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Mercoledì 4 Novembre 2026 00:11

Carlo Riccardi, cento anni d’Italia nello sguardo di un’artista

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Al WEGIL di Roma inaugurata la grande retrospettiva: dalle macerie del dopoguerra alla Dolce Vita, fino alle maxitele di denuncia sociale.

Si sono aperte oggi 3 novembre, alle 18, le porte del WEGIL a Trastevere, e con esse un archivio che da decenni custodisce, negativo dopo negativo, il volto del Novecento italiano. La retrospettiva “Riccardi 100. Verso l’umano” è stata inaugurata nel giorno in cui Roma celebra i cento anni dalla nascita di Carlo Riccardi, fotoreporter e pittore, osservatore instancabile di un Paese che cambiava pelle sotto i suoi occhi.

Il percorso, che resterà aperto fino al 29 novembre, nasce da una selezione inedita tratta dall’Archivio Riccardi, un patrimonio di oltre tre milioni di negativi. Una mole che da sola racconta la dimensione di un lavoro durato settant’anni e che è stata affrontata dai curatori, Lorenzo Imprescia e Maurizio Riccardi, con un criterio rigoroso: non l’accumulo, ma la scelta. Le immagini sono state ordinate per aree tematiche, così da restituire al visitatore non una cronologia sterile, ma una trama di temi e di sguardi.

Riccardi-100 Verso-lumano

Si parte dalle macerie del dopoguerra, quando l’Italia doveva ancora decidere che cosa sarebbe diventata, e si arriva all’effervescenza della Dolce Vita, stagione che a Roma ha avuto il suo palcoscenico più celebre. In mezzo c’è il cinema d’autore, ci sono le battaglie politiche, c’è la lenta e a tratti dolorosa trasformazione della società contemporanea. Ma ciò che emerge, passeggiando tra le sale, è soprattutto una postura: davanti all’obiettivo di Riccardi re, braccianti, divi del grande schermo e bambini condividono la stessa dignità visiva. Le gerarchie sociali si azzerano, e a restare è l’essenza dell’individuo. È la ragione del sottotitolo della mostra, quel “verso l’umano” che dichiara un metodo prima ancora di un tema.

La retrospettiva ha però un secondo volto, forse meno noto al grande pubblico. Accanto alla fotografia trova spazio il lavoro pittorico dell’artista, fatto di maxitele di denuncia sociale concepite come spazio di dialogo pubblico. Dallo scatto alla tela cambia il linguaggio, non l’impegno: la stessa attenzione per gli ultimi, la stessa insofferenza verso l’indifferenza, tradotte in una scala che chiede di essere guardata, discussa, condivisa.

Riccardi-100 Verso-lumano

L’iniziativa è promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, con Intesa Sanpaolo come main partner. L’Assessore regionale alla Cultura, Simona Renata Baldassarre, ha rimarcato l’importanza di trasmettere questo patrimonio documentario alle nuove generazioni, offrendo loro una chiave di lettura visiva per interpretare le radici dell’Italia contemporanea e conservarne la memoria storica. Un’indicazione che pesa in un tempo in cui le immagini scorrono veloci e raramente lasciano traccia: qui, invece, l’archivio diventa strumento di consapevolezza civile.

Lo spazio di largo Ascianghi 5 ospiterà la mostra ogni giorno, con orario continuato dalle 10 alle 19, e l’ingresso è gratuito. Una scelta che rende la visita accessibile a cittadini e turisti, e che restituisce all’evento il carattere di appuntamento collettivo.

Resta, a inaugurazione conclusa, l’idea che un centenario sia utile solo quando smette di essere una ricorrenza e diventa occasione di lettura. Tre milioni di negativi, di cui ora emerge una selezione inedita, suggeriscono che il lavoro di studio e di valorizzazione sia appena cominciato. Il pubblico che nelle prossime settimane attraverserà le sale del WEGIL non troverà soltanto un album di ricordi, ma uno specchio: quello di un Paese che, guardandosi attraverso gli occhi di Riccardi, può ancora riconoscere se stesso.

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