le rovine della storia o ammirare capolavori d’arte unici, questa domenica la città si trasforma in un grande museo a cielo aperto accessibile a tutti.
Art Déco Week (18 -24 Novembre)
La prima edizione di Art Déco Week, in programma dal 18 al 24 novembre 2026 e ideata dall’associazione Italia Liberty con la direzione di Andrea Speziali, è un festival nazionale dedicato alla valorizzazione della cultura artistica, architettonica e decorativa del primo Novecento. Trattandosi di un’iniziativa d’esordio, per approfondire il programma completo e i dettagli operativi è possibile consultare il portale ufficiale Italia Liberty.
La prima edizione di Art Déco Week, in programma dal 18 al 24 novembre 2026 e ideata dall’associazione Italia Liberty con la direzione di Andrea Speziali, è un festival nazionale dedicato alla valorizzazione della cultura artistica, architettonica e decorativa del primo Novecento. Trattandosi di un’iniziativa d’esordio, per approfondire il programma completo e i dettagli operativi è possibile consultare il portale ufficiale Italia Liberty.
L’appuntamento principale previsto nella Capitale si terrà giovedì 19 novembre 2026 alle ore 16:30 presso il Bettoja Hotel Mediterraneo, in Via Cavour 15, con una visita guidata dal titolo Roma Déco: alberghi, cinema e lusso degli anni Trenta, focalizzata sulle architetture e sulle atmosfere del periodo tra le due guerre.
Roma Arte in Nuvola 2026 (20 – 22 novembre 2026)
Roma Arte in Nuvola è la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea giunta alla sua sesta edizione, in programma dal 20 al 22 novembre 2026 presso il Roma Convention Center La Nuvola nel quartiere EUR della Capitale. La manifestazione riunisce numerose gallerie nazionali e internazionali, articolandosi in sezioni che spaziano dalle avanguardie storiche alla fotografia, dai progetti monografici (Solo Show) alle nuove frontiere dei new media (New Entries), con la Germania scelta come Paese ospite
per l’edizione corrente. L’evento si configura come uno spazio di dialogo tra il mercato dell’arte, le istituzioni e il pubblico, offrendo un ricco palinsesto di mostre, installazioni, performance, talk e premi dedicati alla valorizzazione dei linguaggi artistici contemporanei.
Roma Arte in Nuvola è la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea giunta alla sua sesta edizione, in programma dal 20 al 22 novembre 2026 presso il Roma Convention Center La Nuvola nel quartiere EUR della Capitale. La manifestazione riunisce numerose gallerie nazionali e internazionali, articolandosi in sezioni che spaziano dalle avanguardie storiche alla fotografia, dai progetti monografici (Solo Show) alle nuove frontiere dei new media (New Entries), con la Germania scelta come Paese ospite
per l’edizione corrente. L’evento si configura come uno spazio di dialogo tra il mercato dell’arte, le istituzioni e il pubblico, offrendo un ricco palinsesto di mostre, installazioni, performance, talk e premi dedicati alla valorizzazione dei linguaggi artistici contemporanei.
Giovedì alla GNAMC (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) – aperture serali (da
giovedì 10 settembre 2026 e fino al 17 dicembre 2026)
Giovedì alla GNAMC è l’iniziativa della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (situata in Viale delle Belle Arti 131) che prevede aperture serali straordinarie ogni giovedì, dal 10 settembre al 17 dicembre 2026, con orario continuato dalle 19:00 alle 23:00 (ultimo ingresso alle 22:00) al costo di 10 euro, fatte salve le gratuità di legge. La rassegna offre l’opportunità di visitare la collezione permanente e le mostre in corso arricchendosi di un calendario di eventi speciali, presentazioni, talk e proiezioni; per consultare il programma dettagliato delle serate e gli aggiornamenti è possibile visitare la pagina ufficiale dell’evento sul sito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
giovedì 10 settembre 2026 e fino al 17 dicembre 2026)
Giovedì alla GNAMC è l’iniziativa della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (situata in Viale delle Belle Arti 131) che prevede aperture serali straordinarie ogni giovedì, dal 10 settembre al 17 dicembre 2026, con orario continuato dalle 19:00 alle 23:00 (ultimo ingresso alle 22:00) al costo di 10 euro, fatte salve le gratuità di legge. La rassegna offre l’opportunità di visitare la collezione permanente e le mostre in corso arricchendosi di un calendario di eventi speciali, presentazioni, talk e proiezioni; per consultare il programma dettagliato delle serate e gli aggiornamenti è possibile visitare la pagina ufficiale dell’evento sul sito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
BOOM. Vita, avventura e morte del miracolo italiano. Altrove teatro studio (8 Novembre)
Lo spettacolo toccherà il periodo del boom economico dell’Italia del dopoguerra. Attraverso i brani iconici del cantautorato, le pagine del nostro cinema e i grandi marchi che hanno fatto conoscere il nostro paese ascolteremo vita, avventura e morte del miracolo italiano. I protagonisti saranno Ottavia Bianchi alla voce; Giacomo Ronconi alla chitarra; Gino Binchi alla batteria, percussioni e tastiera e la regia è affidata a Giorgio Latini.
Lo spettacolo toccherà il periodo del boom economico dell’Italia del dopoguerra. Attraverso i brani iconici del cantautorato, le pagine del nostro cinema e i grandi marchi che hanno fatto conoscere il nostro paese ascolteremo vita, avventura e morte del miracolo italiano. I protagonisti saranno Ottavia Bianchi alla voce; Giacomo Ronconi alla chitarra; Gino Binchi alla batteria, percussioni e tastiera e la regia è affidata a Giorgio Latini.
Med film Festival 5-15 novembre
Il MedFilm Festival è la 32ª edizione della più longeva manifestazione cinematografica della Capitale interamente dedicata alle cinematografie del Mediterraneo, in programma a Roma dal 5 al 15 novembre 2026. L’evento si sviluppa in diverse sale cittadine (tra cui The Space Cinema – Moderno, la Casa del Cinema e il Teatro Palladium) e propone un ricco cartellone di anteprime, lungometraggi, cortometraggi, masterclass e focus tematici focalizzati sul dialogo interculturale e sulla visione
collettiva. All’interno del festival trovano spazio anche i MedMeetings, la piattaforma industry dedicata ai professionisti del settore e alla coproduzione internazionale, con un’attenzione particolare ai Paesi euromediterranei, mediorientali e dell’Africa subsahariana.
Il MedFilm Festival è la 32ª edizione della più longeva manifestazione cinematografica della Capitale interamente dedicata alle cinematografie del Mediterraneo, in programma a Roma dal 5 al 15 novembre 2026. L’evento si sviluppa in diverse sale cittadine (tra cui The Space Cinema – Moderno, la Casa del Cinema e il Teatro Palladium) e propone un ricco cartellone di anteprime, lungometraggi, cortometraggi, masterclass e focus tematici focalizzati sul dialogo interculturale e sulla visione
collettiva. All’interno del festival trovano spazio anche i MedMeetings, la piattaforma industry dedicata ai professionisti del settore e alla coproduzione internazionale, con un’attenzione particolare ai Paesi euromediterranei, mediorientali e dell’Africa subsahariana.
Memoria di ragazza: Teatro valle (10-22 Novembre)
Memoria di ragazza, tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux (edito in Italia da L’orma editore) con l’adattamento di Silvia Costa e Ewald Palmetshofer e la regia di Silvia Costa, è lo spettacolo in programma al Teatro Valle di Roma dal 10 al 22 novembre 2026, inserito nella stagione del Teatro di Roma in corealizzazione con il Romaeuropa Festival. La pièce porta in scena un racconto intimo, biografico e sociale interpretato da un trio di attrici (Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi), incentrato sull’estate dei diciotto anni dell’autrice, sul tema della prima esperienza sessuale, della vergogna e della presa di coscienza della sottomissione femminile, restituito attraverso un rigoroso impianto visivo e drammaturgico che evoca la dimensione della camera oscura e del tempo della memoria.
Memoria di ragazza, tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux (edito in Italia da L’orma editore) con l’adattamento di Silvia Costa e Ewald Palmetshofer e la regia di Silvia Costa, è lo spettacolo in programma al Teatro Valle di Roma dal 10 al 22 novembre 2026, inserito nella stagione del Teatro di Roma in corealizzazione con il Romaeuropa Festival. La pièce porta in scena un racconto intimo, biografico e sociale interpretato da un trio di attrici (Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi), incentrato sull’estate dei diciotto anni dell’autrice, sul tema della prima esperienza sessuale, della vergogna e della presa di coscienza della sottomissione femminile, restituito attraverso un rigoroso impianto visivo e drammaturgico che evoca la dimensione della camera oscura e del tempo della memoria.
Riff festival 21 -28 novembre
Il RIFF – Rome Independent Film Festival giunge quest’anno alla sua 25ª edizione, confermandosi come uno dei punti di riferimento storici per il cinema indipendente nella Capitale e a livello internazionale. La manifestazione promuove la cinematografia indipendente attraverso un concorso articolato in lungometraggi, documentari, cortometraggi di finzione, animazione e sezioni speciali dedicate ai nuovi linguaggi dell’audiovisivo. Il festival offre al pubblico e ai professionisti del settore proiezioni in sala, incontri con gli autori, masterclass e giurie dedicate, valorizzando la ricerca e la sperimentazione espressiva di registi emergenti e affermati provenienti da tutto il mondo.
Il RIFF – Rome Independent Film Festival giunge quest’anno alla sua 25ª edizione, confermandosi come uno dei punti di riferimento storici per il cinema indipendente nella Capitale e a livello internazionale. La manifestazione promuove la cinematografia indipendente attraverso un concorso articolato in lungometraggi, documentari, cortometraggi di finzione, animazione e sezioni speciali dedicate ai nuovi linguaggi dell’audiovisivo. Il festival offre al pubblico e ai professionisti del settore proiezioni in sala, incontri con gli autori, masterclass e giurie dedicate, valorizzando la ricerca e la sperimentazione espressiva di registi emergenti e affermati provenienti da tutto il mondo.
La città di Roma non è solo un immenso patrimonio di storia e bellezza, ma custodisce anche un ricco mosaico di tradizioni, memorie e leggende nate dal passato. Se alcune di queste usanze sono state tramandate con entusiasmo, arricchendosi nel tempo di nuove sfumature, di altre purtroppo conosciamo solo il nome, perdendo di vista la storia affascinante che celano. Come Pro Loco di Roma, il nostro obiettivo è proprio questo: riscoprire e raccontare queste storie per fare in modo che continuino a vivere, a risuonare e ad avere un futuro nel cuore di chi ama la nostra città.
La processione dei Sacconi rossi, 2 novembre
Il 2 novembre, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la Commemorazione dei Defunti, Roma si veste di tradizioni antiche, spesso sospese tra fede, storia e leggenda. Tra le usanze più suggestive e meno note spicca quella legata alla confraternita dei Sacconi Rossi.
I Sacconi Rossi facevano parte dell’antica Veneranda Confraternita de’ devoti di Gesù Cristo al Calvario e
di Maria Santissima Addolorata. Tra i loro compiti di carità vi era quello di ripescare i corpi degli annegati nel Tevere per garantire loro una degna sepoltura. Per svolgere questo prezioso lavoro indossavano delle lunghe tuniche rosse con cappucci a punta, ed è da questo abbigliamento che deriva il nome con cui sono rimasti nella storia di Roma.
Le sepolture avevano un gusto macabro: a seguito di un processo di scarnificazione le ossa venivano composte e disposte in modo artistico all’interno della cripta sotterranea, seguendo un gusto barocco e scenografico, simile alla celebre Cripta dei Cappuccini di Via Veneto.
La confraternita perse gradualmente i suoi aderenti, però la sua eredità è stata raccolta dall’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto e dai padri dell’ospedale Fatebenefratelli.
Il 2 novembre, in occasione della Memoria dei defunti si tiene dunque una processione che parte dalla Chiesa di San Giovanni Calibita, in seguito alla celebrazione di una Messa, e arriva alla banchina del Tevere all’Isola Tiberina, dove una corona di fiori viene gettata nel Fiume in memoria di tutte le persone che vi sono morte annegate e di tutti i defunti senza nome periti in calamità naturali e guerre. Per l’occasione apre al pubblico anche il cimitero sotterraneo.
Il 2 novembre, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la Commemorazione dei Defunti, Roma si veste di tradizioni antiche, spesso sospese tra fede, storia e leggenda. Tra le usanze più suggestive e meno note spicca quella legata alla confraternita dei Sacconi Rossi.
I Sacconi Rossi facevano parte dell’antica Veneranda Confraternita de’ devoti di Gesù Cristo al Calvario e
di Maria Santissima Addolorata. Tra i loro compiti di carità vi era quello di ripescare i corpi degli annegati nel Tevere per garantire loro una degna sepoltura. Per svolgere questo prezioso lavoro indossavano delle lunghe tuniche rosse con cappucci a punta, ed è da questo abbigliamento che deriva il nome con cui sono rimasti nella storia di Roma.
Le sepolture avevano un gusto macabro: a seguito di un processo di scarnificazione le ossa venivano composte e disposte in modo artistico all’interno della cripta sotterranea, seguendo un gusto barocco e scenografico, simile alla celebre Cripta dei Cappuccini di Via Veneto.
La confraternita perse gradualmente i suoi aderenti, però la sua eredità è stata raccolta dall’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto e dai padri dell’ospedale Fatebenefratelli.
Il 2 novembre, in occasione della Memoria dei defunti si tiene dunque una processione che parte dalla Chiesa di San Giovanni Calibita, in seguito alla celebrazione di una Messa, e arriva alla banchina del Tevere all’Isola Tiberina, dove una corona di fiori viene gettata nel Fiume in memoria di tutte le persone che vi sono morte annegate e di tutti i defunti senza nome periti in calamità naturali e guerre. Per l’occasione apre al pubblico anche il cimitero sotterraneo.
La Giornata dell’Unità Nazionale e il treno del milite ignoto, 4 novembre
Il 4 novembre 1918 entra in vigore l’Armistizio di Villa Giusti, ovvero la resa dell’Impero austro-ungarico che significa per l’Italia la fine della Prima guerra mondiale. L’Italia ha pagato 650 mila caduti, senza contare feriti e mutilati. Tre anni dopo, un convoglio partito da Aquileia porta a Roma, al termine di una lunga e commovente marcia, la salma del milite ignoto, scelta come simbolo di tutti i caduti tra 11 bare identiche contenenti i resti di altrettanti soldati non identificati. Il 4 novembre 1921 la salma è trasportata su un affuso di cannone a piazza Venezia e tumulata con i massimi onori militari nel sacello dell’Altare della Patria. Al milite ignoto rendono omaggio il Presidente della Repubblica e le massime cariche dello Stato ogni 4 novembre, in occasione delle celebrazioni di quella che oggi è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nel giorno della ricorrenza al Palazzo del Quirinale viene effettuato in forma solenne il Cambio della Guardia con il Reggimento Corazzieri e la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo in alta uniforme. Inoltre, per onorare la memoria di tutti i caduti per l’Unità d’Italia e mantenere il ricordo, dal 2021, centenario del milite ignoto, uno speciale convoglio attraversa il Paese per raggiungere la stazione di Termini di Roma il 4 novembre: il Treno della Memoria.
Il 4 novembre 1918 entra in vigore l’Armistizio di Villa Giusti, ovvero la resa dell’Impero austro-ungarico che significa per l’Italia la fine della Prima guerra mondiale. L’Italia ha pagato 650 mila caduti, senza contare feriti e mutilati. Tre anni dopo, un convoglio partito da Aquileia porta a Roma, al termine di una lunga e commovente marcia, la salma del milite ignoto, scelta come simbolo di tutti i caduti tra 11 bare identiche contenenti i resti di altrettanti soldati non identificati. Il 4 novembre 1921 la salma è trasportata su un affuso di cannone a piazza Venezia e tumulata con i massimi onori militari nel sacello dell’Altare della Patria. Al milite ignoto rendono omaggio il Presidente della Repubblica e le massime cariche dello Stato ogni 4 novembre, in occasione delle celebrazioni di quella che oggi è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nel giorno della ricorrenza al Palazzo del Quirinale viene effettuato in forma solenne il Cambio della Guardia con il Reggimento Corazzieri e la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo in alta uniforme. Inoltre, per onorare la memoria di tutti i caduti per l’Unità d’Italia e mantenere il ricordo, dal 2021, centenario del milite ignoto, uno speciale convoglio attraversa il Paese per raggiungere la stazione di Termini di Roma il 4 novembre: il Treno della Memoria.
San Martino e il mosto, 11 novembre
L’11 novembre da tradizione si celebra la festa di San Martino per onorare la figura di Martino di Tours, un vescovo e militare romano. Attorno alla sua figura ruota una leggenda secondo cui nel 335, il soldato Martino si imbatté in un mendicante quasi nudo. Per proteggerlo dal freddo, decise di tagliare a metà il proprio mantello e dargliene una parte. Subito dopo quel gesto, il mito ci racconta che il cielo si aprì improvvisamente e l’aria si fece più mite. Da qui nasce la celebre definizione di “estate di San Martino”, usata per descrivere i giorni di sole e tepore che talvolta travolgono l’Italia proprio in questo periodo. Questa festività è celebrata in molti Paesi cristiani d’Europa, ciascuno con usanze e tradizioni proprie. “A San Martino ogni mosto è vino” … Storicamente l’estate di San Martino coincideva proprio con la maturazione del mosto e con l’assaggio del primo vino.
Inoltre il Santo è storicamente associato alla figura dei mariti ingannati, probabilmente in riferimento agli amori adulterini di Marte (di cui Martino è il diminutivo) oppure perché quel periodo dell’anno coinciderebbe con le fiere del bestiame composto in buona parte da animali forniti di corna. In queste occasioni i contadini lasciavano le mogli a casa, che, indisturbate, avrebbero ceduto ai desideri carnali.
Nella Roma del XIX secolo, l’Arciconfraternita di San Martino dava vita a una processione goliardica in occasione della festività del santo. I partecipanti, definiti i “felici cornutelli”, innalzavano lodi al santo e sfilavano passando sotto un arco situato accanto a Palazzo Sciarra, dimora dei principi di Carbognano (un monumento purtroppo demolito in seguito per permettere l’allargamento di via del Corso). Da questo rito popolare è nata una delle espressioni più ironiche del dialetto romanesco: per descrivere un marito
particolarmente sfortunato nelle vicende sentimentali, si era soliti dire “non passa neppure per l’arco dei
Carbognani”.
L’11 novembre da tradizione si celebra la festa di San Martino per onorare la figura di Martino di Tours, un vescovo e militare romano. Attorno alla sua figura ruota una leggenda secondo cui nel 335, il soldato Martino si imbatté in un mendicante quasi nudo. Per proteggerlo dal freddo, decise di tagliare a metà il proprio mantello e dargliene una parte. Subito dopo quel gesto, il mito ci racconta che il cielo si aprì improvvisamente e l’aria si fece più mite. Da qui nasce la celebre definizione di “estate di San Martino”, usata per descrivere i giorni di sole e tepore che talvolta travolgono l’Italia proprio in questo periodo. Questa festività è celebrata in molti Paesi cristiani d’Europa, ciascuno con usanze e tradizioni proprie. “A San Martino ogni mosto è vino” … Storicamente l’estate di San Martino coincideva proprio con la maturazione del mosto e con l’assaggio del primo vino.
Inoltre il Santo è storicamente associato alla figura dei mariti ingannati, probabilmente in riferimento agli amori adulterini di Marte (di cui Martino è il diminutivo) oppure perché quel periodo dell’anno coinciderebbe con le fiere del bestiame composto in buona parte da animali forniti di corna. In queste occasioni i contadini lasciavano le mogli a casa, che, indisturbate, avrebbero ceduto ai desideri carnali.
Nella Roma del XIX secolo, l’Arciconfraternita di San Martino dava vita a una processione goliardica in occasione della festività del santo. I partecipanti, definiti i “felici cornutelli”, innalzavano lodi al santo e sfilavano passando sotto un arco situato accanto a Palazzo Sciarra, dimora dei principi di Carbognano (un monumento purtroppo demolito in seguito per permettere l’allargamento di via del Corso). Da questo rito popolare è nata una delle espressioni più ironiche del dialetto romanesco: per descrivere un marito
particolarmente sfortunato nelle vicende sentimentali, si era soliti dire “non passa neppure per l’arco dei
Carbognani”.
Santa Caterina e i pifferai, 25 novembre
Sull’identità storica di Santa Caterina non ci sono certezze storiche ma la leggenda racconta che venne trasportata dagli angeli sul monte Sinai dopo essere stata martirizzata su una ruota dentata, e poi decapitata, agli inizi del IV secolo. A Roma, sono due le chiese storiche dedicata a Santa Caterina: Santa Caterina della Rota e Santa Caterina dei Funari, dove Ignazio di Loyola aveva fondato nel Cinquecento il Conservatorio di Santa Caterina della Rosa. La notorietà della santa nella Roma dei Papi era legata
soprattutto a una condizione meteorologica: per i romani, il 25 novembre segnava infatti ufficialmente l’inizio della stagione fredda. Si accendeva la legna nei camini e per le strade della città cominciavano a diffondersi le melodie dei pifferai, pastori-musicisti di origine abruzzese o ciociara. Avvolti nelle caratteristiche mantelle, con un cappello a pan di zucchero e le ciocie ai piedi, suonavano la novena di Natale davanti alle edicole sacre, nelle chiese e perfino nelle case, in cambio di denaro, vino e cibo. Una tradizione molto attesa, anche se non tutti apprezzavano fino in fondo il suono delle zampogne e ciaramelle sin dalle prime luci dell’alba. “È gente capace di far odiare la musica”, fu il commento di Stendhal. Il rito fu sospeso dopo l’Unità d’Italia con un’ordinanza che vietava ai pifferai di suonare per strada. La tradizione è ripresa recentemente, in tono minore, fino ai giorni nostri.
Sull’identità storica di Santa Caterina non ci sono certezze storiche ma la leggenda racconta che venne trasportata dagli angeli sul monte Sinai dopo essere stata martirizzata su una ruota dentata, e poi decapitata, agli inizi del IV secolo. A Roma, sono due le chiese storiche dedicata a Santa Caterina: Santa Caterina della Rota e Santa Caterina dei Funari, dove Ignazio di Loyola aveva fondato nel Cinquecento il Conservatorio di Santa Caterina della Rosa. La notorietà della santa nella Roma dei Papi era legata
soprattutto a una condizione meteorologica: per i romani, il 25 novembre segnava infatti ufficialmente l’inizio della stagione fredda. Si accendeva la legna nei camini e per le strade della città cominciavano a diffondersi le melodie dei pifferai, pastori-musicisti di origine abruzzese o ciociara. Avvolti nelle caratteristiche mantelle, con un cappello a pan di zucchero e le ciocie ai piedi, suonavano la novena di Natale davanti alle edicole sacre, nelle chiese e perfino nelle case, in cambio di denaro, vino e cibo. Una tradizione molto attesa, anche se non tutti apprezzavano fino in fondo il suono delle zampogne e ciaramelle sin dalle prime luci dell’alba. “È gente capace di far odiare la musica”, fu il commento di Stendhal. Il rito fu sospeso dopo l’Unità d’Italia con un’ordinanza che vietava ai pifferai di suonare per strada. La tradizione è ripresa recentemente, in tono minore, fino ai giorni nostri.
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