Lunedì 2 Novembre 2026 19:11
LUCCA 60 – Jonathan Hickman a Lucca: tra mitologie moderne e la sfida di Midnight X-Men
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Jonathan Hickman a Lucca60
Autore di visioni monumentali e architetto di universi complessi, Jonathan Hickman si è raccontato a Lucca in una conferenza stampa fiume, spaziando dal suo approccio tardivo alla scrittura fino al grande ritorno in Marvel con la nuova linea horror Midnight, passando per la storia americana, la morale nei fumetti e la sana competizione con la DC Comics.
Entrato nel mondo dei fumetti in età adulta, a 35 anni, Hickman ha spiegato come questo ritardo abbia alimentato in lui una fame e una dedizione uniche: «Ho iniziato tardi, a 35 anni, e questo mi ha sempre spinto a voler fare di più per dimostrare di poter fare questo lavoro che sognavo sin da bambino. Lo faccio con quello spirito, del lettore, dell’appassionato, del bambino che ero, per farlo ogni volta funzionare e farlo ogni volta sembrare nuovo e fresco».
Parlando dei nuovi Midnight X-Men e dell’introduzione di simboli e figure della religione cristiana al suo interno, l’autore ha chiarito il suo punto di vista: cresciuto come cristiano, vuole utilizzare la religione al pari di qualsiasi altra mitologia come uno strumento per dare profondità e un codice morale alle sue storie, uno strumento ancora più fondamentale in un’epoca, come la nostra, che sembra aver smarrito la propria bussola.
Famoso per l’uso di schemi, infografiche e diagrammi nei suoi fumetti, Hickman ha svelato il trucco dietro questa scelta stilistica: «Li uso come uno stratagemma per riuscire a infilare in un racconto a fumetti ancora più narrativa, un po’ una scorciatoia per arrivare dove voglio arrivare con la sceneggiatura senza allungarne i testi. I fumetti sono più cinematografici, devono seguire i tempi, i testi si riducono e si punta sul visivo».
Hickman si è detto più interessato alle grandi storie piuttosto che a quelle intime. Un’ossessione per i grandi cicli storici e i giochi di potere, la sua, che affonda le radici nel suo passato: «A marzo farò 55 anni. Chi non conosce la storia rischia di ripeterla. La mia vita è iniziata con la guerra fredda e una realtà divisa in due, con la necessità scegliere una parte, poi il mondo è cambiato è arrivata la globalizzazione e non esistevano più fazioni. I cambiamenti storici mi affascinano e vedere intorno a me artisti giovani che non sanno com’era il mondo quando sono cresciuto io mi spinge a riflettere sulla storia e a inserirla nella mia narrazione».
L’autore ha poi parlato del suo ritorno su Midnight X-Men, un progetto che lo ha spinto a proporsi nuovamente perché attratto da un’atmosfera completamente diversa rispetto alla precedente esperienza con la run di Krakoa: «Ho già progettato 6 archi per 36 numeri, sarà molto bello e non ho intenzione di chiudere il progetto con questi 36 numeri, voglio portarla oltre».
Non è mancata una riflessione amara sul finale della gestione Krakoa — «Avevo un’idea di dove volevo andare a parare ma non siamo riusciti a portarla a dama. It sucks» — e sul mercato attuale, dove saluta con favore il rilancio Absolute della DC: «La competizione è la cosa migliore, ci stimola, non importa chi vince, c’è più materiale bello e più fumetti belli per noi da leggere».
