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Lunedì 2 Novembre 2026 17:11

Leone: «Le lacrime tocchino le coscienze di chi ha il potere di far tacere le armi»



L'appello del Papa dal cimitero del Verano, dove ha presieduto la Messa per la commemorazione dei fedeli defunti, deponendo un mazzo di fiori su una tomba. Ad accoglierlo, il vicario Reina e il sindaco Gualtieri. «No all'assurda violenza della guerra»

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Nel giorno in cui la Chiesa celebra la commemorazione di tutti i fedeli defunti, Papa Leone XIV ha invitato a raccogliersi in preghiera «per quanti hanno perso da poco una persona cara; in particolare per coloro ai quali l’ha strappata l’assurda violenza della guerra. Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi!». Un accorato appello alla pace lanciato nel pomeriggio di oggi, lunedì 2 novembre, dal cimitero monumentale del Verano, «luogo di preghiera e di memoria, di affetto e di speranza», dove Prevost ha presieduto la celebrazione eucaristica.

Il cardinale vicario Baldo Reina e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri hanno accolto Leone poco prima delle 16 all’ingresso principale, all’ombra delle quattro imponenti statue in marmo raffiguranti la Meditazione, la Speranza, la Carità e il Silenzio. Istituito in epoca napoleonica in seguito all’editto di Saint-Cloud del 1804, con i suoi 83 ettari il Verano, adiacente alla basilica paleocristiana di San Lorenzo fuori le Mura, è il secondo cimitero più grande d’Italia dopo quello di Flaminio-Prima Porta. Rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. I suoi viali, infatti, custodiscono un ricco patrimonio di scultura, pittura e architettura, quest’ultima legata a nomi illustri quali Giuseppe Valadier e Virginio Vespignani.


(foto: diocesi di Roma/Gennari)
Come già accaduto lo scorso anno, al suo arrivo il vescovo di Roma ha deposto un mazzo di crisantemi bianchi e gialli sulla tomba della famiglia Nicolini, una delle prime all’ingresso del cimitero, e ha sostato qualche istante in preghiera. Un omaggio simbolico a tutti i defunti. Come lo scorso anno, l’altare è stato sistemato all’interno del quadriportico, cuore monumentale e storico del camposanto, a ridosso della cancellata. Tra i concelebranti, il cardinale vicario, il vicegerente della diocesi di Roma Renato Tarantelli Baccari e l’arcivescovo Petar Rajič, prefetto della Casa pontificia. Circa duemila i fedeli, tra laici e religiosi, presenti alla Messa, i cui posti sono stati disposti lungo il viale centrale tra monumenti funerari, edicole marmoree e tempietti.

Con lo sguardo rivolto verso la statua del Cristo che ascende al Cielo eretta al centro del quadriportico, Leone ha ricordato il versetto del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi dedicato a “sora nostra morte corporale”. «La fede in Cristo ci dice che il nostro legame con i fedeli defunti non è interrotto, ma trasformato – ha affermato il Papa -. Con la preghiera di suffragio accompagniamo i nostri cari verso la comunione piena con il Signore, quella comunione che realmente pregustiamo già qui, nel sacramento dell’Eucaristia. Animati da questa fede piena di speranza, proseguiamo il nostro cammino terreno, in attesa del giorno in cui Egli asciugherà ogni lacrima».

La Chiesa commemora i fedeli defunti all’indomani della solennità di Tutti i Santi. «Ci rivolgiamo al Padre del cielo affinché la vita della santità e della beatitudine, che già godono tanti suoi figli e figlie, avvolga l’anima di quanti dormono il sonno della pace», le parole di Leone.

Durante la liturgia, celebrata sotto un cielo plumbeo, è stato letto il Vangelo delle Beatitudini, «l’autoritratto di Gesù». Proclamate all’inizio del Discorso della montagna, racchiudono un «annuncio di salvezza» il quale «risuona con particolare forza spirituale in un cimitero, che è come una soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, tra l’esistenza terrena e l’oltre che ci attende». Prima della benedizione finale, il Papa ha asperso con l’acqua benedetta i monumenti funebri alla destra del quadriportico, mentre la campana suonava il rintocco delle 17.

2 novembre 2026

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