Martedì 3 Novembre 2026 15:11
Il Papa ai giovani: «Nessuna oscurità è più forte dell’amore di Cristo»


"Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!": questo il tema scelto per la XLI Giornata mondiale della gioventù, dal 3 all'8 agosto 2027. La celebrazione a livello diocesano il 22 novembre
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È un cammino da fare insieme, quello che Papa Leone propone ai giovani nel messaggio per la prossima Giornata mondiale della gioventù, la XLI, a Seul, in Corea del Sud, dal 3 all’8 agosto, da celebrare prima a livello diocesano il 22 novembre, nella solennità di Cristo Re dell’universo. “
Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
” è il tema «che ci guiderà nei prossimi mesi», scrive il pontefice. Cristo «certamente non ha vissuto e non ci promette una vita senza tempeste. Ma nessuna oscurità e nessuna sofferenza è più forte del suo amore», assicura.Rivolgendosi direttamente ai ragazzi, Prevost parte dalle «domande e preoccupazioni che appesantiscono il cuore», che in tanti portando dentro. «Forse sperimentate timori per il futuro, sentite la pressione di dover avere successo e di apparire perfetti e siete esposti allo stress di un continuo confronto con gli altri o con modelli inarrivabili e artificiali – scrive -. Potreste trovare difficile riconoscere e accettare la vostra identità sotto l’influenza di immagini costruite dai social media. Avvertite la necessità di affetti sinceri – prosegue -, perché la tecnologia può imitare l’empatia, ma non sostituire l’autentica vicinanza umana. Alcuni di voi conoscono la solitudine, la delusione o il timore di non essere all’altezza».
È in questo tipo di situazioni che «Gesù viene incontro ai suoi discepoli e dice loro: “Sono io, non abbiate paura!”. È questa la certezza che desidero affidare al vostro cuore: prima ancora che voi iniziate a cercare Cristo, Egli è già in cerca di voi, camminando sulle acque agitate della vita. Il coraggio cristiano non nasce primariamente dalla nostra forza: nasce dalla sua presenza», assicura. Il coraggio cristiano, aggiunge, «non è un coraggio contro qualcosa o qualcuno, ma un coraggio per: per la vita, per la verità, per la libertà, per la giustizia. Con il coraggio che Cristo ci dona possiamo allora rivolgerci con occhi nuovi al mondo che Dio ha tanto amato».
Ai giovani Leone ricorda che «anche a noi è affidata la nostra parte, per quanto piccola, perché si passi da un mondo di tenebra a un mondo salvato. Cristo non vi chiama a fuggire da questo mondo – chiarisce – ma a vederlo col suo sguardo e a toccarlo con il suo amore che tutto risana. Lasciatevi colpire e commuovere dalla realtà – esorta -. Gesù non ha amato il mondo da lontano. È entrato pienamente nella nostra realtà, umiliandosi fino alla croce. Ha conosciuto la gioia e l’amicizia, ma anche la fatica, il rifiuto, la solitudine e la sofferenza, senza lasciarsi chiudere il cuore. Anche voi vivete in un mondo creato buono, ma ferito; pieno di possibilità, ma segnato da ingiustizie, tensioni e paure», è l’analisi del Papa. Un mondo in cui «molti desiderano la pace, ma incontrano la violenza; molti desiderano la comunione, ma sperimentano la solitudine. Fra queste contraddizioni i cristiani sono chiamati a seguire Cristo nel suo coraggio mite: il coraggio di essere amorevoli quando la durezza sembra più facile e risolutiva, il coraggio di cercare la pace quando lo scontro sembra più vantaggioso, il coraggio di custodire la speranza quando il cinismo appare più convincente».
La vera vittoria infatti, nelle parole del Papa, «non è imporre sé stessi, ma donare sé stessi. Seguendo la strada aperta da Gesù Cristo, anche voi non avete bisogno di imporvi, di dimostrare continuamente quanto valete, di apparire perfetti o di nascondere le vostre fragilità, i vostri dubbi o i vostri limiti», ricorda, esortando i giovani ad avere «il coraggio di essere veri davanti a Dio e davanti agli altri. La vostra dignità – osserva – non nasce dall’immagine che riuscite a costruire di voi stessi. Siete preziosi perché siete creati a immagine di Dio, conosciuti da Lui e amati da Lui», rimarca.
Ai ragazzi Prevost spiega che «scopriamo chi siamo veramente quando scopriamo che il nostro cuore è stato creato per Dio, per amarlo e, in Lui, amare i fratelli e le sorelle. Infatti, c’è in noi il desiderio di donarci, di spenderci per la felicità e il bene degli altri. Questa è la libertà che Cristo vi offre: andare oltre la preoccupazione esclusiva per voi stessi e aprirvi alla generosa creatività dell’amore». Parallelamente, indica la strada dell’umiltà. «Una certa mentalità – evidenzia – ci dice di fare tutto da soli, di lavorare su noi stessi per migliorarci continuamente, per costruire una personalità e un carattere più forti, ma alla fine questo può far penetrare in noi la convinzione di essere i salvatori di noi stessi. Il Vangelo ci presenta un’altra strada di crescita: non salvarci da soli, ma lasciarci salvare da Gesù Cristo. È richiesto qui il coraggio di accettare l’aiuto degli altri, di riconoscere i propri limiti, di fermarsi, di ascoltare e di affidare la propria vita a Dio».
3 novembre 2026
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