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Lunedì 2 Novembre 2026 18:11

LUCCA60 – “È nato prima l’Artiglio o il Rocket Punch?” Doc Manhattan Alessandro Apreda incontra Go Nagai

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LUCCA – Un incontro partito all’insegna del colore e della passione nerd, come poteva essere altrimenti, quello tra Alessandro Apreda, in arte Dr.Manhattan, e il maestro mangaka Go Nagai.
Accolto dall’affetto travolgente del pubblico, in questa sezione del più lungo incontro tenutosi presso l’auditorium San Romano, il maestro è tornato a riflettere sul suo percorso, sulla trasformazione della fiera toscana e sulle angosce del mondo attuale.

Per Nagai, presente a Lucca già nel lontano 1992, l’impatto con la manifestazione odierna è stato impressionante. Il maestro si è detto incredulo di fronte alla crescita della fiera, sottolineando però come ciò che di più lo ha colpito è vedere come la passione attorno al fumetto e all’animazione sia esplosa in questi trent’anni, un fenomeno che travalica i confini della cittadina toscana per abbracciare l’Italia intera.

Durante il confronto non sono mancate le curiosità per i fan più attenti. Sollecitato da una “domanda nerd” su cosa sia nato prima tra l’artiglio di Devilman e il celebre Rocket Punch (il pugno a reazione) dei suoi super robot, Nagai ha ripercorso la genesi delle sue intuizioni, ammettendo che l’idea di potenziare l’essere umano attraverso le macchine è sempre stata il suo motore creativo ma che sinceramente non ricorda quale delle due armi sia nata per prima, per la delusione del Dr.Manhattan sul palco.
E per il futuro? Il maestro ha confessato che tra i territori ancora non esplorati con le sue opere gli piacerebbe cimentarsi con un’opera puramente fantasy, magari ispirata alle antiche leggende e alla mitologia classica. Non ci dia questa speranza maestro.

Uno dei passaggi più interessanti dell’incontro ha riguardato la nascita del manga di Devilman, opera tra le più popolari al mondo che, agli esordi, dovette fare i conti con gli standard e i cliché dei supereroi occidentali (dalla desinenza “Man” nel nome fino ai “mutandoni alla Superman” imposti nella versione animata).

Nagai ha rivelato un importante retroscena: mentre i produttori dell’anime spingevano per una struttura fortemente supereroistica e commerciale, lui si rendeva conto che la sua storia stava prendendo un’altra direzione. Era un’opera viscerale, pensata per un pubblico adulto. Con coraggio, il maestro scelse di “tradire” i concept e le direttive degli animatori per tirare dritto lungo la propria strada artistica, dando vita al capolavoro oscuro e maturo che tutti conosciamo.

In chiusura del blocco intervista, la moderatrice Cristina Poccardi ha rivolto al maestro una domanda intima sulla sua più grande paura. La risposta di Go Nagai ha mostrato ancora una volta la sua sensibilità e la sua capacità di leggere la società:

«La guerra e la violenza che ci sono nel mondo stanno andando verso scenari apocalittici. Spero sempre che arrivi qualcuno o qualcosa a fermare tutto questo. Le ragioni dietro i conflitti sono tante, diverse tra loro, ma vorrei che qualcosa fermasse questo sviluppo di eventi che ci sta portando in contesti terribili. Non sono un politico e non posso trattare io affinché questi orrori si fermino, ma vorrei davvero che chi ha il potere di farlo agisca ora».

Un messaggio accorato che trasforma l’autore di guerre tra mecha e demoni in uno dei migliori testimonei di pace possibili per il nostro mondo.

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